L.R. Sardegna 20/2000
Istituzione della Consulta delle elette della Sardegna
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge istituisce presso il Consiglio regionale della Sardegna la Consulta delle elette, organismo di promozione della partecipazione e della presenza femminile nelle istituzioni e nella vita pubblica. Definisce composizione, compiti, funzionamento e obbligo di relazione annuale al 31 marzo. Prevede un onere annuo di 100 milioni di lire a carico del bilancio interno del Consiglio.
Istituzione della Consulta delle elette della Sardegna
Istituzione della Consulta delle elette della Sardegna
La legge regionale disciplina la costituzione di un organismo consultivo regionale dedicato alla valorizzazione della presenza femminile nelle istituzioni e nella vita pubblica. Si applica alla Regione autonoma della Sardegna e opera presso il Consiglio regionale, che ne assicura il supporto organizzativo e finanziario.
Finalità e compiti
La Consulta delle elette ha compiti di promozione politica, istituzionale e formativa a favore delle donne. In particolare mira a:
- sviluppare nelle donne una partecipazione attiva e responsabile alla vita politica e amministrativa;
- incrementare il numero delle elette e il contributo femminile alla definizione delle regole sociali;
- offrire informazione e collaborazione, sia all’interno sia all’esterno della Consulta;
- promuovere occasioni permanenti di formazione e aggiornamento sull’amministrazione pubblica;
- favorire il coinvolgimento delle elette in iniziative locali, nazionali ed europee svolte in Sardegna;
- agevolare la presenza femminile negli organismi di nomina delle assemblee elettive;
- curare i contatti con le istituzioni;
- valorizzare il ruolo e le iniziative delle elette.
Composizione e soggetti partecipanti
La Consulta è formata dalle donne elette e nominate negli organismi istituzionali di livello comunale, provinciale, regionale, nazionale ed europeo, nonché dalle Presidenti delle Consulte femminili, delle Commissioni pari opportunità e dalle Consigliere di parità. La previsione amplia quindi la platea delle partecipanti oltre alle sole consigliere elette, includendo anche figure istituzionali e di parità con funzioni affini.
Organizzazione e funzionamento
L’organizzazione interna e le regole di funzionamento della Consulta sono demandate a un regolamento approvato dal Consiglio regionale. In prima applicazione, la Consulta è convocata dal Presidente del Consiglio regionale. Il testo consolidato evidenzia che la disciplina regolamentare originaria, adottata dalla Consulta a maggioranza assoluta dei componenti, è stata sostituita dalla previsione dell’approvazione consiliare.
Attività programmatoria e relazione annuale
La Consulta deve trasmettere ogni anno, entro il 31 marzo, al Presidente del Consiglio regionale una relazione dettagliata sia sull’attività svolta sia su quella programmata per l’anno in corso. Si tratta di un obbligo di rendicontazione e programmazione che consente il raccordo istituzionale con l’organo consiliare.
Copertura finanziaria
Per l’attuazione della legge è previsto un onere valutato in lire 100.000.000 annue, coperto mediante il bilancio interno del Consiglio regionale. La norma finanziaria è espressamente riferita al contesto monetario dell’epoca di approvazione della legge.
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