L.R. Valle d'Aosta 31/2007
Nuove disposizioni in materia di gestione dei rifiuti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge disciplina in Valle d’Aosta la gestione integrata dei rifiuti urbani e speciali, la pianificazione regionale, tariffa e canoni, recupero di materiali inerti da scavo e da demolizione, bonifiche dei siti contaminati, contributi ai Comuni sede di impianti e tributo di discarica. Prevede obiettivi di raccolta differenziata entro il 2007, 2009 e 2011 e varie scadenze già esaurite, quindi è oggi in larga parte obsoleta.
Gestione dei rifiuti, bonifiche e materiali inerti in Valle d'Aosta
Gestione dei rifiuti e pianificazione regionale in Valle d’Aosta
La legge regionale disciplina l’organizzazione integrata della gestione dei rifiuti nel territorio della Valle d’Aosta, con particolare attenzione a rifiuti urbani, rifiuti speciali assimilabili, materiali inerti da scavo e da demolizione, bonifiche e aspetti finanziari connessi. Il quadro è costruito in coerenza con il d.lgs. 152/2006 e con il Piano regionale di gestione dei rifiuti.
Finalità e obiettivi generali
La Regione orienta il sistema verso la riduzione della produzione di rifiuti, il recupero di materia ed energia, l’uso residuale della discarica e l’autosufficienza nello smaltimento finale dei rifiuti urbani residui. Per i rifiuti speciali, la disciplina privilegia la corretta gestione dei rifiuti assimilabili agli urbani, il recupero degli imballaggi e il riutilizzo/riciclaggio dei materiali inerti da attività di scavo, costruzione e demolizione.
Competenze regionali e informazione ai cittadini
Alla Regione spettano funzioni di pianificazione, indirizzo e coordinamento, oltre all’approvazione degli impianti di gestione dei rifiuti, al rilascio delle autorizzazioni e delle AIA, alla determinazione delle garanzie finanziarie e al finanziamento di impianti di interesse regionale. La legge attribuisce anche un forte rilievo alle campagne informative: la Giunta regionale predispone programmi pluriennali e materiale divulgativo, mentre le Autorità di subATO diffondono l’informazione nelle scuole e nelle comunità locali, in collaborazione con i Comuni.
Piano regionale di gestione dei rifiuti
Il Piano regionale costituisce lo strumento centrale di programmazione, articolato in sezioni per rifiuti urbani, speciali, imballaggi, rifiuti di imballaggio e bonifica delle aree contaminate. È approvato dal Consiglio regionale su proposta della Giunta, sentiti il Consiglio permanente degli enti locali e le Autorità di subATO, ed è aggiornato almeno ogni cinque anni. La Giunta può adottare programmi esecutivi e atti di indirizzo su riduzione dei rifiuti, riorganizzazione dei servizi, gestione di tipologie particolari di rifiuto e disciplina tariffaria.
Sistema integrato dei rifiuti urbani: ATO e subATO
La Regione costituisce un ATO unico per smaltimento e recupero finale dei rifiuti urbani, mentre le Comunità montane e il Comune di Aosta operano come subATO per raccolta e trasporto. I rifiuti da raccolta differenziata devono andare esclusivamente a recupero; lo smaltimento è vietato, salvo i rifiuti urbani pericolosi che richiedono raccolta separata. Gli obiettivi di raccolta differenziata previsti erano 40% entro il 31 dicembre 2007, 50% con 40% di valorizzazione entro il 31 dicembre 2009 e 60% con 50% di valorizzazione entro il 31 dicembre 2011, quindi risultano ormai superati temporalmente.
Organizzazione del servizio nei subATO
Le Comunità montane e il Comune di Aosta dovevano avviare entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge le attività per organizzazione, affidamento e controllo del servizio. In caso di inerzia era prevista diffida regionale e, successivamente, l’intervento sostitutivo con commissario ad acta. Ogni subATO deve approvare un Piano di subATO e i relativi regolamenti di servizio, che disciplinano modalità di raccolta, trasporto, conferimento differenziato, centri di conferimento, servizi integrativi, criteri tariffari e misure di sensibilizzazione.
Tariffa, canoni e contributi ambientali
I costi del servizio urbano sono coperti tramite tariffa determinata dal subATO. La Giunta regionale definisce criteri ulteriori per la tariffa e per agevolazioni agli utenti domestici che praticano autocompostaggio. Inoltre, ogni anno la Giunta determina i canoni per il conferimento negli impianti regionali e può prevedere riduzioni o penalizzazioni in relazione ai risultati di raccolta differenziata. È previsto anche un contributo ambientale per i Comuni sede di impianti di recupero e smaltimento, con destinazione di almeno il 50% del gettito a interventi di riqualificazione ambientale.
