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Ordinanza

Ordinanza n. 521/2026 - C.g.a.r.s, Sezione 1

per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Sicilia, Sezione staccata di Catania (Sezione prima), n. -OMISSIS-, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202400430

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
CGARSOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Sicilia, Sezione staccata di Catania, Sezione I

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

È stato proposto appello avverso una sentenza del TAR Sicilia, Sezione staccata di Catania. Nel corso del giudizio il CGARS ha rilevato d’ufficio che uno dei difensori dell’appellante risulta indicato quale difensore anche nel giudizio d’appello, ma non consta, allo stato, la sua iscrizione all’albo degli avvocati abilitati al patrocinio innanzi alle giurisdizioni superiori. La questione riguarda quindi la verifica della regolare rappresentanza e difesa tecnica dell’appellante nel giudizio di appello.

La decisione

Il CGARS non ha deciso né l’appello nel merito né le ulteriori questioni processuali. Ha disposto un incombente istruttorio: la Segreteria dovrà trasmettere l’ordinanza, in forma non oscurata, al Consiglio Nazionale Forense e al Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Ragusa, chiedendo di certificare se il difensore indicato sia iscritto all’albo degli avvocati abilitati al patrocinio innanzi alle giurisdizioni superiori. È stato assegnato il termine di 90 giorni dalla comunicazione dell’ordinanza. Ogni ulteriore determinazione in rito, nel merito e sulle spese è stata riservata all’esito dell’accertamento. La pubblica udienza di prosecuzione sarà fissata con separato provvedimento presidenziale.

Norme richiamate

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Ritenuta la sussistenza dei presupposti di cui all'art. 52, commi 1 e 2, del d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196

    La disposizione è richiamata quale base per disporre l’oscuramento delle generalità e degli altri dati idonei a identificare l’appellante e il difensore in caso di diffusione del provvedimento al di fuori delle modalità indicate in motivazione.

  • art. 9, paragrafo 1, regolamento (UE) 2016/679

    Ritenuta la sussistenza dei presupposti di cui all'art. 9, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016

    La disposizione è richiamata, insieme all’art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità degli interessati e quale presupposto dell’oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • Quando, nel giudizio amministrativo d’appello, sorgano dubbi sulla sussistenza dell’abilitazione del difensore al patrocinio innanzi alle giurisdizioni superiori, il giudice può disporre d’ufficio un accertamento presso il Consiglio Nazionale Forense e l’Ordine professionale competente prima di assumere definitive determinazioni processuali.
  • L’accertamento sulla regolare abilitazione del difensore costituisce una questione preliminare di rito suscettibile di essere verificata mediante acquisizione di una certificazione dagli organi istituzionali competenti.
  • Quando l’accertamento istruttorio è disposto su una questione preliminare di rappresentanza o difesa tecnica, il giudice può riservare all’esito ogni ulteriore decisione in rito, nel merito e sulle spese, rinviando la prosecuzione della trattazione a una successiva udienza.

Come è indicizzato

MaterieIstruttoria processuale
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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