Cassazione Civile, Sentenza n. 6046/2023 del 28/02/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il centro della controversia riguarda l'oscuramento di informazioni/documenti "in fase di valutazione": l'amministrazione ha occultato parti di documenti (offerte, valutazioni, documenti amministrativi) sostenendo la necessità di proteggere segreti commerciali, dati personali, o l'integrità della procedura; il ricorrente contesta la legittimità, proporzionalità e temporaneità di tale oscuramento chiedendone la revoca e/o l'accesso.
La decisione
Non è stata fornita la sentenza specifica. In linea generale, la giurisprudenza valuta: 1) se l'amministrazione ha motivato concretamente l'esigenza di oscurare (sussistenza di un pregiudizio concreto e attuale); 2) la proporzionalità e limitazione dell'oscuramento alle sole informazioni effettivamente sensibili; 3) la temporaneità dell'oscuramento (spesso ammesso solo per la durata strettamente necessaria alla fase di valutazione); 4) la possibilità di misure alternative (redazioni mirate, accesso riservato, accordi di riservatezza). Se l'amministrazione non prova il pregiudizio o l'eccessiva estensione dell'oscuramento, il ricorso è generalmente accolto e l'oscuramento revocato; se la prova è adeguata e l'oscuramento è proporzionato, viene confermato.
Norme richiamate
Legge 7 agosto 1990, n. 241 (legge sul procedimento amministrativo)
Principi di trasparenza e diritto di accesso agli atti amministrativi: l'accesso può essere limitato per motivi specifici ma l'ente deve motivare tali limitazioni; l'oscuramento deve rispettare principio di buona amministrazione, proporzionalità e motivazione
D.lgs. 50/2016 (Codice dei contratti pubblici)
Nel contesto delle gare, tutela della riservatezza delle offerte e delle informazioni sensibili è ammessa, ma soggetta a bilanciamento con il diritto di trasparenza: oscuramento consentito solo se strettamente necessario per proteggere segreti industriali o commerciali
D.lgs. 33/2013 (norme sulla trasparenza)
Imposte obbligazioni di pubblicità e trasparenza; eventuali limitazioni devono essere eccezionali e motivate; l'oscuramento non deve frustrarne la finalità
Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR)
Protezione dei dati personali impone la tutela delle informazioni personali; l'oscuramento può essere giustificato per conformarsi al GDPR ma deve essere proporzionato e limitato ai dati personali effettivamente tutelati
D.lgs. 8 giugno 2018, n. 63 (attuazione Direttiva UE 2016/943 sulla protezione dei know-how e segreti commerciali)
Consente tutela dei segreti commerciali; l'amministrazione può oscurare informazioni che costituiscono know-how o segreti aziendali se dimostrata la sussistenza del requisito del segreto e il pregiudizio concreto
Massime di principio
- Onere della prova a carico dell'amministrazione: chi oscura deve motivare concretamente il rischio/prejudice che giustifica l'oscuramento
- Principio di proporzionalità: oscuramento limitato alle porzioni strettamente necessarie, preferendo redazioni mirate anziché censure generalizzate
- Temporalità: l'oscuramento può essere giustificato per la fase di valutazione ma va riesaminato e revocato alla fine della fase o quando venga meno la ragione che lo giustifica
- Bilanciamento degli interessi: bisogna valutare il diritto alla trasparenza/controllo contro la tutela di segreti industriali, privacy e integrità della procedura
- Misure alternative: accesso in forma riservata, depositi presso la segreteria, accordi di riservatezza e pareri specializzati possono limitare la necessità di oscuramento totale
- Rimedi: il ricorrente può impugnare l'oscuramento davanti al giudice amministrativo (es. TAR) e ottenere la revoca se l'oscuramento è ingiustificato o sproporzionato
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