Materiali inerti da scavo e da demolizione/costruzione
La legge detta una disciplina dettagliata per il riutilizzo prioritario dei materiali inerti da scavo e dei materiali da demolizione e costruzione, privilegiando il riuso diretto in cantiere e il conferimento a impianti di recupero. I progetti edilizi devono indicare il bilancio di produzione dei materiali e i rifiuti attesi, le modalità di riutilizzo e le destinazioni finali; il mancato rispetto comporta l’applicazione del d.lgs. 152/2006. Per i materiali da scavo, dal 30 giugno 2008 è vietato il conferimento in discarica ai fini dello smaltimento finale, con limitate eccezioni gestionali; dal 1° gennaio 2020 il divieto non si applica alle discariche per rifiuti inerti autorizzate a ricevere rifiuti inerti previa caratterizzazione.
Gestione territoriale e divieti di esportazione/importazione dei rifiuti
Dal testo consolidato emerge il divieto di esportare o importare rifiuti urbani tra ambiti territoriali ottimali, salvo accordi di programma e per i rifiuti soggetti a valorizzazione certa. Per i rifiuti speciali provenienti da altre Regioni, il quadro introdotto nel 2020 è però in parte caducato dalla Corte costituzionale, che ha dichiarato l’illegittimità delle disposizioni sui commi 2, 3 e 4 dell’articolo 16bis.
Osservatorio regionale sui rifiuti
È istituito presso la struttura competente un Osservatorio regionale sui rifiuti con funzioni di vigilanza, raccolta ed elaborazione dati, monitoraggio di costi e tariffe, controllo di accordi e protocolli, supporto tecnico alla Giunta e pubblicazione annuale di un rapporto entro il 31 marzo. L’Osservatorio è composto da rappresentanti regionali, locali, dell’ARPA, di soggetti gestori, categorie economiche, ambientalisti, consumatori e da un tecnico esperto con funzioni di coordinamento scientifico.
Bonifica dei siti contaminati
Gli interventi di bonifica e ripristino ambientale devono rispettare la disciplina statale. La Regione promuove accordi con enti e imprese per monitorare e contenere le criticità ambientali. Per bonifica, messa in sicurezza permanente e rimodellamento dei siti contaminati è consentito l’uso di materiali inerti da scavo e fanghi da sfangamento, se caratterizzati e dichiarati idonei da ARPA e USL; in via prioritaria devono essere adottate tecniche che privilegiano trattamento, riutilizzo e ricollocazione in loco.
Finanziamenti per le bonifiche
Se la bonifica o messa in sicurezza permanente è eseguita d’ufficio dal Comune, le spese sono sostenute dalla Regione, salvo rivalsa verso responsabili o proprietario. I soggetti obbligati possono ottenere contributi regionali fino al 50% delle spese ammissibili, se manca dolo e sussistono preminenti interessi pubblici igienico-sanitari, ambientali o occupazionali. La Giunta definisce i criteri di concessione.
Disposizioni particolari: centri di conferimento e veicoli fuori uso
I centri comunali di conferimento dei rifiuti urbani, o isole ecologiche, servono per il raggruppamento in frazioni omogenee e non sono considerati operazioni di smaltimento o recupero, né richiedono le autorizzazioni ordinarie previste per gli impianti. Per i veicoli a motore fuori uso, in attesa di centri di raccolta idonei, i luoghi di abbandono possono essere usati come depositi e i Comuni devono comunque attivare le procedure di identificazione del proprietario e di demolizione/radiazione.
Tributo speciale di discarica e disciplina finanziaria
Dal 1° gennaio 2009 il tributo speciale per il deposito in discarica è fissato secondo l’allegato A, con rideterminazione annuale tramite legge regionale entro il 31 luglio. È prevista una disciplina transitoria per la regolarizzazione delle violazioni pregresse del tributo. Dal 1° gennaio 2017 l’intero gettito del tributo è vincolato a finalità ambientali e la Giunta ne stabilisce la destinazione specifica; inoltre, una quota degli introiti da rimborso dei Consorzi concorre al finanziamento del piano regionale dei rifiuti.
Abrogazioni e regime transitorio
La legge abroga varie precedenti leggi regionali in materia di rifiuti e recupero inerti, oltre ad alcune disposizioni puntuali di leggi successive. Nelle more dei provvedimenti attuativi, continuano ad applicarsi i corrispondenti atti attuativi previgenti, per evitare vuoti normativi.
Valutazione di attualità
Il provvedimento resta rilevante come quadro normativo di base, ma molte sue disposizioni sono datate, legate a scadenze ormai scadute o incise da successive modifiche e pronunce della Corte costituzionale. In particolare, risultano superati gli obiettivi temporali 2007-2011 e varie previsioni transitorie; per questo l’atto è solo parzialmente attuale, pur non essendo integralmente inutilizzabile.
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