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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26553/2025 del 21/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore Generale ha impugnato la sentenza del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto per violazione di legge, deducendo che la sentenza ha omesso di applicare l'aumento di pena previsto dall'art. 81 c.p. per il concorso formale di reati nonostante gli illeciti siano stati posti in essere nei confronti di più pubblici ufficiali (una dottoressa del pronto soccorso e tre carabinieri). In sostanza si contesta che, avendo l'imputato diretto le condotte offensiva e violente verso più persone, fosse dovuto l'aumento fino al triplo previsto dall'art. 81 c.p.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha accertato che i reati contestati (art. 341-bis e art. 337 c.p.) sono stati posti in essere nei confronti di più pubblici ufficiali e che la sentenza di primo grado, pur avendo riconosciuto la continuazione e aumentato la pena per tale motivo, non ha applicato l'aumento previsto dall'art. 81 c.p. per il concorso formale di reati. Perciò la Corte ha annullato la sentenza limitatamente al trattamento sanzionatorio in relazione all'art. 81 c.p. e ha disposto il rinvio al Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, in diversa composizione, per nuovo giudizio unicamente sul punto della determinazione della pena.

Norme richiamate

  • art. 81 cod. pen.

    Previsto l'aumento della pena fino al triplo in caso di concorso formale di reati; la Corte ha ritenuto che, essendovi pluralità di persone offese, l'aumento doveva essere applicato e la sua omissione integra violazione di legge.

  • art. 337 cod. pen.

    La Corte interpreta il bene giuridico tutelato come il regolare funzionamento della pubblica amministrazione in senso ampio, comprensivo dei soggetti che per essa agiscono; quando l'azione è diretta verso più persone si configura pluralità di reati e trova applicazione il regime del concorso formale.

  • art. 341-bis cod. pen.

    Reato contestato per le condotte offensive/insultanti nei confronti del personale sanitario; rilevante ai fini del calcolo complessivo della pluralità di persone offese che giustifica l'aumento di cui all'art. 81.

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020, conv. con legge n. 176 del 2020

    Norma procedurale che ha consentito lo svolgimento del giudizio di cassazione a trattazione scritta; la Corte ha operato secondo tale procedimento.

  • Giurisprudenza: Sez. U. n. 40981 del 22/02/2018 (Apolloni)

    Richiamata quale orientamento consolidato secondo cui l'art. 337 tutela il regolare funzionamento della pubblica amministrazione e che sussiste pluralità di reati quando l'azione è diretta verso più persone, con conseguente applicazione del concorso formale.

Massime di principio

  • Se le condotte illecite sono dirette contro più persone (anche se appartenenti alla stessa amministrazione o realtà), va valutata l'esistenza di concorso formale e applicato, ove ricorrano i presupposti, l'aumento di pena previsto dall'art. 81 c.p.
  • La qualificazione tra continuazione e concorso formale è operativa e può coesistere: il riconoscimento della continuazione non esclude l'obbligo di valutare il concorso formale quando l'azione sia rivolta a più soggetti.
  • L'omissione di applicare un aumento di pena obbligatorio o comunque previsto dalla legge può determinare l'annullamento parziale della sentenza limitatamente al trattamento sanzionatorio e il rinvio del giudizio solo per la determinazione della pena.
  • In caso di pluralità di persone offese appartenenti alla pubblica amministrazione, il bene giuridico tutelato va interpretato in senso ampio (inclusi i soggetti che agiscono per l'amministrazione), il che favorisce il riconoscimento del concorso formale.
  • La discrezionalità del giudice nella quantificazione dell'aumento di pena sussiste entro i limiti previsti dalla norma (es. fino al triplo), pertanto la Cassazione, annullando per vizio nella motivazione o omissione di legge, può rinviare per nuovo apprezzamento della misura della pena.

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