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Sentenza

Sentenza n. 12942/2026 - Roma, Sezione 1

per l’annullamento - dei provvedimenti a firma congiunta Risorse per Roma S.p.A. e Roma Capitale - PAU nn. prot. QI 167497 del 2022, QI 167503 del 2022, QI 167499 del 2022, QI 167504 del 2022, QI 167495 del 2022 e QI 167506 del 2022 pubblicati sul sistema di protocollo di RpR il 10 ottobre 2022; - di ogni ulteriore e diverso atto o provvedimento, anche incognito, presupposto, successivo, conseguente, connesso collegato; e per la condanna al risarcimento del danno in forma specifica.

Giustizia amministrativa202300231

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IV terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimenti di diniego dell'istanza di condono edilizio relativa a opere abusive realizzate in un immobile sito a Roma

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

La ricorrente ha impugnato sei provvedimenti sottoscritti congiuntamente da Roma Capitale e Risorse per Roma S.p.A., con i quali era stata respinta l'istanza di condono edilizio presentata dal dante causa con riferimento a opere abusive realizzate nell'immobile poi acquistato dalla ricorrente. È stata proposta anche domanda di risarcimento del danno in forma specifica. Nel corso del giudizio Roma Capitale ha definito favorevolmente la pratica edilizia, rilasciando i titoli in sanatoria richiesti. La ricorrente ha quindi chiesto dichiararsi l'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, domandando tuttavia la condanna delle controparti alle spese secondo il criterio della soccombenza virtuale, sul presupposto che il condono fosse stato accolto solo dopo la proposizione del ricorso.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, ritenendo che la sopravvenienza provvedimentale avesse fatto conseguire alla ricorrente il bene della vita perseguito con il ricorso. Non ha applicato il criterio della soccombenza virtuale ai fini delle spese, considerando le peculiarità della controversia e il fatto che il diniego impugnato si fondava su rilievi meramente formali che l'amministrazione aveva successivamente ritenuto superabili. Ha quindi compensato le spese di lite tra le parti, ponendo però a carico solidale di Roma Capitale e Risorse per Roma S.p.A. il rimborso del contributo unificato versato dalla ricorrente. Il dispositivo contiene l'indicazione "contributo unificato refuso".

Norme richiamate

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    La disposizione è richiamata con riferimento alla trattazione della causa nell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.

Massime di principio

  • La definizione favorevole, intervenuta nel corso del giudizio, della pratica amministrativa oggetto del diniego impugnato, con conseguimento del bene della vita richiesto, determina la cessazione della materia del contendere, poiché viene meno l'interesse alla decisione sull'annullamento dell'atto.
  • In presenza di una sopravvenienza amministrativa che soddisfa la pretesa sostanziale del ricorrente, il giudice può compensare le spese di lite in ragione delle peculiarità concrete della controversia, anche quando il precedente diniego sia stato fondato su rilievi meramente formali successivamente superati dall'amministrazione.
  • La compensazione delle spese di lite non impedisce di porre a carico dell'amministrazione il rimborso del contributo unificato versato per la proposizione del ricorso.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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