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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40924/2022 del 28/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di rigetto del riesame contro il sequestro preventivo di immobili intestati a Matteo FORNO disposto dal GIP: si contesta la sussistenza del fumus commissi delicti e della finalità elusiva della donazione della nuda proprietà effettuata da Ettore FORNO in favore del figlio; si denuncia carenza/illogicità della motivazione per mancata valutazione di documenti a discolpa (tra cui provvedimento di prevenzione precedente che avrebbe escluso l'illiceità della donazione, la provenienza dei pagamenti dagli zii e dal fratello, e la distanza temporale tra acquisti e notifica dei provvedimenti), nonché insufficiente apprezzamento dell'elemento soggettivo del reato ex art. 512-bis c.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato, ritenendo la motivazione del Tribunale del Riesame coerente, completa e logicamente fondata. La Corte ha confermato l'esistenza del fumus commissi delicti in relazione all'art. 512-bis c.p., considerando rilevanti la tempestività delle operazioni (donazione il giorno dopo la misura di prevenzione), la provenienza e i passaggi di denaro, la carenza di capacità economica del formale acquirente, e le pregresse vicende giudiziarie e sequestri subiti da Ettore FORNO che legittimavano il fondato timore dell'avvio di misure di prevenzione. Sono state inoltre rigettate le doglianze sulla natura della donazione della sola nuda proprietà e sull'incidenza di provvedimenti o dissequestri intervenuti in altri procedimenti, ritenuti irrilevanti per il presente giudizio.

Norme richiamate

  • art. 512-bis cod. pen. (trasferimento fraudolento di valori, ex art. 12-quinquies L. 356/1992)

    La norma punisce l'intestazione fittizia o il trasferimento fraudolento di beni aventi finalità elusiva rispetto alle misure di prevenzione patrimoniali; il dolo specifico può consistere nel fondato timore dell'avvio della procedura di prevenzione e la fattispecie è qualificata come reato di pericolo astratto a consumazione istantanea

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Regola il sequestro preventivo e le relative ordinanze; avverso tali ordinanze il ricorso in Cassazione è ammesso solo per violazione di legge (errors in iudicando o in procedendo), non per semplice rivalutazione del merito

  • art. 26 D.Lgs. 159/2011 (presunzione di intestazione fittizia)

    Prevede una presunzione di interposizione quando i beni sono intestati a familiari, ma tale presunzione non impedisce la configurazione del reato ex art. 512-bis né richiede un ulteriore accertamento sulla concreta capacità elusiva dell'operazione

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Norma citata in relazione a precedenti sequestri disposti nell'ambito di indagini collegate; rilevante come elemento storico-fattuale che concorre a fondare il timore dell'interponente

Massime di principio

  • Il giudice di legittimità non riesamina i fatti né sostituisce la valutazione probatoria di merito; può censurare la motivazione solo se totalmente mancante o priva dei minimi requisiti di coerenza e completezza
  • Per configurare il reato di trasferimento fraudolento di valori ex art. 512-bis c.p. è sufficiente il fine elusivo fondato anche sul timore dell'inizio di una procedura di prevenzione, ancorché il provvedimento non sia ancora stato adottato
  • La tempestività temporale tra provvedimenti cautelari/sequestri o condanne pregresse e gli atti dispositivi (donazioni, trasferimenti) è un elemento indiziario significativo della finalità elusiva
  • La donazione della sola nuda proprietà, con mantenimento dell'usufrutto da parte dell'interponente, può realizzare lo scopo elusivo e integra il pericolo astratto previsto dall'art. 512-bis; non è necessario che l'operazione sia oggettivamente idonea a eludere la misura
  • I trasferimenti di denaro tra familiari e la capacità economica apparentemente insufficiente del formale acquirente costituiscono indizi pregnanti di intestazione fittizia, specie se non adeguatamente giustificati
  • La decisione su sequestri o dissequestri pronunciata in procedimenti diversi non invalida automaticamente le valutazioni motivazionali adottate in altro giudizio, salvo che non emergano profili di stretta rilevanza probatoria mutuabili
  • Il terzo formalmente intestatario può essere chiamato a rispondere a titolo di concorso quando abbia agito con coscienza e volontà di concorrere alla realizzazione dell'atto elusivo

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