Sentenza del 30/03/2018 n. 2112 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio
Processo tributario - Giudicato esterno - Effetto preclusivo - Operatività - Sussistenza
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeÈ stato affermato che il giudicato esterno può produrre effetto preclusivo anche nel processo tributario quando riguarda la stessa questione o una questione pregiudiziale già esaminata in un precedente giudizio. La parziale diversità delle parti non impedisce tale effetto, a condizione che le parti del giudizio successivo abbiano avuto notizia della pendenza del precedente processo.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia riguardava l'operatività dell'effetto preclusivo del giudicato esterno nel processo tributario, in particolare quando la medesima questione, o una questione pregiudiziale, sia stata già decisa in un precedente giudizio con parti solo parzialmente coincidenti con quelle del giudizio successivo. Il punto decisivo era stabilire se il precedente giudicato potesse vincolare anche soggetti non coincidenti integralmente con le parti del primo processo, purché avessero avuto conoscenza della pendenza di quel giudizio.
Norme richiamate
Principio del giudicato esterno nel processo tributario
L'effetto preclusivo del giudicato esterno opera anche in materia tributaria quando la medesima questione, ovvero una questione pregiudiziale, abbia formato oggetto di un precedente giudizio le cui parti coincidano solo parzialmente con quelle del giudizio successivo, a condizione che queste ultime abbiano avuto notizia della pendenza del precedente giudizio.
Una decisione definitiva resa in un precedente processo può impedire una nuova discussione sulla stessa questione, anche se non vi è piena coincidenza soggettiva tra i due giudizi. È però necessario che le parti del giudizio successivo siano state informate dell'esistenza del precedente processo, così da poter eventualmente intervenire o tutelare i propri interessi.
Cassazione civile, sentenza n. 14014/2017
Richiamata quale precedente giurisprudenziale a sostegno dell'applicazione del giudicato esterno in materia tributaria anche in presenza di una parziale coincidenza delle parti.
Cassazione civile, sentenza n. 13916/2006
Richiamata quale precedente giurisprudenziale sul carattere preclusivo del giudicato esterno e sulla sua possibile operatività rispetto a questioni identiche o pregiudiziali già definite.
Massime di principio
- Nel processo tributario, una questione già definitivamente decisa non può essere normalmente riesaminata in un nuovo giudizio quando si tratta della stessa questione o di una questione logicamente pregiudiziale.
- La piena identità delle parti tra il primo e il secondo processo non è sempre indispensabile: può essere sufficiente una coincidenza parziale, purché i soggetti coinvolti nel giudizio successivo abbiano avuto conoscenza del precedente processo.
- La conoscenza della pendenza del precedente giudizio è una garanzia essenziale: il giudicato non dovrebbe pregiudicare chi non abbia avuto la possibilità concreta di partecipare o difendersi.
- Prima di promuovere o difendere una causa tributaria occorre verificare l'esistenza di precedenti sentenze definitive riguardanti la stessa annualità, lo stesso rapporto tributario o una questione pregiudiziale comune.
- Il giudicato esterno può incidere anche su controversie formalmente diverse se la decisione precedente contiene un accertamento stabile e decisivo per la soluzione della nuova controversia.
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