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Sentenza

Sentenza del 02/01/2017 n. 6 - Comm. Trib. Reg. per la Toscana

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato gli avvisi di accertamento ICI relativi agli anni 2007-2011, contestando la stima comunale del valore dell'area, pari a 400 euro/mq, rispetto al valore dichiarato e utilizzato per il versamento dell'imposta. Ha sostenuto di aver legittimamente applicato il valore comunale di 150 euro/mq, ridotto del 30% a 105 euro/mq, ritenendo l'area una "area residenziale convenzionata". Ha inoltre dedotto il difetto di motivazione degli avvisi, la perdita del potere di accertamento del Comune, il legittimo affidamento, l'inapplicabilità delle sanzioni alla società incorporante e la mancata applicazione del cumulo giuridico per violazioni continuate.

La decisione

La Commissione Tributaria Regionale ha accolto l'appello principale del Comune e respinto l'appello incidentale della società, salvo che per il motivo relativo al calcolo delle sanzioni. Ha stabilito che la convenzione edilizia del 2004 non dimostrava l'esistenza di edilizia convenzionata in senso tecnico, poiché non risultava provato alcun vincolo sui prezzi di vendita o locazione degli immobili. Pertanto, la riduzione del 30% non spettava e il versamento effettuato sulla base di 105 euro/mq non impediva al Comune di accertare un valore maggiore. È stata ritenuta adeguata la motivazione degli avvisi, supportati da una perizia fondata su caratteristiche urbanistiche, edificatorie, localizzazione, raffronti di mercato e valori dichiarati negli atti di vendita. La società incorporante è stata ritenuta responsabile anche delle sanzioni relative alle violazioni della società incorporata. Tuttavia, il Comune dovrà ricalcolare le sanzioni applicando il cumulo giuridico e il principio della continuazione previsti dall'art. 12 del d.lgs. 472/1997. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • Art. 59, comma 1, lettera g), d.lgs. n. 446/1997

    I Comuni possono "determinare periodicamente o per zone omogenee i valori venali in comune commercio delle aree fabbricabili, al fine della limitazione del potere di accertamento del Comune, qualora l'imposta sia versata sulla base di un valore non inferiore a quello predeterminato".

    Il valore comunale predeterminato limita il potere di accertamento soltanto quando il contribuente versa l'imposta su un valore almeno pari a quello stabilito dal Comune. Se applica una riduzione non spettante e versa su un valore inferiore, la preclusione non opera.

  • Art. 5 del Regolamento ICI del Comune di Monteriggioni

    Il valore delle aree fabbricabili è quello venale in comune commercio; non si procede ad accertamento quando l'imposta è versata su valori non inferiori a quelli stabiliti dal Comune. Per le aree PEEP, PIP e per le aree residenziali convenzionate è previsto un abbattimento del 30%.

    La riduzione del 30% è applicabile esclusivamente alle aree che rientrano effettivamente nelle categorie indicate dal regolamento, non a qualsiasi area privata sottoposta a una generica convenzione urbanistica.

  • Artt. 17 e 18 del D.P.R. n. 380/2001

    L'edilizia convenzionata presuppone una convenzione con contenuti specifici, normalmente collegati alla determinazione o al controllo dei prezzi di vendita o dei canoni, con finalità sociali.

  • Artt. 122 e seguenti della legge regionale Toscana n. 1/2005

    Le disposizioni regionali sono richiamate per individuare le caratteristiche dell'edilizia convenzionata e dei relativi vincoli, non ravvisati nella convenzione esaminata.

  • Art. 15 d.lgs. n. 472/1997

    La società o l'ente risultante dalla trasformazione o dalla fusione, anche per incorporazione, subentra negli obblighi delle società trasformate o fuse relativi al pagamento delle sanzioni.

    La società incorporante risponde anche delle sanzioni tributarie relative a violazioni commesse dalla società incorporata prima della fusione.

  • Art. 12, commi 1 e 2, d.lgs. n. 472/1997

    In presenza di violazioni della stessa indole commesse in più periodi d'imposta, deve applicarsi il cumulo giuridico e il principio della continuazione, con irrogazione della sanzione base aumentata secondo i criteri di legge, anziché la somma integrale delle singole sanzioni.

  • Cassazione, sentenza n. 26080/2015

    La disciplina del cumulo giuridico e della continuazione è applicabile anche alle violazioni ICI.

Massime di principio

  • Una delibera comunale che fissa valori per le aree edificabili può limitare gli accertamenti solo se il contribuente versa l'imposta su un valore almeno pari a quello deliberato; eventuali riduzioni devono essere applicate solo quando ricorrono rigorosamente i presupposti previsti.
  • La semplice esistenza di una convenzione urbanistica non equivale automaticamente a edilizia convenzionata: occorre verificare il contenuto concreto della convenzione, in particolare l'eventuale presenza di vincoli sui prezzi di vendita o di locazione e di finalità sociali.
  • Il Comune può discostarsi dal valore dichiarato e procedere all'accertamento sulla base di una perizia, purché la stima sia adeguatamente motivata e consideri elementi oggettivi come edificabilità, volumetria, ubicazione, caratteristiche urbanistiche, raffronti di mercato e prezzi risultanti dagli atti di vendita.
  • In caso di fusione per incorporazione, la società incorporante subentra negli obblighi tributari e nel pagamento delle sanzioni relative alle violazioni commesse dalla società incorporata.
  • Per violazioni tributarie omogenee commesse in più annualità deve essere verificata l'applicazione del cumulo giuridico e della continuazione; la mancata applicazione può comportare il ricalcolo delle sanzioni anche quando l'imposta principale resta dovuta.

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