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Sentenza

Sentenza del 27/03/2017 n. 245 - Comm. Trib. Reg. per la Basilicata

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

L'Agenzia delle Entrate contestava la deduzione, ai fini delle imposte dirette e dell'IVA, dei costi sostenuti nel 2002 per lavori di ristrutturazione, ammodernamento e adeguamento degli impianti tecnologici dell'hotel. Secondo l'Ufficio, nell'anno 2002 l'immobile era stato concesso in locazione a un'altra società e, in base al contratto, le opere erano a carico del locatore. Pertanto, richiamando l'art. 108, comma 3, del TUIR, l'Agenzia sosteneva che i costi relativi a migliorie su beni di terzi avrebbero dovuto essere dedotti mediante ammortamento nel periodo minore tra l'utilità futura delle spese e la durata residua della locazione, con conseguente recupero a tassazione nell'anno 2002. La società ha replicato che, pur essendo cessata la locazione dell'immobile, aveva concesso in nolo alla nuova conduttrice gli impianti e le attrezzature per sei anni, mantenendo quindi un'effettiva inerenza dei costi.

La decisione

La Commissione Tributaria Regionale ha ritenuto infondato l'appello dell'Agenzia delle Entrate e ha confermato la sentenza di primo grado favorevole alla società e ai soci. Il Collegio ha valorizzato i contratti, le fatture e la circostanza che i lavori, terminati nel giugno 2002, riguardavano impianti strutturalmente incorporati nell'immobile, non autonomamente asportabili senza comprometterne la funzionalità. Il successivo contratto di nolo degli impianti e delle attrezzature per sei anni è stato considerato idoneo a dimostrare l'inerenza dei costi anche nel 2002. L'appello è stato quindi rigettato; le spese e gli onorari del grado sono stati integralmente compensati.

Norme richiamate

  • Art. 108, comma 3, del TUIR

    sono deducibili nei limiti della quota imputabile a ciascun esercizio

    La norma è richiamata dall'Agenzia per sostenere che le spese di manutenzione straordinaria, miglioria o incremento sostenute su beni di terzi debbano essere dedotte per quote nel periodo minore tra la residua durata della locazione e l'utilità futura della spesa. Nel caso concreto, tuttavia, il giudice ha ritenuto prevalenti la struttura degli impianti, la documentazione contrattuale e il successivo nolo, escludendo il recupero a tassazione per il 2002.

  • Sentenza della Corte di Cassazione n. 23551 del 20 dicembre 2012

    È stata invocata dalla società per sostenere la rilevanza dell'inerenza e dei rapporti contrattuali documentati. La sentenza regionale non ne sviluppa tuttavia un'interpretazione autonoma o dettagliata.

Massime di principio

  • La deducibilità di costi sostenuti su immobili o beni di terzi deve essere valutata considerando non solo la titolarità o la disponibilità materiale dell'immobile, ma anche l'effettivo collegamento dei costi con l'attività economica svolta e con i rapporti contrattuali successivi.
  • Quando migliorie e impianti sono strutturalmente incorporati nell'immobile e non sono facilmente removibili senza comprometterne la funzionalità, possono essere considerati parte integrante della struttura e non beni autonomi da ammortizzare come attrezzature separabili.
  • Contratti, fatture e documentazione che dimostrino il successivo sfruttamento economico degli impianti, ad esempio mediante un contratto di nolo, possono supportare il requisito dell'inerenza anche se l'impresa non utilizza più direttamente l'immobile.
  • L'Amministrazione finanziaria non può fondare il recupero a tassazione su una valutazione meramente astratta dell'inerenza: deve confrontarsi con la concreta operazione economica, con i contratti stipulati e con la documentazione contabile.
  • La deduzione deve comunque rispettare il criterio della competenza temporale e, per le spese su beni di terzi, la corretta imputazione per quote secondo la durata utile della spesa e il periodo di disponibilità o sfruttamento economico, salvo che la concreta struttura dell'operazione dimostri una diversa modalità fiscalmente coerente.

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