Sentenza del 02/08/2017 n. 19203 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La contribuente ha impugnato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale dell'Emilia-Romagna, che aveva riformato la decisione favorevole della Commissione Tributaria Provinciale e confermato gli avvisi di accertamento. L'Amministrazione aveva contestato la partecipazione della società a una frode carosello, ritenendo inesistenti le esportazioni e le operazioni di acquisto e rivendita di pneumatici effettuate tramite società cartiere italiane. Di conseguenza erano stati recuperati l'IVA indebitamente detratta, l'IVA non versata mediante l'utilizzo illegittimo del plafond per operazioni non realmente esportate e costi dedotti relativi a imprese residenti in Paesi black list. La società ha proposto dodici motivi di ricorso per cassazione, denunciando, tra l'altro, vizi di motivazione, omessa pronuncia, violazioni di legge, difetti dell'avviso di accertamento, errata valutazione delle prove e inversione dell'onere della prova.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro il MEF, poiché, a seguito dell'istituzione dell'Agenzia delle Entrate ai sensi del D.Lgs. n. 300/1999, il Ministero non aveva più capacità di stare in giudizio per tali controversie. Sono stati inoltre dichiarati inammissibili tutti i dodici motivi proposti contro l'Agenzia delle Entrate. La Corte ha rilevato che le censure erano formulate in modo contraddittorio e cumulativo, mescolando indistintamente violazioni di legge, vizi motivazionali e omessa pronuncia, senza specificare correttamente il vizio denunciato. Ha inoltre riscontrato il difetto di autosufficienza del ricorso, per la mancata trascrizione o puntuale riproduzione degli atti e documenti richiamati, tra cui avvisi di accertamento, PVC e verbali di perquisizione e sequestro. La contribuente è stata condannata al pagamento delle spese processuali, liquidate in Euro 38.000,00 per compensi, oltre alle spese prenotate a debito.
Norme richiamate
D.Lgs. 30 luglio 1999, n. 300, art. 57, comma 1
Istitutivo dell'Agenzia delle Entrate
Dal 1° gennaio 2001 il MEF ha perso la capacità di stare in giudizio nelle controversie attribuite all'Agenzia delle Entrate; pertanto il ricorso notificato nei suoi confronti è inammissibile.
Codice di procedura civile, art. 360, comma 1, nn. 2, 3, 4 e 5
Motivi di ricorso per cassazione
I diversi vizi denunciabili in cassazione devono essere individuati e illustrati in modo chiaro e coerente. Non è ammissibile formulare censure eterogenee e contraddittorie senza precisare quale specifico vizio si intenda sottoporre al giudizio della Corte.
Codice di procedura civile, art. 366
Requisiti di contenuto e forma del ricorso per cassazione
Il ricorso deve essere autosufficiente e consentire alla Corte di comprendere la censura senza dover ricercare autonomamente negli atti processuali i fatti, i documenti e i passaggi rilevanti. I documenti decisivi richiamati devono essere puntualmente individuati e, quando necessario, trascritti o riprodotti nelle parti rilevanti.
Codice di procedura civile, art. 112
Corrispondenza tra chiesto e pronunciato
Quando si denuncia che il giudice non si è pronunciato su una domanda o eccezione, occorre dedurre espressamente il vizio di omessa pronuncia per violazione dell'art. 112 c.p.c.; non è sufficiente parlare genericamente di difetto o omissione della motivazione.
Massime di principio
- Nel ricorso per cassazione ogni motivo deve indicare chiaramente uno specifico vizio previsto dall'art. 360 c.p.c.; non devono essere cumulati o confusi, senza distinzione, violazione di legge, nullità processuale, omessa pronuncia e vizio motivazionale.
- La denuncia di omessa pronuncia deve essere formulata espressamente come violazione dell'art. 112 c.p.c. e deve indicare con precisione quale domanda o eccezione sia stata ignorata, oltre a dimostrare che essa era stata effettivamente proposta nei precedenti gradi di giudizio.
- Il ricorso per cassazione deve essere autosufficiente: chi richiama un avviso di accertamento, un PVC, un verbale o altra prova deve individuarlo con precisione e riportarne il contenuto rilevante. Il semplice rinvio generico ai documenti comporta l'inammissibilità della censura.
- La Corte di cassazione non è un terzo grado di merito: non è possibile ottenere una nuova valutazione delle prove limitandosi a contrapporre la propria lettura a quella adottata dal giudice di merito.
- La contestazione della motivazione deve riguardare un vizio effettivo e specificamente dedotto, non può essere utilizzata per sollecitare una rivalutazione generale degli elementi probatori.
- Prima di notificare un ricorso tributario occorre individuare correttamente l'ente dotato di legittimazione processuale. Per le controversie successive all'istituzione dell'Agenzia delle Entrate, la notifica al solo MEF, o anche al MEF insieme all'Agenzia, non rende ammissibile il ricorso nei confronti del Ministero.
- In materia di frodi carosello, la contestazione dell'inesistenza delle operazioni o della consapevole partecipazione alla frode deve essere contrastata con censure puntuali sui fatti e sulle prove valorizzate dal giudice; doglianze generiche o basate su documenti non riprodotti rischiano di essere dichiarate inammissibili.
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