Provvedimento AGCM I838C n. 30739 del 18/07/2023
RESTRIZIONI NELL'ACQUISTO DEGLI ACCUMULATORI AL PIOMBO ESAUSTI
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeL’AGCM ha esaminato l’istanza di COBAT S.p.A. e COBAT RIPA volta a ottenere la revoca parziale degli impegni resi obbligatori con la chiusura del procedimento I838 sulle restrizioni nell’acquisto degli accumulatori al piombo esausti. L’istanza riguardava, in sostanza, l’obbligo di allocare tramite aste telematiche i quantitativi raccolti nella c.d. raccolta libera e i criteri di determinazione della base d’asta, nonché il correlato impegno di COBAT RIPA. All’esito dell’istruttoria, l’Autorità ha ritenuto mutato il contesto competitivo e ha accolto la richiesta, revocando parzialmente gli impegni indicati e lasciando invariati gli altri. Non vi è stato accertamento di un’infrazione nel presente procedimento, che è una revisione di impegni ex art. 14-ter l. 287/1990.
COBAT S.p.A. e COBAT RIPA: revoca parziale degli impegni relativi alle aste per l’allocazione degli accumulatori al piombo esausti, con accoglimento dell’istanza
COBAT / COBAT RIPA – revisione parziale degli impegni sulle aste per gli accumulatori al piombo esausti
Il provvedimento esamina l’istanza con cui COBAT S.p.A. Società Benefit e COBAT RIPA hanno chiesto la revoca parziale di alcuni impegni resi obbligatori dall’AGCM con la delibera di chiusura del procedimento I838. L’istanza riguarda il meccanismo di allocazione tramite aste telematiche degli accumulatori al piombo esausti raccolti nella c.d. raccolta libera e il correlato sistema di determinazione della base d’asta.
Parti e origine del procedimento
COBAT RIPA è un consorzio per la gestione dei rifiuti di pile e accumulatori al piombo; COBAT svolge funzioni di coordinamento e supporto organizzativo e amministrativo per i consorzi del sistema COBAT. FIAMM Energy Technology S.p.A. è stata ammessa a partecipare al procedimento in qualità di terzo interessato. Il procedimento I838C si inserisce nel seguito del procedimento I838, avviato nel 2019 per possibili violazioni dell’art. 101 TFUE nel mercato della filiera del recupero degli accumulatori al piombo esausti.
Il precedente procedimento I838 e gli impegni resi obbligatori
Nel procedimento originario l’Autorità aveva ipotizzato una complessa intesa lungo più fasi della filiera, idonea ad assicurare ai soci storici di COBAT e COBAT RIPA un flusso continuo di rifiuti a prezzi controllati e a escludere i sistemi concorrenti. In particolare, erano emersi profili relativi all’acquisizione e all’utilizzo di informazioni riservate sui punti di approvvigionamento, alla differenziazione dei prezzi di acquisto in funzione dell’origine del rifiuto e a forme di allocazione amministrata dei volumi a favore dei soci storici.
Per chiudere il procedimento, nel 2021 l’AGCM ha reso obbligatori impegni che comprendevano:
- una misura strutturale di fuoriuscita degli smelters dalla compagine sociale di COBAT e COBAT RIPA;
- l’allocazione degli accumulatori esausti della raccolta libera esclusivamente tramite aste telematiche aperte a tutti i soggetti autorizzati, italiani e stranieri;
- la definizione, da parte della Direzione Generale e della Direzione Operativa di COBAT, della base d’asta e dei prezzi praticati ai raccoglitori;
- misure per limitare l’accesso alle informazioni sensibili;
- la rinuncia all’obbligo di esclusiva statutaria;
- il divieto di richiedere ai raccoglitori informazioni sui detentori del rifiuto.
L’istanza di revisione del 2022
COBAT e COBAT RIPA hanno sostenuto che il mercato fosse profondamente cambiato: l’aumento dei costi energetici avrebbe inciso pesantemente sulla redditività degli smelters e il principale operatore italiano, Ecobat, avrebbe sospeso l’attività nei propri impianti. Le Parti hanno inoltre evidenziato che le ultime aste erano andate deserte e che, in caso di mancata aggiudicazione, COBAT poteva comunque procedere a trattative private. Hanno dunque chiesto la revoca dell’obbligo di ricorrere alle aste e, per COBAT RIPA, del vincolo a imporre un sistema analogo ai soggetti incaricati in outsourcing.
Le evidenze istruttorie raccolte
Nel corso dell’istruttoria l’Autorità ha sentito diversi operatori e istituzioni, tra cui Ecobat, COBAT, FIAMM, MASE, Piombifera, Innovatec, e ha acquisito informazioni da Clarios e Piomboleghe. Dalle risultanze è emerso che:
- dopo la sospensione di Ecobat si era verificato un eccesso di offerta e una riduzione dei prezzi di mercato;
- i prezzi base d’asta fissati da COBAT erano rimasti elevati e non coerenti con il nuovo contesto;
- gli smelters attivi risultavano orientati verso negoziazioni private, ritenute più flessibili ed economicamente convenienti;
- alcune aste erano deserte e, successivamente, COBAT aveva avviato trattative private con Ecobat;
- la partecipazione alle aste era, di fatto, molto limitata e concentrata sugli ex soci storici.
