Cassazione Civile, Sentenza n. 21441/2022 del 06/07/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Controversia relativa a lavori edilizi eseguiti da G.F. s.r.l. su un lotto contiguo all'immobile di proprietà di Adele Bianchi: demolizione di un capannone esistente e ricostruzione di un edificio residenziale più alto e voluminoso, con presunta violazione delle distanze legali dal confine e dall'edificio confinante; domanda di demolizione/arretramento e risarcimento danni da parte di Bianchi; questioni accessorie su applicabilità di norme locali (NTA del PRG), effetto di sopravvenute varianti urbanistiche (ius superveniens), garanzie per evizione/successione tra venditore (Saccheria) e acquirente (G.F.) e ammissibilità/forme dei motivi e delle memorie in Cassazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso principale proposto da G.F. s.r.l. e ha dichiarato inammissibili i ricorsi incidentali proposti da Adele Bianchi e da Saccheria F.lli Franceschetti S.p.A. Confermata, nella sostanza, la sentenza della Corte d'appello di Brescia che aveva: limitato la demolizione/arretramento alla parte di fabbricato eccedente le dimensioni (in particolare l'altezza di m. 3,70) del preesistente capannone, ordinando il rispetto della distanza minima di 5 metri per le parti nuove o eccedenti; disposto la demolizione della porzione sporgente di circa 73 cm solo nella misura in cui costituisce sopraelevazione oltre la preesistenza; rigettato la domanda di risarcimento del danno per mancanza di prova; escluso l'operatività delle garanzie per evizione nei termini invocati; rigettate le eccezioni procedurali sollevate dalle parti (ammissibilità del ricorso, limiti alle memorie, ius superveniens non applicabile nella forma dedotta); compensate tra le parti le spese del giudizio di cassazione con disposizione su contributo ai sensi dell'art. 13, comma 1-quater, DPR n. 115/2002.
Norme richiamate
Art. 22 NTA del PRG del Comune di Provaglio d'Iseo
La Corte ha ritenuto che le distanze previste dall'art. 22 si applicano alle nuove costruzioni; in caso di demolizione e ricostruzione con aumento di volumetria, le parti eccedenti le dimensioni originarie sono assoggettate alla disciplina delle distanze salvo che lo strumento urbanistico non estenda espressamente la disciplina anche alle ricostruzioni
Art. 40 NTA del PRG del Comune di Provaglio d'Iseo
La norma che consente il mantenimento delle distanze preesistenti non è risultata applicabile nel caso di nuova costruzione o di parti eccedenti l'edificio originario; l'art. 40 non prevale quando l'intervento determina nuove volumetrie non compatibili con la preesistenza
Art. 873 c.c. (e richiamo agli artt. 872 c.c.)
Fornisce la nozione unitaria di 'costruzione' rilevante per le distanze: i regolamenti locali possono solo aumentare le distanze ma non mutare la nozione codicistica; il giudice del merito applica le norme locali integrando il disposto codicistico
D.P.R. n. 380/2001 (art. 3, art. 2-bis e successive modifiche)
Le modifiche legislative che ricomprendono talune demolizioni e ricostruzioni nella ristrutturazione edilizia e prevedono possibilità di incremento volumetrico non costituiscono automaticamente una deroga univoca favorevole: la disciplina sopravvenuta consente taluni ampliamenti ma pone condizioni e non autorizza automaticamente il mantenimento di distanze illegittime senza verificare i requisiti e le condizioni previste
Artt. 1484, 1485, 1489 e 1497 c.c.
Le garanzie per evizione (e per vizi dei diritti ceduti) non sono operative nella situazione descritta: l'acquirente che realizza una costruzione poi contestata per violazione delle distanze non può invocare automaticamente evizione parziale o l'art. 1489 se il vizio concerne l'opera realizzata dopo la vendita; eventuale tutela concreta è più pertinente all'azione per difetto di qualità promessa ex art. 1497 c.c.
Artt. 378, 380-bis, 380-bis.1, 372, 366, 360, 360-bis c.p.c.
Regole processuali sulla produzione di memorie e documenti in Cassazione e sulla formulazione dei motivi: memorie non possono introdurre 'motivi aggiunti' né produrre documenti nuovi per fondare motivi di impugnazione; i ricorsi (principale e incidentali) devono rispettare i requisiti di specificità ex art. 366 c.p.c.; le fattispecie tassative di vizio ai sensi dell'art. 360 c.p.c. devono essere chiaramente indicate; motivi generici o non specificati sono inammissibili
Art. 13, comma 1-quater, DPR 30 maggio 2002, n. 115
Norma citata in relazione all'obbligo di versamento di un contributo da parte delle parti in cassazione, disposto dalla Corte ove sussistano i presupposti
Massime di principio
- Se un intervento edilizio comporta demolizione e ricostruzione con aumento di volumetria, le parti eccedenti le dimensioni originarie sono valutate come 'nuova costruzione' ai fini delle distanze: valgono le distanze vigenti al momento della nuova edificazione, salvo espressa previsione urbanistica contraria.
- Uno 'ius superveniens' (variante urbanistica favorevole) può influire sul giudizio solo se sopraggiunto dopo la proposizione del ricorso in Cassazione e se pertinente alle questioni dedotte; in Cassazione non sono ammessi accertamenti di fatto estesi per verificare la concreta applicabilità di tale ius superveniens.
- I regolamenti urbanistici locali possono elevare le distanze previste dal codice civile ma non mutare la nozione codicistica di costruzione; il giudice del merito applica tali norme e la Corte di legittimità sindaca i relativi accertamenti nei limiti dell'art. 360 c.p.c.
- La garanzia per evizione e le garanzie previste dagli artt. 1484 e 1489 c.c. non si attivano automaticamente quando la controversia riguarda opere realizzate dall'acquirente che hanno dato luogo a violazioni delle norme sulle distanze: la tutela del compratore può essere ricondotta piuttosto a rimedi contrattuali (es. art. 1497 c.c.) se vi è inadempimento delle qualità promesse.
- Per ottenere il risarcimento del danno derivante da violazione delle distanze occorre provare l'esistenza e l'entità del danno stesso; la violazione potenziale non esonera l'attore dall'onere probatorio (anche tramite presunzioni) sugli elementi di diminuzione di valore o danno patrimoniale.
- In Cassazione le memorie e i documenti nuovi sono ammessi solo nei limiti previsti dalle norme processuali: non possono introdurre nuovi motivi sostanziali o documentazione volta a dimostrare la fondatezza dei motivi già enunciati; i ricorsi incidentali devono rispettare i requisiti di specificità formale, pena l'inammissibilità.
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