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Circolare

Circolare numero 159 del 12-7-1993

INPS

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La circolare chiarisce come vadano interpretati i criteri indicati nella circolare n. 179/1989 per qualificare i rapporti di lavoro instaurati da strutture sanitarie private con professionisti sanitari. Si ribadisce che gli elementi conoscitivi richiamati dalla circolare del 1989 servono a integrare gli indici del lavoro subordinato, ma non sono da soli decisivi: conta soprattutto l’effettivo svolgimento del rapporto e, in particolare, l’eventuale presenza di subordinazione direttiva e disciplinare. Viene inoltre valorizzato il contenuto dei contratti professionali, soprattutto quando prevedano autonomia organizzativa, libertà di sostituzione e semplice comunicazione dell’assenza, mentre l’uso di attrezzature della struttura non è di regola decisivo se soggetto ad autorizzazioni o collaudi imposti dalla legge.

Precisazioni sui criteri per distinguere lavoro autonomo e subordinato nelle strutture sanitarie private

Precisazioni sui criteri di qualificazione dei rapporti nelle strutture sanitarie private

La circolare fornisce chiarimenti interpretativi in materia di qualificazione dei rapporti di collaborazione instaurati da strutture sanitarie private con professionisti sanitari. L’obiettivo è precisare il ruolo dei criteri già indicati nella circolare n. 179 dell’8 agosto 1989 e il loro rapporto con i principi, anche giurisprudenziali, utili a distinguere lavoro autonomo e lavoro subordinato.

Ambito e finalità del chiarimento

L’intervento nasce da numerose richieste, provenienti soprattutto dalle Sedi, e riguarda i rapporti di lavoro con:

  • medici,
  • biologi,
  • paramedici,
  • tecnici,
  • terapisti della riabilitazione.

La circolare precisa che i criteri richiamati dal punto B), lett. b. 2) dell’allegato alla circolare n. 179/1989 hanno una funzione integrativa rispetto agli indici già previsti per distinguere il lavoro subordinato dal lavoro autonomo. Tali elementi conoscitivi aiutano l’interpretazione, ma non consentono, da soli, di definire con certezza la natura del rapporto.

Rilevanza della volontà contrattuale delle parti

Viene ribadito che, in presenza di contratti di collaborazione professionale nei quali le parti escludono espressamente la subordinazione, la dichiarazione di volontà contrattuale conserva un rilievo importante. La circolare richiama l’orientamento consolidato della giurisprudenza di legittimità, secondo cui, per qualificare diversamente il rapporto, è necessario dimostrare che la subordinazione si sia concretamente realizzata nello svolgimento dell’attività.

In altri termini, il mero riferimento formale al contratto non è sufficiente a decidere la questione, ma non può neppure essere ignorato: occorre un esame complessivo della realtà del rapporto e del contenuto pattuito dalle parti.

Criterio decisivo: subordinazione effettiva nello svolgimento del rapporto

La circolare sottolinea che, se dalla realtà dei fatti emerge in modo chiaro un rapporto di subordinazione direttiva e disciplinare, la qualificazione dovrà seguire tale effettività. Se invece tale subordinazione non risulta in modo netto, diventano particolarmente rilevanti le clausole del contratto che descrivono l’autonomia del collaboratore professionale.

Clausole contrattuali rilevanti per l’autonomia professionale

Sono considerate particolarmente significative le pattuizioni che prevedono:

  • la libera determinazione dei modi e dei tempi di svolgimento dell’incarico professionale;
  • la scelta degli orari e dei giorni di lavoro concordata con il committente, ma compatibilmente con orari fisiologicamente obbligati o prestabiliti da accordi convenzionali;
  • la possibilità di farsi sostituire da altri professionisti, senza necessità di direttive del committente;
  • l’assenza dell’obbligo di fornire giustificazioni in caso di assenza, con la sola comunicazione dell’impedimento.

Questi elementi sono valorizzati come indici dell’autonomia organizzativa e tecnica del collaboratore, e quindi come fattori utili a escludere la subordinazione.

Utilizzo di strumenti e attrezzature della struttura

La circolare precisa infine che, di regola, non assume rilievo decisivo, per affermare la subordinazione, l’utilizzo da parte del collaboratore di attrezzature, strumenti e materiali della struttura datoriale. Ciò vale soprattutto quando l’impiego di tali mezzi richieda autorizzazioni delle autorità competenti e/o collaudi periodici imposti a tutela e garanzia dei requisiti di legge.

Indicazione conclusiva per l’accertamento

Il criterio complessivo indicato è quindi quello di valutare il rapporto in concreto, considerando sia la volontà espressa nel contratto sia l’effettivo svolgimento della prestazione. In assenza di una chiara subordinazione direttiva e disciplinare, devono essere attentamente ponderate le clausole contrattuali che attestano autonomia organizzativa e tecnica del professionista.

Punti principali

Finalità delle precisazioni

La circolare interviene a seguito di numerose richieste, soprattutto dalle Sedi, per chiarire i criteri seguiti dall’Istituto ai fini dell’accertamento della natura autonoma o subordinata dei rapporti di lavoro tra strutture sanitarie private e medici, biologi, paramedici, tecnici e terapisti della riabilitazione.

Valore degli elementi conoscitivi della circolare n. 179/1989

Gli elementi conoscitivi indicati nella circolare n. 179 dell’8 agosto 1989 hanno funzione integrativa dei criteri distintivi del lavoro subordinato rispetto al lavoro autonomo già elencati nel precedente punto A). Essi possono agevolare l’interpretazione, ma non sono, da soli, sufficienti a qualificare in modo certo il rapporto di lavoro.

Rilevanza del nomen juris e della volontà contrattuale

Viene richiamata la giurisprudenza di legittimità secondo cui la dichiarazione di volontà espressa dalle parti, cioè il nomen juris attribuito al rapporto, è un elemento rilevante. Per arrivare a una diversa qualificazione occorre provare che, in concreto, la subordinazione si sia effettivamente realizzata nello svolgimento del rapporto.

Centralità della realtà effettiva del rapporto

Pur rilevando il contenuto effettivo del rapporto, non è possibile prescindere dalla dichiarazione di volontà delle parti in ordine alla determinazione del contenuto stesso e degli elementi qualificanti. Se non emerge in modo chiaro un rapporto di subordinazione direttiva e disciplinare, occorre tenere conto del contenuto dei contratti stipulati per le attività svolte nelle strutture sanitarie ambulatoriali.

Clausole contrattuali significative per l’autonomia

Assumono particolare rilievo le clausole che riconoscono autonomia, anche tecnica, nell’esecuzione della prestazione: la libera determinazione dei modi e dei tempi di svolgimento dell’incarico, la scelta concordata di orari e giorni di lavoro nei limiti di eventuali vincoli fisiologici o convenzionali, la possibilità di farsi sostituire da altri professionisti senza direttive del committente e la semplice comunicazione dell’assenza senza obbligo di giustificazione.

Uso di attrezzature e materiali della struttura

Di massima non è considerato rilevante, ai fini dell’accertamento della subordinazione, il fatto che il collaboratore utilizzi attrezzature, strumenti e materiali della struttura datoriale, quando tale uso richieda autorizzazioni delle autorità competenti e/o collaudi periodici previsti a tutela dei requisiti di legge.

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