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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25765/2025 del 14/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 17/12/2024 che aveva confermato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta/per equivalente di €26.384,84 (presunto profitto per il reato ex art. 316-ter c.p.) e il sequestro probatorio riguardante telecamere/microfoni nei luoghi di lavoro. Sono stati dedotti: incompetenza territoriale (erogazione INPS disposta dalla sede centrale di Roma), carenza del fumus commissi delicti, mancata motivazione del periculum in mora, violazione dell'ordine di priorità del sequestro (prima la società poi l'amministratore), nullità per mancata notifica della riunione delle impugnazioni e insufficiente specificazione del titolo di reato e delle esigenze investigative per il sequestro probatorio.

La decisione

Il ricorso è stato ritenuto fondato. L'ordinanza impugnata è stata annullata e rinviata al giudice di merito per colmare i vizi motivazionali: verificare la competenza territoriale alla luce della sede che ha disposto l'erogazione INPS; motivare e indicare la priorità dell'esecuzione del sequestro (prima sul patrimonio della società beneficiaria, poi, in caso di incapienza, sul patrimonio personale dell'amministratore); fornire adeguata motivazione sulle ragioni del periculum in mora richiamando il parametro dell'"esigenza anticipatoria"; precisare il titolo di reato e le concrete esigenze probatorie a fondamento del sequestro delle telecamere (ed evitare che il giudice del riesame supplisca con motivazioni proprie alle omissioni del P.M.).

Norme richiamate

  • art. 316-ter c.p.

    Riferito come il reato contestato (indebita percezione di prestazioni a carico di enti previdenziali) e oggetto della valutazione del fumus commissi delicti.

  • art. 322-ter c.p.

    Norma sulla confisca diretta e per equivalente; il giudice sottolinea che la confisca deve riguardare prioritariamente il profitto del reato e solo in caso di impossibilità può colpire i beni disponibili del reo, con conseguente esigenza di prioritizzare il sequestro sugli attivi dell'ente beneficiario.

  • art. 240 c.p.

    Richiamato in relazione alla disciplina generale della confisca del profitto del reato nei confronti di chi ne abbia conseguito la disponibilità.

  • art. 615-bis c.p.

    Citato nella discussione sulle interferenze illecite nella vita privata; il giudice osserva che per questo reato è rilevante la qualificazione del luogo (domicilio vs luogo di lavoro comune).

  • art. 617-bis c.p.

    Richiamato nella controversia relativa alla natura delle intercettazioni (argomentazione difensiva: art. 617-bis riguarderebbe intercettazioni telefoniche e non ambientali), con la necessità che il decreto specifichi il titolo di reato invocato per il sequestro probatorio.

  • art. 324 c.p.p.

    Disciplina della funzione del Tribunale in sede di riesame; la Corte richiama i limiti del giudice del riesame nell'integrare motivazioni, specie quando le esigenze probatorie sono competenza del P.M.

  • art. 257 c.p.p.

    Norma sul sequestro probatorio; il provvedimento va motivato con l'indicazione delle esigenze investigative che giustificano il vincolo sui reperti.

  • Sez. U. sent. n. 36959 del 24/06/2021 (Ellade)

    «è il parametro della "esigenza anticipatoria" della confisca a dovere fungere da criterio generale cui rapportare il contenuto motivazionale del provvedimento... il giudice sarà tenuto a spiegare... le ragioni della impossibilità di attendere il provvedimento definitorio del giudizio»

    Richiamata per precisare il contenuto motivazionale richiesto riguardo al periculum in mora e all'esigenza anticipatoria della confisca.

  • Sez. 6, n. 9060 del 30/11/2022 (Gse)

    Richiamata per l'orientamento maggioritario secondo cui la competenza territoriale per il reato di cui all'art. 316-ter si determina dal luogo della dispersione del denaro pubblico (sede che ha disposto l'erogazione) e non dal luogo di presentazione delle false attestazioni o di riscossione.

  • Sez. 6, n. 16170 del 02/04/2014 (Stollo)

    Richiama la necessità di verificare la capienza patrimoniale dell'ente beneficiario prima di estendere la confisca per equivalente all'amministratore.

  • Sez. 2, n. 49536 del 22/11/2019 (Vallese)

    Sottolinea che il tribunale del riesame non può, di propria iniziativa, integrare la carenza motivazionale individuando le finalità del sequestro che sono prerogativa del P.M.

Massime di principio

  • La competenza territoriale per reati di indebito percepimento di somme pubbliche va individuata nel luogo della dispersione/erogazione del denaro pubblico (es. sede INPS che ha disposto il pagamento), non nel luogo di presentazione delle false attestazioni o di riscossione.
  • Prima di disporre il sequestro sui beni personali dell'amministratore ai fini della confisca per equivalente, il giudice deve prioritariamente verificare e tentare il recupero del profitto del reato presso l'ente beneficiario; la confisca per equivalente è subordinata all'incapienza dell'ente.
  • Il provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca deve motivare specificamente il "periculum in mora" richiamando l'esigenza anticipatoria della confisca (Sez. U. Ellade): non è sufficiente una motivazione generica o apodittica.
  • Il sequestro probatorio richiede che il pubblico ministero indichi con chiarezza il titolo di reato invocato e le concrete esigenze investigative che giustificano il vincolo sui reperti; il giudice del riesame non può supplire con motivazioni proprie.
  • La mancata indicazione nell'atto di riunione/oggetto del giudizio può essere sanata dalla rinuncia/accettazione della parte presente; tuttavia le carenze sostanziali di motivazione restano rilevanti e comportano annullamento.
  • Nella valutazione di illiceità delle captazioni e delle intercettazioni occorre distinguere i reati e i luoghi rilevanti (intercettazioni telefoniche vs captazioni ambientali; domicilio/privata dimora vs luogo di lavoro), e il provvedimento deve indicare chiaramente quale fattispecie si assume compiuta.

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