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Risoluzione

Risoluzione n. 176 del 23/07/2007

Agenzia delle Entrate

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Risoluzione chiarisce che i contributi di gestione versati dai consorziati al Consorzio, quale corrispettivo di un servizio reso senza rappresentanza, sono rilevanti ai fini IVA. L’Agenzia osserva però che non è possibile fornire una risposta univoca sulla corretta qualificazione IVA del riaddebito dei singoli costi, perché occorre valutare concretamente la natura dei rapporti e delle prestazioni svolte. Conferma infine, in linea generale, la detraibilità dell’IVA sugli acquisti da parte del Consorzio, nei limiti ordinari previsti dalla normativa.

Trattamento IVA dei contributi mensili versati dai consorziati a un consorzio

Trattamento IVA dei contributi mensili versati dai consorziati al Consorzio

La Risoluzione n. 176 del 23 luglio 2007 affronta il regime IVA applicabile ai contributi mensili richiesti da un consorzio con attività esterna ai propri consorziati, con particolare attenzione al riaddebito dei costi sostenuti dal Consorzio per immobili, personale, utenze e altre spese di gestione.

Contesto dell’istanza e struttura del rapporto consortile

Il Consorzio ALFA è costituito da Promotori Finanziari di Banca BETA ed è organizzato come consorzio con attività esterna per la gestione di costi comuni relativi agli uffici in cui i consorziati svolgono la propria attività imprenditoriale. Il Consorzio opera in nome proprio ma per conto e nell’interesse delle imprese individuali consorziate, secondo una logica assimilata dal contribuente al mandato senza rappresentanza.

In concreto, il Consorzio:

  • stipula il contratto di locazione degli uffici con il proprietario dell’immobile;
  • stipula i contratti di lavoro con il personale dipendente;
  • è intestatario delle utenze, delle imposte comunali e delle spese condominiali.

I consorziati versano contributi mensili previsti dal Regolamento, destinati al rimborso dei costi di funzionamento generale del Consorzio. Tali costi vengono ripartiti pro quota e riaddebitati con apposite fatture, nelle quali il Consorzio riaddebita anche l’IVA assolta sugli acquisti.

Quesito prospettato dal contribuente

Il quesito riguarda il modo in cui deve essere trattato, ai fini IVA, il riaddebito ai consorziati dei costi sostenuti dal Consorzio. In particolare, viene chiesto se, al momento dell’emissione della fattura verso le ditte consorziate per l’importo complessivo dei costi sostenuti, debba essere mantenuto il medesimo regime IVA della spesa originaria, quindi:

  • imponibile;
  • esente;
  • fuori campo IVA.

Soluzione proposta dall’istante

Il Consorzio sostiene che, nel riaddebito pro quota dei costi ai consorziati, ciascun costo debba conservare il medesimo regime impositivo applicato dal fornitore nei confronti del Consorzio. A titolo esemplificativo, il costo del personale e il canone di locazione da privato, esclusi da IVA in capo al Consorzio, dovrebbero restare esclusi anche nella fatturazione di riaddebito ai consorziati.

L’istante ritiene inoltre che l’IVA a credito sulle fatture di acquisto sia integralmente detraibile, poiché l’imposta assolta sugli acquisti sarebbe esattamente corrispondente a quella addebitata ai consorziati, con effetto complessivamente neutrale per il Consorzio.

Valutazioni dell’Agenzia delle Entrate

Dall’analisi dell’istanza e della documentazione allegata, l’Agenzia rileva che il Consorzio ha per oggetto l’attuazione delle direttive del Consorzio GAMMA e la costituzione di un’organizzazione comune per l’acquisizione, gestione e uso di immobili, uffici, locali e spazi comuni, oltre alla prestazione di servizi strumentali o connessi, tra cui operazioni mobiliari, immobiliari e finanziarie, attività di archiviazione, segreteria e tenuta contabilità.

Lo statuto prevede che le spese di funzionamento generale, definite “Contributi di Gestione”, siano coperte dai partecipanti secondo criteri stabiliti nel Regolamento. In particolare:

  • il contributo è determinato annualmente sulla base di un bilancio preventivo approvato a inizio esercizio;
  • se i versamenti in corso d’anno non coprono le spese effettive risultanti dal bilancio consuntivo, il Consiglio di Amministrazione determina il conguaglio da versare;
  • il contributo è parametrato per categoria di consorziati, con riferimento al contributo massimo richiesto ai Promotori Finanziari Manager.

Limiti della risposta fornita in sede di interpello

L’Agenzia osserva che gli elementi rappresentati fanno emergere un’attività del Consorzio consistente nell’acquisizione di beni e servizi dai fornitori per offrire ai consorziati un servizio complesso di supporto logistico e amministrativo. Tale attività non sembra ridursi al semplice ribaltamento dei singoli costi sostenuti per utenze, affitto e altre spese analoghe.

Per questo motivo, l’Agenzia ritiene che i dati forniti non consentano di fornire una soluzione univoca al quesito, poiché occorrerebbero valutazioni di fatto sulla concreta modalità di svolgimento dell’attività e sulla reale configurazione dei rapporti giuridici tra le parti, attività che esulano dai limiti dell’interpello.

Indicazioni di principio sul regime IVA

Pur senza risolvere in modo definitivo la questione del riaddebito dei singoli costi, l’Agenzia afferma in linea generale che alcuni servizi prestati dal Consorzio, come:

  • l’acquisizione della disponibilità dell’immobile adibito a ufficio;
  • le prestazioni di lavoro dipendente, non sembrano riconducibili alle prestazioni di mandato senza rappresentanza di cui all’articolo 3, terzo comma, del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633. Tali servizi, infatti, non si caratterizzano per l’incarico di acquisire presso un terzo uno specifico servizio i cui effetti giuridici si producono nella sfera del mandante.

L’Agenzia precisa comunque che, in presenza di prestazioni rese senza rappresentanza ai consorziati, i contributi di gestione versati da ciascuno di essi costituiscono corrispettivi di una prestazione di servizi e sono quindi imponibili ai fini IVA ai sensi dell’articolo 3 del d.P.R. n. 633 del 1972.

Momento di effettuazione dell’operazione

Per le prestazioni di servizi, il momento di effettuazione dell’operazione viene individuato:

  • nel momento del pagamento dei contributi;
  • oppure, se anteriore, nel momento di emissione delle fatture, ai sensi dell’articolo 6 del d.P.R. n. 633 del 1972.

Detrazione dell’IVA sugli acquisti

L’Agenzia precisa infine che, svolgendo operazioni imponibili, il Consorzio è in linea generale legittimato a detrarre l’IVA relativa agli acquisti effettuati. Resta però fermo che il diritto alla detrazione può essere limitato:

  • se il Consorzio pone in essere altre operazioni che restringono la detrazione ai sensi dell’articolo 19, comma 2 e seguenti, del d.P.R. n. 633 del 1972;
  • oppure se gli acquisti rientrano tra quelli soggetti a limiti oggettivi di detrazione, come quelli previsti dall’articolo 19-bis1 del medesimo decreto.

Esito complessivo

La Risoluzione non afferma in modo definitivo che il riaddebito dei costi debba seguire il regime IVA della spesa originaria; al contrario, evidenzia che la verifica dipende dalla concreta struttura del rapporto e delle prestazioni svolte. Viene tuttavia confermato il principio per cui i contributi di gestione, se rappresentano corrispettivo di servizi resi ai consorziati, sono imponibili IVA e il Consorzio può, in via generale, esercitare il diritto alla detrazione dell’imposta sugli acquisti nei limiti di legge.

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