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Ordinanza

Ordinanza n. 133/2026 - Potenza, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600349

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Basilicata, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Decadenza dall'aggiudicazione definitiva, incameramento della cauzione provvisoria e ordinanza sindacale contingibile e urgente di interdizione dell'accesso e dell'utilizzo dell'area sportiva comunale e dell'area camper, oltre agli atti relativi alla stipula del contratto di locazione e alla richiesta della garanzia definitiva

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (società aggiudicataria)

Prevale il privato

La controversia

La società aggiudicataria ha impugnato la determinazione comunale del 13 agosto 2026 che ha dichiarato la sua decadenza dall'aggiudicazione definitiva e disposto l'incameramento della cauzione provvisoria, nonché l'ordinanza sindacale del 7 settembre 2026 che ha vietato l'accesso e l'utilizzo dell'intero plesso comunale. Ha contestato anche gli atti preparatori: l'invito alla stipula del 29 giugno 2026, la richiesta del 24 luglio 2026 di produrre la garanzia definitiva entro soli cinque giorni e la diffida del 31 luglio 2026 a sottoscrivere il contratto entro l'11 agosto 2026. La società ha sostenuto di non essere tenuta a sottoscrivere il contratto né a produrre la garanzia definitiva in assenza della preliminare documentazione comunale sullo stato strutturale dell'area e sulla conformità degli scarichi e dei filtri idraulici delle piscine, e ha denunciato l'incongruità del termine assegnato per la garanzia e l'assenza dei presupposti di agibilità materiale dei beni. Ha chiesto la sospensione cautelare degli atti impugnati.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare, rilevando in sede di sommaria delibazione il fumus boni iuris: la mancata preventiva esibizione da parte del Comune dei documenti sullo stato strutturale e sulla conformità degli scarichi e dei filtri idraulici delle piscine appare una carenza documentale essenziale, idonea a giustificare la mancata disponibilità dell'aggiudicataria a stipulare il contratto e a produrre la garanzia definitiva. Ha ritenuto sussistente anche il periculum in mora, bilanciandolo con l'interesse pubblico all'utilizzazione efficiente dei beni e precisando che l'eventuale fruizione collettiva deve avvenire con modalità che tutelino pienamente sicurezza e incolumità pubblica. Il Comune è stato condannato alle spese della fase cautelare, liquidate in euro 1.000,00 oltre accessori di legge; il merito è stato fissato all'udienza pubblica del 10 febbraio 2027.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Ritenuto, pertanto, che la domanda cautelare va accolta;

    La tutela cautelare è stata accolta sulla base della valutazione sommaria del fumus boni iuris e del periculum in mora, con comparazione dell'interesse privato e dell'interesse pubblico.

Massime di principio

  • Nella fase cautelare, la mancata preventiva esibizione da parte dell'amministrazione di documenti essenziali sullo stato e sulla conformità di beni destinati alla locazione può costituire, prima facie, una giustificazione della mancata stipula da parte dell'aggiudicatario e della mancata produzione della garanzia definitiva.
  • La valutazione del periculum cautelare richiede il bilanciamento con l'interesse pubblico alla proficua utilizzazione dei beni; l'eventuale fruizione collettiva deve comunque avvenire con modalità idonee a tutelare la sicurezza e l'incolumità pubblica.

Come è indicizzato

MaterieAggiudicazione, revoca e annullamento della garaOrdinanze contingibili e urgenti
RamiContratti pubbliciEnti locali e organizzazione amministrativa
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezza

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