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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 05394/2026 del 10/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava il rigetto delle istanze volte alla concessione dei benefici penitenziari (detenzione domiciliare, semilibertà e affidamento in prova al servizio sociale), deducendo vizio di motivazione e violazione di legge. Contestava in particolare l'errata indicazione della data di un reato (sostiene che il fatto sia del 9/03/2021 e non del 9/03/2022), negava che le condotte siano state commesse in luoghi di sua pertinenza e lamentava il mancato riconoscimento del percorso di recupero intrapreso; inoltre sosteneva che l'assenza di attività lavorativa o socialmente utile non fosse determinante.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato infondato e rigettato. La Corte ha ritenuto che il Tribunale di Sorveglianza abbia correttamente motivato il diniego sulla base di una pluralità di elementi negativi: pregressi per fatti di narcotraffico fino al 9/03/2021, la commissione di un fatto analogo durante la misura degli arresti domiciliari (9/03/2022), due illeciti disciplinari durante la detenzione, le note negative della Questura e l'assenza di attività lavorativa o socialmente utile. Anche ammettendo un travisamento di una data, tale errore non è decisivo perché il provvedimento poggia su ulteriori elementi ostativi non contestati in modo risolutivo dal ricorrente. La Corte ha richiamato la giurisprudenza sul giudizio prognostico per l'affidamento in prova e sui requisiti probatori necessari per censurare il travisamento della prova. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali.

Norme richiamate

  • Cass. Sez.1, n. 43863 del 23/10/2024, Scuotto, Rv. 287151-01

    Il giudice deve valutare concretamente l'esistenza di elementi positivi che rendano ragionevole la prognosi favorevole per l'affidamento: non è decisiva la gravità del reato o i precedenti in assoluto, né è richiesta la prova di una completa revisione critica del passato, bensì che sia almeno avviato un processo critico verso il ripudio delle condotte deviate e emergano elementi risocializzanti (precedenti, informazioni di polizia, assenza di nuove denunce, attaccamento familiare, condotta attuale, prospettiva lavorativa).

  • Cass. Sez.6, n. 10795 del 16/02/2021, F., Rv. 281085-01

    In tema di travisamento della prova il ricorso per Cassazione non può limitarsi a segnalare atti non considerati o male interpretati salvo che tali elementi siano decisivi; il ricorrente deve: a) indicare l'atto processuale di riferimento; b) individuare l'elemento fattuale ricavabile dall'atto incompatibile con la motivazione; c) fornire prova della verità dell'elemento e dell'esistenza dell'atto; d) spiegare perché l'atto compromette in modo decisivo la coerenza dell'impianto motivazionale.

Massime di principio

  • Per l'ammissione a misure alternative è essenziale un giudizio prognostico concreto: non basta la sola gravità del reato, ma occorrono elementi positivi riconducibili a una prospettiva risocializzante (lavoro, percorso terapeutico, attaccamento familiare, assenza di nuove condotte criminose).
  • La presenza di molteplici precedenti, segnalazioni di polizia, illeciti disciplinari interni e l'assenza di attività lavorativa o socialmente utile costituiscono elementi fortemente ostativi alla concessione delle misure alternative.
  • Un errore materiale o un travisamento di un dato fattuale non è sufficiente a rovesciare il provvedimento se il giudice ha fondato la decisione anche su altri elementi sostanziali non contestati o non decisivi.
  • Per censurare il travisamento della prova è necessario seguire i criteri giurisprudenziali: indicare l'atto, il contenuto fattuale contrastante, provarne la verità e dimostrare la decisività dell'atto rispetto all'impianto motivazionale.
  • In fase difensiva conviene documentare puntualmente ogni elemento risocializzante (attività lavorative o formative, trattamenti terapeutici, attestati dei servizi sociali, relazioni che smentiscano la gravità delle segnalazioni) e contestare con prove precise eventuali dati di fatto ritenuti erronei.

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