Sentenza del 05/10/2016 n. 5779 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio
IRPEF - Tassazione di proventi da gioco realizzati all'Estero - Trattamento Comunitario e regime convenzionale con gli Stati Uniti - Monitoraggio fiscale.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La controversia riguardava la tassazione ai fini IRPEF di proventi da gioco realizzati all'estero, il corretto trattamento applicabile in base alla Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Stati Uniti e l'adempimento degli obblighi di monitoraggio fiscale mediante il quadro RW. Il contribuente aveva indicato solo parzialmente le vincite estere. La decisione ha ritenuto che tale indicazione parziale non integrasse, di per sé, una violazione della normativa sul monitoraggio fiscale, poiché spettava all'Amministrazione finanziaria verificare l'esatto ammontare dei proventi anche tramite gli strumenti di cooperazione internazionale. Il trattamento tributario doveva inoltre essere determinato alla luce della disciplina convenzionale applicabile.
La decisione
La contestazione dell'Amministrazione finanziaria non è stata accolta nei termini prospettati. È stato riconosciuto che l'indicazione parziale nel quadro RW non comportava automaticamente la violazione degli obblighi di monitoraggio e che l'Amministrazione doveva procedere alla verifica dell'effettivo ammontare dei proventi, anche mediante cooperazione internazionale. La tassazione doveva essere valutata applicando il regime previsto dalla Convenzione Italia-Stati Uniti, secondo le relative regole di attribuzione della potestà impositiva e di prevenzione della doppia imposizione.
Norme richiamate
Articolo 22 della Convenzione Italia-Stati Uniti contro le doppie imposizioni
La norma convenzionale disciplina il trattamento fiscale delle categorie di reddito non diversamente regolate dalla Convenzione e deve essere considerata per individuare il regime applicabile ai proventi esteri.
Articolo 26 della Convenzione Italia-Stati Uniti contro le doppie imposizioni
La disposizione riguarda lo scambio di informazioni tra le autorità fiscali degli Stati contraenti e supporta la possibilità per l'Amministrazione finanziaria di verificare l'ammontare dei proventi esteri tramite cooperazione internazionale.
Articolo 2697 del codice civile
La norma pone a carico di chi intende far valere un diritto l'onere di provarne i fatti costitutivi e a carico di chi eccepisce l'inefficacia o l'estinzione del diritto la prova dei relativi fatti. Nel contesto della controversia, rileva per la verifica e la dimostrazione dell'effettivo ammontare dei proventi contestati.
Massime di principio
- L'indicazione parziale di attività o proventi esteri nel quadro RW non determina automaticamente una violazione sanzionabile se l'Amministrazione non dimostra con precisione l'ammontare effettivamente omesso.
- In presenza di redditi o vincite realizzati all'estero, occorre verificare anzitutto l'eventuale Convenzione contro le doppie imposizioni applicabile, che può prevalere sulle regole interne incompatibili.
- L'Amministrazione finanziaria può utilizzare gli strumenti di cooperazione internazionale per acquisire dati da autorità estere, ma deve comunque ricostruire e provare in modo attendibile la base imponibile.
- Il contribuente deve conservare documentazione idonea a dimostrare importi, date, luogo delle vincite, eventuali imposte pagate all'estero e movimenti finanziari, poiché l'indicazione incompleta può comunque esporre a contestazioni se l'Amministrazione dimostra l'omissione.
- La decisione non implica che le vincite estere siano sempre esenti da imposizione in Italia: il risultato dipende dalla qualificazione del reddito e dalle specifiche disposizioni della Convenzione applicabile.
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