Sentenza del 31/03/2017 n. 266 - Comm. Trib. Reg. per la Basilicata
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il contribuente ha impugnato la cartella esattoriale notificata il 25 giugno 2007, relativa a IVA e interessi dell'anno 1995, deducendo l'assenza di prova del debito, l'omessa motivazione, la prescrizione decennale e la nullità della cartella per mancata previa notifica dell'avviso bonario previsto dall'art. 6, comma 5, dello Statuto dei diritti del contribuente. La Commissione tributaria provinciale aveva accolto il ricorso ritenendo necessaria tale comunicazione. L'Agenzia delle Entrate ha appellato sostenendo che il debito era già divenuto definitivo nei confronti del de cuius, che l'erede non poteva rimetterlo in discussione e che non sussistevano incertezze sulla dichiarazione IVA tali da imporre l'avviso bonario.
La decisione
La Commissione tributaria regionale ha accolto l'appello dell'Agenzia delle Entrate e riformato la sentenza di primo grado. Ha dichiarato legittima la cartella, escludendo però le sanzioni, già oggetto di sgravio. Ha ritenuto che il debito IVA, risultante dalla dichiarazione del 1995 e già iscritto a ruolo e notificato al de cuius nel 2000, fosse divenuto definitivo per mancata impugnazione. L'erede, avendo accettato l'eredità, è subentrato nei rapporti passivi e non poteva contestare nuovamente la pretesa, salvo fatti successivi alla successione. Non era necessario l'avviso bonario, poiché non vi erano incertezze sulla dichiarazione. È stata inoltre esclusa la prescrizione e ritenuta sufficiente la motivazione della cartella. L'impugnazione del diniego di definizione agevolata è stata dichiarata inammissibile perché tardiva. Le spese di entrambi i gradi sono state compensate.
Norme richiamate
Art. 6, comma 5, Legge 27 luglio 2000, n. 212, Statuto dei diritti del contribuente
L'avviso bonario è dovuto quando sussistono incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione.
La mancata comunicazione preventiva comporta la nullità solo quando vi sia una concreta situazione di incertezza sulla dichiarazione. Non è necessaria quando il debito deriva direttamente dai dati dichiarati dal contribuente e non contestati dall'Amministrazione.
Art. 60, D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633
Disciplina la riscossione dell'IVA non versata e la relativa iscrizione a ruolo.
L'IVA risultante dalla dichiarazione e non versata può essere iscritta a ruolo con gli accessori. L'invito al pagamento può rilevare ai fini della riduzione delle sanzioni, ma non incide necessariamente sulla debenza dell'imposta.
Art. 39, comma 12, D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito dalla Legge 15 luglio 2011, n. 111
Prevede la definizione agevolata di determinate liti fiscali pendenti.
La definizione agevolata non è applicabile alle controversie aventi a oggetto una mera cartella di riscossione, quando non costituisca un autonomo atto impositivo. Il diniego deve inoltre essere impugnato entro il termine previsto.
Sentenza Cassazione n. 17396 del 2010
L'avviso bonario è finalizzato alla collaborazione tra contribuente e Amministrazione e presuppone l'esistenza di incertezze rilevanti nella dichiarazione.
Sentenza Cassazione n. 15311 del 2014
Conferma che l'avviso bonario non è necessario quando la pretesa deriva da dati dichiarati e non vi sono margini di incertezza tali da giustificare il contraddittorio preventivo.
Sentenza Cassazione n. 16969 del 2014
La notifica effettuata tramite corriere privato non ha, di regola, lo stesso valore fidefacente della notifica tramite Poste, salvo che il recapito privato operi per conto dell'ente postale in regime di convenzione e sotto la sua responsabilità.
Massime di principio
- Quando un debito tributario è stato validamente notificato al contribuente originario e non è stato impugnato, esso diventa definitivo; l'erede che accetta l'eredità subentra anche nei debiti e, di regola, non può contestare nuovamente i vizi originari dell'accertamento o della riscossione.
- L'erede che vuole evitare la confusione tra il proprio patrimonio e quello del defunto deve valutare l'accettazione con beneficio d'inventario; l'ordinamento considera questo strumento una tutela contro debiti ereditari potenzialmente rilevanti.
- L'avviso bonario non è automaticamente necessario prima della cartella: la sua omissione è invalidante soprattutto quando la dichiarazione presenta incertezze o irregolarità valutabili. Se l'imposta risulta direttamente dalla dichiarazione e non è stata versata, l'assenza dell'avviso normalmente non determina la nullità.
- La cartella è sufficientemente motivata quando identifica il soggetto, anche quale erede, l'anno d'imposta, il tributo e l'origine del debito, consentendo al destinatario di comprendere la pretesa e difendersi.
- La prescrizione va verificata considerando gli atti precedenti validamente notificati: una cartella notificata al debitore originario può interrompere o comunque impedire il decorso del termine fino alla successiva notifica all'erede, secondo la disciplina applicabile.
- Un diniego di definizione agevolata deve essere impugnato entro il termine decadenziale decorrente dalla sua notifica; la sua contestazione tardiva è inammissibile.
- La validità della notifica tramite corriere privato non può essere data per scontata: occorre verificare se il soggetto operi nell'ambito di una convenzione postale e quale valore probatorio abbia la documentazione della consegna.
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