Cassazione Penale, Sentenza n. 22557/2025 del 16/06/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Tivoli del 03/02/2025 che non aveva convalidato l'arresto di Marku Geraldo per le imputazioni provvisorie (tra cui reati connessi a furto/rapina e reati contro la persona). Il Pubblico Ministero ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione, sostenendo che sussisteva lo stato di "quasi-flagranza": l'indagato era stato rintracciato nei pressi del luogo del reato, con abbigliamento corrispondente a quello osservato al momento della fuga, con indumenti e scarpe bagnate, tentativo di fuga, riconoscimento immediato da parte del personale operante e vicinanza temporale e spaziale rispetto al fatto (anche con riferimento a una Maserati risultata poi rubata). Il Tribunale, secondo il ricorso, avrebbe applicato in modo limitativo la giurisprudenza e dato una motivazione apparente e contraddittoria.
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata, ritenendo l'arresto legittimamente eseguito. La Corte ha ritenuto che il Tribunale non abbia adeguatamente valutato la nozione di "quasi-flagranza" (comprensiva non solo di cose e tracce materiali ma anche dell'atteggiamento dell'indagato e del riconoscimento operato dagli agenti) e non abbia dato il giusto rilievo agli elementi fattuali (prossimità al luogo del reato, corrispondenza dell'abbigliamento, scarpe/vestiti bagnati, tentativo di fuga, riconoscimento), che escludevano il rigetto della richiesta di convalida.
Norme richiamate
Codice penale - articoli contestati
art. 110; art. 648; art. 337; art. 635, comma primo e secondo in relazione all'art. 625, n. 7; artt. 582, 585 e 576, n. 1 e 5-bis; art. 707
Articoli che individuano le fattispecie di reato per le quali è stato effettuato l'arresto: il richiamo serve a descrivere le imputazioni provvisorie oggetto della convalida.
Principio di interesse del Pubblico Ministero a impugnare
Sez. 1, n. 37634 del 23/03/2023 (Uzdienov); Sez. 1, n. 3410 del 1993 (Comerci)
Affermato il diritto/legittimazione del PM a proporre ricorso avverso l'ordinanza di rigetto della convalida del fermo/arresto, per consentire la verifica di legittimità dell'atto restrittivo.
Nozione di quasi-flagranza (tracce e contiguità temporale)
Sez. 6, n. 25331 del 19/05/2021 (P.)
La quasi-flagranza ricorre quando l'indagato è sorpreso con cose o tracce inequivocabilmente rivelatrici della recentissima commissione del delitto; è richiesta stretta contiguità temporale rispetto all'intervento degli agenti.
Tracce non solo in senso letterale (comportamento e atteggiamento)
Sez. 5, n. 21494 del 25/02/2021 (Toschi)
La nozione di 'tracce' può comprendere anche l'atteggiamento assunto dall'autore o dalla persona offesa quando tale comportamento è, con elevata probabilità, indicativo della recente commissione del reato.
Orientamenti su rintraccio dell'autore con cose o tracce immediatamente percepibili
Sez. U, n. 39131 del 24/11/2015 (dep. 21/09/2016, P.M. in proc. Vetrice); Sez. 5, n. 3719 del 28/11/2019
La giurisprudenza precisa che il rintraccio con cose o tracce immediatamente percepibili e la contiguità temporale sono elementi decisivi per configurare la quasi-flagranza; vanno considerati nel loro insieme e non in modo formale.
Massime di principio
- Il Pubblico Ministero ha interesse a impugnare l'ordinanza che rigetta la convalida dell'arresto: la Corte può verificare la legittimità del fermo/arresto.
- La 'quasi-flagranza' non si esaurisce nella presenza di oggetti materiali: può includere anche l'atteggiamento dell'indagato, il riconoscimento da parte degli operanti, la corrispondenza dell'abbigliamento e altri elementi che indicano stretta contiguità temporale e spaziale con il reato.
- Il giudice della convalida deve valutare la totalità degli elementi concreti forniti dalla polizia giudiziaria e non può limitarsi a letture formali o a esclusioni apodittiche del contributo probatorio; la motivazione deve essere chiara e coerente rispetto alla giurisprudenza sulla quasi-flagranza.
- Per gli operatori di polizia: documentare in modo dettagliato riconoscimenti, orari, luogo, abbigliamento, comportamento dell'indagato, tentativi di fuga e ogni elemento materiale riconducibile al reato aumenta la possibilità che l'arresto sia considerato legittimo in sede di convalida.
- Per la difesa: in caso di contestazione della convalida, è efficace focalizzarsi sull'assenza di contiguità temporale/ spaziale, su possibili spiegazioni alternative degli elementi (es. abbigliamento simile per caso) e su eventuali vizi procedurali nel modus operandi degli agenti.
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