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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24720/2025 del 07/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza del 27/01/2025 del GIP che ha rigettato la richiesta di sospensione dell'ordine di demolizione. Il ricorrente deduceva: 1) indeterminatezza del titolo esecutivo perché l'ordine di demolizione e la sentenza richiamata non avrebbero individuato con sufficiente certezza le opere da demolire, essendo indicate solo le dimensioni del manufatto e il Comune, senza dati catastali o altri elementi identificativi; 2) violazione del principio di proporzionalità poiché l'ordinanza non avrebbe valutato adeguatamente la situazione personale del ricorrente (età, stato di salute, condizioni economiche) e avrebbe confuso la tutela della proprietà con la valutazione della proporzionalità rispetto al diritto all'abitazione.

La decisione

La Corte dichiara il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Sulla questione di determinazione del titolo, la Corte ritiene che, in sede penale ed esecutiva, la compiuta identificazione delle opere da demolire può ricavarsi dall'iter giudiziario di merito e che l'indicazione delle dimensioni del corpo di fabbrica, unitamente alla descrizione già effettuata nel giudizio di condanna, è sufficiente; non è dunque necessaria in sede penale l'indicazione puntuale dei dati catastali richiesta, invece, in sede amministrativa. Sulla proporzionalità, la Corte conferma che il bilanciamento va effettuato solo quando è in gioco l'art. 8 CEDU (manufatto adibito ad abituale abitazione). Pur riconoscendo le condizioni personali del ricorrente, la Corte ritiene tali elementi non decisivi alla luce del lungo periodo a disposizione del ricorrente (ordine esecutivo noto dal 1992) e dell'assenza di interventi per ottenere soluzioni abitative alternative, come il ricorso al sistema di edilizia residenziale pubblica. Il ricorrente è condannato alle spese e al versamento di euro 3000 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 173 disp. att., cod. proc. pen.

    Limita l'ambito dei motivi dedotti in cassazione in ordine ai vizi di impugnazione dell'ordinanza, richiamato come regola procedurale nei limiti della motivazione

  • art. 611 cod. proc. pen.

    Il ricorso è stato trattato cartolarmente ai sensi di questa norma, ossia senza discussione orale

  • art. 552 cod. proc. pen.

    Riferimento alla necessità che l'imputazione contenga la descrizione del manufatto abusivo a pena di nullità; la Corte rileva che, nel caso, la descrizione nel giudizio di merito è risultata idonea

  • art. 8 CEDU

    Il principio di proporzionalità nell'esecuzione dell'ordine di demolizione si applica quando è in gioco il diritto al rispetto della vita privata e familiare e del domicilio; il giudice deve valutare l'impatto personale dell'esecuzione, ma bilanciarlo con l'interesse pubblico alla tutela del territorio

  • Orientamenti della giurisprudenza della Corte EDU (Ivanova e Cherkezov; Kaminskas)

    Richiamati per i criteri di bilanciamento e per l'enfasi sulla valutazione delle condizioni personali, consapevolezza dell'illiceità e tempi concessi per la regolarizzazione; la Corte nazionale li applica limitando la tutela a chi ha adibito l'immobile ad abitazione abituale e valorizzando la consapevolezza dell'illegalità

  • Giurisprudenza amministrativa (Consiglio di Stato e TAR)

    Distinzione tra procedimento amministrativo e penale: in sede amministrativa l'ordinanza di demolizione deve contenere descrizioni puntuali e riferimenti catastali; in sede penale la determinazione può fondarsi sulla descrizione già svolta nel giudizio di merito

Massime di principio

  • In sede penale esecutiva la determinazione dell'oggetto della demolizione può essere soddisfatta dalla descrizione e dalle dimensioni del corpo di fabbrica risultanti dal giudizio di merito; non sempre è necessario l'indicazione dei dati catastali che invece è richiesta in sede amministrativa.
  • L'eccezione di indeterminatezza del titolo deve mostrarsi in modo concreto: se la descrizione del manufatto è già stata oggetto di accertamento giudiziale e la sentenza di condanna ha ricostruito le opere abusive, il giudice dell'esecuzione può ritenere possibile l'identificazione senza ulteriori procedimenti.
  • Il principio di proporzionalità opera solo quando l'ordine di demolizione incide sul diritto al rispetto della vita privata e familiare (art. 8 CEDU), ossia su immobili adibiti ad abituale abitazione; in tali casi il giudice valuta consapevolezza dell'illegalità, gravità dell'abuso, tempi tra accertamento e esecuzione, condizioni personali e possibilità di regolarizzazione.
  • Condizioni personali come età, salute e basso reddito sono rilevanti ma non automaticamente decisive: vanno valutate insieme alla consapevolezza dell'illiceità e al tempo avuto a disposizione per regolarizzare la situazione o trovare soluzioni abitative alternative.
  • Chi contesta l'esecuzione ha l'onere di documentare in modo puntuale fatti e ragioni che giustifichino la sospensione o la revoca: ad esempio l'impossibilità di accedere a soluzioni abitative alternative o l'inefficacia dei sistemi pubblici di assistenza abitativa.
  • Esiste una netta distinzione di tutela e di requisiti formali tra il procedimento amministrativo di demolizione e l'esecuzione penale di un ordine demolitorio: in ambito amministrativo sono richieste maggiori formalità identificative dell'immobile.

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