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Sentenza

Sentenza del 27/09/2017 n. 22535 - Corte di Cassazione

Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU) - Determinazione della tassa - potere di determinare la "tariffa" da parte della società di ambito per la gestione integrata del servizio - esclusione.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguardava la richiesta di pagamento di Euro 242.356,00 per la TIA relativa all’anno 2004, applicata a un’area sita nel Comune di Misterbianco. La società ricorrente sosteneva di avere il potere di determinare autonomamente la tariffa, anche in considerazione della situazione di emergenza ambientale in Sicilia e degli interventi commissariali. In subordine, chiedeva che fosse comunque riconosciuta la debenza della tassa, almeno sulla base delle tariffe TARSU precedentemente deliberate dal Comune, in relazione alle superfici imponibili non dichiarate dalla contribuente.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il primo motivo, stabilendo che l’affidamento della gestione dei rifiuti a una società esterna, anche durante l’emergenza ambientale, non trasferisce alla società il potere impositivo né quello di determinare la tariffa. Tale potere resta attribuito all’ente locale, in ossequio al principio di riserva di legge previsto dall’art. 23 Cost. La Corte ha invece accolto il secondo motivo: l’illegittimità della tariffa applicata dalla società non comporta automaticamente l’azzeramento dell’obbligazione tributaria. Il giudice deve esaminare il rapporto sostanziale e può rideterminare il dovuto applicando la tariffa precedentemente e validamente adottata dal Comune. La sentenza è stata cassata con rinvio alla CTR della Sicilia, in diversa composizione, anche per la liquidazione delle spese.

Norme richiamate

  • Art. 23 Costituzione

    Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge

    Il potere impositivo e la determinazione degli elementi essenziali del tributo devono trovare fondamento nella legge e non possono essere delegati a una società privata o a un soggetto non direttamente investito dalla legge del relativo potere.

  • Legge 24 febbraio 1992, n. 225, art. 5, comma 2

    I poteri emergenziali possono consentire deroghe alla disciplina ordinaria, ma devono comunque rispettare i principi generali dell’ordinamento, compreso quello della riserva di legge in materia tributaria.

  • D.Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22, art. 49

    La tariffa per la gestione dei rifiuti deve essere determinata dall’ente impositore, ossia dal Comune competente, mentre il gestore esterno può occuparsi della gestione del servizio sulla base della tariffa validamente deliberata.

  • D.Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22, art. 23

    L’affidamento del servizio di gestione dei rifiuti a un soggetto esterno non comporta il trasferimento del potere di determinare la tariffa.

  • D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, art. 238, commi 1, 3, 6 e 11

    La nuova tariffa integrata ambientale avrebbe dovuto essere attuata mediante un regolamento ministeriale. Fino alla sua emanazione e agli adempimenti applicativi, continuavano ad applicarsi le discipline regolamentari e tariffarie vigenti.

  • D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, artt. 62 e 69, comma 1

    L’obbligazione per il servizio di raccolta dei rifiuti sorge in presenza del presupposto impositivo, quale la detenzione o occupazione di superfici imponibili. Se una delibera tariffaria è illegittima, non viene meno ogni obbligo di pagamento: deve essere applicata la tariffa validamente vigente in precedenza.

  • D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 57, comma 1

    In appello l’amministrazione non può introdurre una pretesa fondata su presupposti di fatto o di diritto completamente nuovi; tuttavia, non vi è domanda nuova quando la pretesa resta fondata sui medesimi fatti già indicati nell’atto impositivo, anche se viene chiesta l’applicazione di un diverso regime tariffario legittimo.

  • D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 7, comma 5

    Il potere del giudice tributario di disapplicare un atto amministrativo illegittimo non esclude il dovere di decidere nel merito il rapporto tributario e di determinare, ove possibile, l’imposta effettivamente dovuta.

  • Cassazione, Sezioni Unite, sentenza n. 8313/2010

    Ha affermato che le società d’ambito non acquisiscono il potere di determinare la tariffa, neppure nell’ambito dell’emergenza rifiuti, perché tale potere resta collegato alla responsabilità politica e istituzionale dell’ente impositore.

Massime di principio

  • L’affidamento di un servizio pubblico a una società esterna attribuisce normalmente poteri gestionali, ma non trasferisce automaticamente il potere di imporre tributi o di fissarne la tariffa.
  • Anche nei periodi di emergenza, le ordinanze derogatorie devono rispettare i principi fondamentali dell’ordinamento, tra cui la riserva di legge in materia tributaria.
  • Se la tariffa applicata è stata determinata da un soggetto incompetente, l’atto impositivo è illegittimo nella misura richiesta, ma il contribuente non è necessariamente esonerato da qualsiasi pagamento.
  • Il giudice tributario deve verificare se esiste una tariffa precedente validamente approvata dall’ente competente e, quando la pretesa si fonda sugli stessi fatti, può rideterminare il tributo dovuto senza introdurre una domanda nuova.
  • La gestione materiale del servizio e la determinazione dell’imposizione sono funzioni distinte: la prima può essere affidata a un gestore, mentre la seconda deve restare al soggetto individuato dalla legge.
  • In situazioni analoghe occorre verificare sia la competenza dell’organo che ha approvato la tariffa sia l’esistenza di una disciplina tariffaria precedente applicabile in sostituzione di quella illegittima.

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