Sentenza del 08/07/2019 n. 29533 - Corte di Cassazione
Corte di Cassazione - Sentenza - Sezione III - 8 luglio 2019 n. 29533 REATI TRIBUTARI - Confisca per equivalente - art. 12-bis Decreto Legislativo n. 74 del 2000 - Individuazione dei beni - Competenza del giudice.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha denunciato la violazione degli artt. 240 e 322-ter c.p., dell'art. 1, comma 143, della legge n. 244 del 2007 e dell'art. 12-bis del d.lgs. n. 74 del 2000. Ha sostenuto che la confisca per equivalente fosse illegittima perché disposta senza un precedente sequestro preventivo, senza l'accertamento dell'effettiva disponibilità di beni appartenenti all'imputato e senza la concreta individuazione dei cespiti da confiscare. Secondo la difesa, la misura, avendo natura sanzionatoria, avrebbe potuto riguardare soltanto beni già esistenti e individuabili nella disponibilità del reo, non beni futuri o genericamente riferiti al suo patrimonio.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali. Ha stabilito che la confisca per equivalente non deve necessariamente essere preceduta da un sequestro preventivo e che il giudice della cognizione non è tenuto a individuare concretamente i beni da apprendere. È sufficiente determinare l'importo corrispondente al profitto o al prezzo del reato, nel caso concreto pari a 260.428 euro, corrispondenti all'imposta evasa. L'individuazione dei beni e la verifica che il loro valore non ecceda l'importo confiscabile spettano alla fase esecutiva, affidata al Pubblico Ministero. L'imputato può contestare eventuali errori nella scelta dei beni o l'apprensione di beni non nella sua effettiva disponibilità davanti al giudice dell'esecuzione. La Corte ha inoltre ritenuto legittima la confisca sul patrimonio dell'amministratore quando non risultino beni della società aggredibili o emergano indicazioni contrarie alla loro disponibilità.
Norme richiamate
Art. 10-quater del Decreto Legislativo n. 74 del 2000
Indebita compensazione di crediti non spettanti o inesistenti.
La condotta contestata consisteva nell'indebita compensazione di un credito IVA non spettante, con conseguente mancato versamento dell'imposta dovuta.
Art. 12-bis del Decreto Legislativo n. 74 del 2000
Confisca, anche per equivalente, dei beni che costituiscono il profitto o il prezzo del reato, salvo che appartengano a persona estranea al reato; quando non è possibile eseguire la confisca diretta, la confisca ha ad oggetto beni di valore equivalente.
La confisca per equivalente è obbligatoria per un valore corrispondente al profitto del reato tributario e può essere disposta anche senza previa individuazione dei singoli beni.
Art. 444 del Codice di procedura penale
Applicazione della pena su richiesta delle parti.
La confisca obbligatoria può essere disposta anche nell'ambito di una sentenza di patteggiamento, pur non essendo stata oggetto dell'accordo tra le parti.
Art. 240 del Codice penale
La disposizione costituisce il quadro generale della misura di confisca, distinto dalla disciplina speciale della confisca per equivalente applicabile ai reati tributari.
Art. 322-ter del Codice penale
Confisca per equivalente.
La confisca di valore può colpire beni nella disponibilità del condannato per un valore corrispondente al profitto o al prezzo del reato; non può invece essere concepita come apprensione anticipata di beni futuri non individuati.
Art. 321 del Codice di procedura penale
La confisca per equivalente può essere disposta anche senza un precedente sequestro preventivo funzionale alla sua esecuzione.
Art. 613 del Codice di procedura penale
Difesa davanti alla Corte di Cassazione tramite difensore iscritto nell'albo speciale.
La norma riguarda i requisiti formali della proposizione del ricorso per cassazione.
Art. 1, comma 143, della legge n. 244 del 2007
È stato richiamato quale fondamento della disciplina della confisca per equivalente applicabile ai reati tributari nel periodo di riferimento.
Massime di principio
- Nella confisca per equivalente il giudice della cognizione può limitarsi a quantificare il profitto o il prezzo del reato e il corrispondente importo massimo confiscabile, senza elencare già nella sentenza i singoli beni.
- L'assenza di un precedente sequestro preventivo non rende di per sé illegittima la confisca per equivalente.
- La misura non può però estendersi a beni futuri, non esistenti o non rientranti nell'effettiva disponibilità del destinatario; l'esecuzione deve riguardare beni concretamente appartenenti alla sua sfera patrimoniale.
- La selezione dei beni e il controllo del rispetto del limite quantitativo spettano al Pubblico Ministero nella fase esecutiva.
- Le contestazioni relative alla scelta dei beni, alla loro effettiva disponibilità o all'eventuale superamento dell'importo confiscabile devono normalmente essere rivolte al giudice dell'esecuzione, non anticipate in cassazione quando la doglianza riguarda soltanto attività esecutive non ancora compiute.
- Nei reati tributari commessi dal legale rappresentante di una società, la confisca per equivalente può colpire il patrimonio personale dell'amministratore quando non risultino beni della persona giuridica aggredibili o vi siano elementi contrari alla loro disponibilità.
- Per i reati di indebita compensazione, il profitto confiscabile può corrispondere all'ammontare dell'imposta che, a causa della compensazione indebita, non è stata versata al Fisco.
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