Piombifera e Piomboleghe hanno segnalato che i prezzi d’asta erano eccessivi e che il meccanismo a rialzo non consentiva di coprire i costi di trasformazione. FIAMM ha invece dichiarato che aste e trattative private avevano entrambi funzionato e che, in passato, non vi erano differenze significative nei prezzi di aggiudicazione rispetto al mercato.
Valutazione dell’Autorità
L’AGCM ha ritenuto che il meccanismo delle aste, nel contesto sopravvenuto, non fosse uno strumento efficace per garantire un’allocazione equa, non discriminatoria e competitiva delle batterie esauste. Secondo l’Autorità, il nuovo assetto di mercato è caratterizzato da:
- libertà per gli operatori di ricorrere a trattative private;
- obbligo di aste gravante solo su COBAT;
- capacità di trattamento nazionale limitata;
- domanda di batterie esauste ridotta da parte degli smelters italiani;
- eccesso di offerta e maggiore convenienza delle negoziazioni dirette.
È stato inoltre osservato che la fuoriuscita degli smelters dalla compagine sociale di COBAT/COBAT RIPA ha eliminato il conflitto di interessi che aveva giustificato l’adozione del sistema competitivo. In questo scenario, l’asta a rialzo, con prezzo base pubblico, aveva finito per offrire un riferimento di mercato che rendeva più appetibili le trattative private e meno conveniente il ricorso alla gara.
Esito
L’Autorità ha quindi accolto l’istanza di revoca parziale e ha disposto la revoca degli impegni limitatamente:
- all’impegno sub ii) di COBAT, relativo all’allocazione tramite aste telematiche;
- alla parte dell’impegno sub iii) strettamente connessa al meccanismo e ai criteri di determinazione della base d’asta;
- all’impegno n. 2 di COBAT RIPA.
Restano invece vincolanti tutti gli altri impegni originariamente resi obbligatori. Il provvedimento è un atto di revisione degli impegni ex art. 14-ter l. 287/1990 e non contiene alcuna sanzione o accertamento di infrazione nel presente procedimento.
Punti principali
Contesto e origine del procedimento
Il procedimento I838C nasce dall’istanza del 20 ottobre 2022 con cui COBAT S.p.A. e COBAT RIPA hanno chiesto la revisione, ai fini della revoca o modifica, di alcuni impegni resi obbligatori con la delibera n. 29718 del 15 giugno 2021, relativa alla chiusura del procedimento I838 "Restrizioni nell’acquisto degli accumulatori al piombo esausti". Le Parti hanno sostenuto che intervenute trasformazioni del mercato avessero reso non più praticabile il meccanismo delle aste e hanno chiesto anche la sospensione provvisoria di taluni obblighi, poi non concessa dall’Autorità.
Mercato e soggetti coinvolti
Il caso riguarda il mercato italiano della raccolta, intermediazione, trattamento e avvio al riciclo degli accumulatori al piombo esausti. Le parti principali sono COBAT S.p.A. Società Benefit, COBAT RIPA e FIAMM Energy Technology S.p.A.; nel procedimento sono stati coinvolti anche altri operatori del settore, tra cui Ecobat, Piombifera Italiana, Piomboleghe, Clarios, Innovatec e il MASE. L’istruttoria si concentra sul ruolo degli smelters/riciclatori e sulla competizione tra aste telematiche e trattative private per l’allocazione dei rifiuti.
Impegni originari e oggetto della revisione
Nel 2021 l’AGCM aveva reso obbligatori impegni di natura strutturale e comportamentale, tra cui la fuoriuscita degli smelters dalla compagine sociale di COBAT/COBAT RIPA, l’allocazione tramite aste telematiche aperte a tutti i soggetti autorizzati e la definizione della base d’asta e dei prezzi da parte della Direzione Generale e Operativa di COBAT. L’istanza di revisione del 2022 ha riguardato solo l’impegno sulle aste per la raccolta libera, la parte dell’impegno relativo ai criteri di base d’asta e il corrispondente impegno di COBAT RIPA a vincolare eventuali soggetti delegati a cedere i rifiuti tramite il medesimo meccanismo.
Valutazioni dell’Autorità sul mutato contesto competitivo
L’AGCM ha ritenuto che il meccanismo delle aste non fosse più efficace né indispensabile nel nuovo contesto di mercato. Ha valorizzato: la discrezionalità degli operatori nel ricorrere anche a trattative private; l’obbligo di aste in capo al solo COBAT tra i sistemi presenti; la ridotta capacità di trattamento nazionale; l’eccesso di offerta di batterie esauste; e il venir meno del legame strutturale tra COBAT/COBAT RIPA e gli smelters dopo la fuoriuscita di questi ultimi dalla compagine sociale. Le evidenze istruttorie hanno mostrato che, dopo l’uscita di Ecobat e la variazione della domanda, i prezzi base d’asta non erano più allineati al mercato e le aste risultavano frequentemente deserte.
Esito e provvedimento finale
L’Autorità ha accolto l’istanza e ha revocato parzialmente gli impegni resi vincolanti con la delibera n. 29718, limitatamente all’impegno sub ii) e alla parte dell’impegno sub iii) strettamente connessa all’allocazione tramite aste, nonché all’impegno n. 2 di COBAT RIPA. Tutti gli altri impegni restano vincolanti. Il provvedimento non contiene sanzioni: si tratta di un atto di revisione degli impegni ai sensi dell’art. 14-ter l. 287/1990.
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