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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 32871/2024 del 16/12/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La controversia riguarda il diniego del rimborso di diritti doganali versati per le importazioni 2015-2016: l'Amministrazione aveva incluso nel valore in dogana le royalties pagate per l'utilizzo di marchi, ritenendole condizione della vendita. Perletti impugnava, sostenendo che non ricorrevano le condizioni previste dal codice doganale comunitario e dal DAC (in particolare art. 159 e art. 160) per considerare le royalties come parte del valore in dogana; denunciava inoltre errori di interpretazione dei contratti e di applicazione delle regole di interpretazione contrattuale civilistiche.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto fondati i motivi e ha cassato la sentenza della Commissione tributaria regionale, rinviando la causa alla stessa Corte d'appello tributaria regionale della Lombardia per un esame completo e documentato dei contratti di vendita e di licenza e per la verifica, alla luce dei parametri europei e dei criteri giurisprudenziali, se il pagamento delle royalties costituisse effettivamente condizione di vendita delle merci importate. La Corte ha richiamato i principi del Codice doganale comunitario e della giurisprudenza della Corte di Giustizia UE (spec. GE Healthcare) sul carattere cumulativo delle tre condizioni per l'inclusione delle royalties nel valore in dogana e sull'ampia nozione di controllo/orientamento del licenziante.

Norme richiamate

  • Regolamento (CEE) n. 2913/92 (Codice doganale comunitario), art. 29

    Il valore in dogana delle merci importate e, di regola, il valore di transazione, ossia il prezzo effettivamente pagato o da pagare

    Fissa la regola generale del valore di transazione come base del valore in dogana, salvo rettifiche previste dagli artt. 32 e 33

  • Regolamento (CEE) n. 2913/92 (Codice doganale comunitario), art. 32

    Ai fini del valore in dogana devono essere aggiunti, tra gli altri, i corrispettivi e i diritti di licenza relativi alle merci da valutare che il compratore e` tenuto a pagare come condizione della vendita

    Stabilisce che le royalties vanno aggiunte al valore in dogana solo se ricorrono le condizioni previste, in particolare che siano legate alle merci e costituenti condizione della vendita

  • Regolamento (CEE) n. 2454/93 (DAC), artt. 157, 159, 160

    Art. 157 definisce corrispettivi e diritti di licenza; art. 159 disciplina le royalties relative a marchi di fabbrica; art. 160 regola i rapporti con soggetti diversi dal venditore

    Fornisce le specificazioni operative per l'applicazione dell'art. 32: le royalties sono rilevanti se si riferiscono alle merci da valutare e sono condizione di vendita; disciplina inoltre i casi trilaterali e la verifica del collegamento tra venditore e beneficiario delle royalties

  • Regolamento (UE) n. 952/2013 (Codice doganale dell'Unione) e Reg. (UE) n. 2447/2015

    Nuova disciplina che conferma la regola del valore di transazione e amplia la nozione di controllo/orientamento ai fini del valore in dogana (cfr. artt. 70-71 del CDU e art. 136 del reg. di esecuzione)

    La disciplina piu' recente attenua l'esigenza di un collegamento formale tra venditore e licenziante: il pagamento delle royalties puo' essere incluso anche senza un collegamento stretto, valutando il potere di controllo o orientamento del licenziante

  • Sentenza Corte di Giustizia UE, GE Healthcare, 9 marzo 2017

    La rettifica ai sensi dell'art. 32, par. 1, lett. c, si applica quando ricorrono tre condizioni cumulative: non inclusione nel prezzo, riferibilità alle merci, obbligo dell'acquirente di pagarle come condizione della vendita

    Giurisprudenza chiave che specifica i tre requisiti cumulativi e la necessita' di verificare se il beneficiario delle royalties, se diverso dal venditore, abbia poteri di controllo tali da rendere il pagamento condizione della vendita

  • Documenti TAXUD (TAXUD/800/2002 e TAXUD/B4/2016)

    Forniscono indicatori pratici per valutare l'esistenza di controllo/orientamento del licenziante e suggeriscono che la condizione puo' essere implicita o esplicita

    Costituiscono soft law orientativa: elencano fattori indicativi (es. scelta del produttore, controllo della produzione, restrizioni di vendita) utili per verificare il potere di orientamento del licenziante

Massime di principio

  • Per includere le royalties nel valore in dogana devono essere verificate tre condizioni cumulative: non essere incluse nel prezzo, riferirsi alle merci importate e costituire condizione della vendita.
  • La verifica richiede un esame integrale e documentato dei contratti di vendita e dei contratti di licenza; non e' sufficiente un'affermazione generica: la motivazione deve riportare e analizzare le clausole rilevanti.
  • Il criterio del collegamento tra venditore e licenziante non e' piu' imprescindibile: e' rilevante piuttosto il potere di controllo o di orientamento del licenziante sulla produzione, logistica o vendita.
  • Indicatori utili per accertare il controllo includono: scelta/imposizione del produttore, poteri di ispezione, limitazioni sulle cessioni, controllo sui prezzi o sui metodi di produzione; una combinazione di tali elementi puo' dimostrare l'esistenza di un obbligo implicito di pagamento delle royalties.
  • Il carico probatorio richiede che chi sostiene l'inclusione delle royalties mostri elementi contrattuali e fattuali specifici; la mancata produzione o analisi dei documenti contrattuali rilevanti puo' valere a favore dell'importatore.
  • In caso di dubbio motivazionale o di omissione nell'esame delle clausole essenziali, il rimedio e' la cassazione e il rinvio per nuovo esame motivato e documentato da parte del giudice di merito.

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