Sentenza del 16/04/2018 n. 1700 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia
PROCESSO - Impugnazione cumulativa - Atti emanati da diversi concessionari - Inammissibilità.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il contribuente ha impugnato con un unico ricorso due distinti preavvisi di fermo amministrativo: uno emesso da F.S. per crediti Tares relativi agli anni 2013 e 2014 e uno emesso da Equitalia Nord, poi Agenzia delle Entrate-Riscossione, per diversi debiti fiscali. Ha dedotto, tra l'altro, l'illegittimità del fermo dei veicoli utilizzati da una persona invalida, la lesione di beni essenziali, la durata indeterminata del fermo, l'illegittimità costituzionale dell'art. 86 del d.P.R. 602/1973, la mancata emanazione del decreto previsto dalla norma e, soprattutto, la mancata notifica degli atti prodromici. In appello ha sostenuto che tra gli atti sussistesse una connessione oggettiva tale da rendere ammissibile il ricorso cumulativo.
La decisione
La Commissione Tributaria Regionale ha rigettato l'appello e confermato l'inammissibilità del ricorso introduttivo. Ha ritenuto decisivo che il ricorso riguardasse atti emessi da concessionari diversi e relativi a crediti diversi. Sebbene fosse comune la questione della legittimità del fermo nei confronti di un invalido, ciascun atto presentava anche una questione specifica e logicamente prioritaria, ossia la mancata notifica degli atti prodromici. L'art. 29 del d.lgs. 546/1992 consente la riunione di ricorsi connessi, ma non attribuisce alle parti il diritto di proporre un unico ricorso cumulativo in una situazione del genere. L'appellante è stato condannato alle spese del grado, liquidate in euro 1.000,00 oltre rimborso forfettario del 15%, IVA e CPA, a favore di ciascuna parte appellata. La successiva cancellazione dei fermi non ha modificato l'esito processuale.
Norme richiamate
Art. 52 del processo tributario
Richiamato dal contribuente per chiedere la sospensione dell'esecuzione degli atti impugnati; la questione cautelare non ha inciso sull'esito definitivo, fondato sull'inammissibilità del ricorso.
Art. 91 c.p.c.
Richiamato per la richiesta di rifusione delle spese di giudizio secondo il principio della soccombenza.
Art. 93 c.p.c.
Richiamato per chiedere la distrazione delle spese a favore del difensore.
Art. 355, comma 5, del regolamento di esecuzione del Codice della strada
Invocato dal contribuente per sostenere il divieto di bloccare veicoli appartenenti o destinati all'uso di persone invalide munite dell'apposito contrassegno; la Commissione non ha esaminato nel merito tale censura, poiché il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
Art. 86 del d.P.R. 602/1973
Norma relativa al fermo dei beni mobili registrati nell'ambito della riscossione; le censure di illegittimità costituzionale e di mancata emanazione del decreto attuativo non sono state esaminate per la previa declaratoria di inammissibilità.
Art. 97 della Costituzione
Richiamato in relazione alla presunta violazione dei principi di imparzialità e buon andamento dell'amministrazione da parte della disciplina del fermo amministrativo; la questione non è stata decisa nel merito.
Art. 29 del d.lgs. 546/1992
Disciplina la riunione dei ricorsi aventi lo stesso oggetto o connessi. Secondo la sentenza, la norma attribuisce al presidente della sezione, con la valutazione del collegio, il potere discrezionale di riunire procedimenti separati, ma non consente al contribuente di unificare autonomamente in un unico ricorso atti di concessionari diversi relativi a crediti diversi.
Art. 32 del d.lgs. 546/1992
Richiamato per il deposito della memoria con cui il contribuente ha comunicato la cancellazione dei fermi e chiesto la cessazione della materia del contendere; tale circostanza non ha eliminato la soccombenza processuale.
Sentenza Cassazione n. 7941/2016
La sentenza distingue il caso esaminato da quello in cui era stato ammesso un ricorso collettivo cumulativo avente identiche questioni nei confronti dello stesso ente.
Sentenza Cassazione n. 16290/2017
La sentenza ritiene non pertinente il precedente, riferito a procedimenti nei quali era convenuto il medesimo ente creditore.
Massime di principio
- La proposizione di un unico ricorso contro più atti tributari è rischiosa quando gli atti provengono da concessionari o enti diversi e riguardano crediti differenti.
- La mera presenza di una questione comune, come l'illegittimità del fermo di veicoli utilizzati da una persona invalida, non basta a rendere ammissibile il ricorso cumulativo se ogni atto richiede anche l'esame di contestazioni specifiche, come la mancata notifica dei rispettivi atti prodromici.
- Quando esistono atti distinti, crediti distinti e soggetti resistenti distinti, è generalmente più prudente proporre ricorsi separati, eventualmente chiedendone successivamente la riunione per connessione.
- La riunione dei procedimenti connessi è una facoltà organizzativa del giudice e non equivale al diritto della parte di fondere preventivamente controversie diverse in un unico ricorso.
- Se il ricorso è dichiarato inammissibile, il giudice può non esaminare le contestazioni sostanziali, anche se potenzialmente fondate, e può condannare il ricorrente alle spese.
- La cancellazione o l'annullamento dell'atto durante il giudizio può determinare la cessazione della materia del contendere, ma non necessariamente esclude la condanna alle spese né sana un originario vizio di ammissibilità.
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