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Sentenza

Sentenza del 11/11/2021 n. 5077 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Finanza locale - Imu - Ici - Residenza anagrafica - Mero valore presuntivo - Possibilità di prova contraria - Sussiste - Coniugi con diversa residenza anagrafica - Diritto di abitazione del coniuge superstite sulla casa coniugale - Possibilità.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente eccepiva che, nonostante la sua residenza anagrafica risultasse formalmente in altro comune alla data del decesso del coniuge, aveva effettivamente vissuto stabilmente nell'abitazione familiare con la coniuge deceduta e quindi aveva diritto di abitazione ai sensi dell'art. 540, co. 2, c.c.; il Comune invece si basava sulle risultanze anagrafiche per negare tale diritto e le relative conseguenze fiscali

La decisione

La giurisprudenza conferma che le risultanze anagrafiche hanno mero valore presuntivo e possono essere superate da prova contraria desumibile da qualsiasi fonte di convincimento. Il contribuente che dimostri la stabile convivenza nella casa coniugale, pur risultando formalmente residente altrove, ottiene il riconoscimento del diritto di abitazione ex art. 540, co. 2, c.c.; conseguentemente gli effetti fiscali (esclusioni/agevolazioni IMU/Ici) connessi a tale diritto devono essere riconosciuti

Norme richiamate

  • c.c., art. 540, co. 2

    Riconosce al coniuge superstite il diritto di abitazione sulla casa coniugale; il diritto si applica anche quando la residenza anagrafica formale è diversa se si prova la stabile convivenza effettiva

  • Cass. 23521/2019

    Cass. civ., sent. n. 23521/2019

    Conferma che le risultanze anagrafiche sono presuntive e possono essere superate da prove che dimostrino la residenza effettiva o la convivenza stabile

  • Cass. 10170/2016

    Cass. civ., sent. n. 10170/2016

    Sull'analogo principio della prova contraria alle risultanze anagrafiche e sulla valutazione libera, in fatto, del giudice circa la convivenza

  • Cass. 4088/2012

    Cass. civ., sent. n. 4088/2012

    Ulteriore conferma della natura presuntiva delle risultanze anagrafiche e della possibilità di provarne l'inesattezza con qualsiasi mezzo

  • Cass. 2159/1998

    Cass. civ., sent. n. 2159/1998

    Indirizzo giurisprudenziale consolidato che riconosce la prevalenza della prova della realtà dei fatti sulla sola evidenza anagrafica

Massime di principio

  • Le risultanze anagrafiche costituiscono una presunzione semplice: possono essere superate dalla prova contraria che dimostri la residenza o la convivenza effettiva.
  • In caso di conflitto tra residenza anagrafica formale e situazione di fatto (convivenza nella casa coniugale), il giudice valuta liberamente le prove: documenti, utenze, corrispondenza, dichiarazioni fiscali, testimonianze e ogni altro elemento attestante la stabile dimora sono rilevanti.
  • Il riconoscimento del diritto di abitazione ex art. 540, co. 2, c.c. opera anche se la residenza anagrafica del superstite risulti formalmente altrove, purché sia provata la convivenza stabile; ciò ha riflessi diretti sulle agevolazioni o esclusioni IMU/Ici riguardanti la casa coniugale.
  • L'onere della prova grava sul contribuente che intende superare la presunzione anagrafica: è quindi consigliabile raccogliere e documentare più elementi convergenti che attestino la vita familiare nell'immobile impugnato.
  • Le amministrazioni comunali non devono limitarsi a basarsi automaticamente sulle risultanze anagrafiche: in presenza di elementi probatori contrari devono valutare la situazione di fatto e, se necessario, riconoscere il diritto o motivare il diniego in modo specifico.

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