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Sentenza

Sentenza del 24/06/2015 n. 13042 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale delle Marche sostenendo la violazione e falsa applicazione dell'art. 9-bis della legge n. 289/2002. Secondo l'Ufficio, la definizione agevolata prevista da tale norma si perfeziona esclusivamente con il pagamento integrale dell'importo dovuto, anche se rateizzato, entro i termini stabiliti. Il solo pagamento della prima rata non sarebbe sufficiente, poiché l'art. 9-bis non contiene una disposizione che mantenga efficace il condono in caso di mancato pagamento delle rate successive.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, cassato la sentenza della CTR e deciso la causa nel merito, respingendo il ricorso originario del contribuente contro il diniego di condono. Ha stabilito che, per il condono ex art. 9-bis della legge n. 289/2002, è necessario l'integrale pagamento del dovuto nei termini e secondo le modalità previste. Il mancato pagamento delle rate successive alla prima impedisce quindi il perfezionamento della definizione agevolata. Le spese di tutti i gradi di giudizio sono state integralmente compensate, poiché l'orientamento giurisprudenziale si era consolidato dopo la sentenza impugnata.

Norme richiamate

  • Legge 27 dicembre 2002, n. 289, art. 9-bis

    La definizione agevolata riguarda il mancato versamento di imposte o ritenute risultanti dalle dichiarazioni annuali e consente la non applicazione delle relative sanzioni.

    La definizione si perfeziona solo con l'integrale pagamento dell'importo dovuto entro i termini previsti. Il pagamento della sola prima rata non conserva l'efficacia del condono, poiché la norma non prevede espressamente tale effetto.

  • Legge 27 dicembre 2002, n. 289, artt. 7, 8, 9, 15 e 16

    Le disposizioni prevedono, per le specifiche forme di condono disciplinate, la conservazione dell'efficacia della definizione anche in assenza di adempimento integrale.

    Le previsioni che ammettono la conservazione degli effetti del condono non possono essere applicate analogicamente all'art. 9-bis, perché le norme di condono hanno carattere eccezionale.

  • Codice di procedura civile, art. 360, comma 1, n. 3

    Violazione o falsa applicazione di norme di diritto.

    È il parametro processuale utilizzato dall'Agenzia delle Entrate per denunciare l'erronea interpretazione dell'art. 9-bis della legge n. 289/2002 da parte della CTR.

Massime di principio

  • Quando una definizione agevolata o un condono prevede il pagamento rateale, occorre verificare se la legge stabilisce espressamente che il pagamento della prima rata mantenga validi gli effetti della definizione nonostante il mancato pagamento delle rate successive.
  • In assenza di una specifica clausola di conservazione degli effetti, il condono si considera perfezionato soltanto con il pagamento integrale e tempestivo di quanto dovuto.
  • Le disposizioni speciali e favorevoli in materia di condono, avendo carattere eccezionale, non possono essere estese per analogia da una fattispecie normativa a un'altra.
  • Il pagamento parziale può quindi non impedire all'amministrazione di negare la definizione agevolata e di richiedere il tributo o le sanzioni secondo la disciplina ordinaria.

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