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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 07056/2026 del 20/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Scarpa ha impugnato l'ordinanza che ha confermato il rigetto della sua istanza di revoca del sequestro preventivo delle quote sociali, dei compendi aziendali, dei beni mobili e immobili e delle giacenze ad esse riconducibili. Il ricorso per cassazione articolava quattro censure: (1) mancata valutazione del periculum in mora e del fumus del reato associativo; (2) contestazione della qualificazione del sequestro come impeditivo anziché finalizzato alla confisca e della sussistenza dei presupposti per la misura cautelare per il reato associativo; (3) persistenza di periculum e fumus nonostante provvedimenti favorevoli dell'amministrazione e del giudice tributario, atteso che l'associazione era ritenuta finalizzata anche a reati tributari; (4) assenza del fumus a seguito della declaratoria di nullità in parte qua del decreto che dispone il giudizio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché, ai sensi dell'art. 325 cod. proc. pen., il ricorso in cassazione contro ordinanze su misure cautelari reali è ammesso solo per violazione di legge: le censure di doglianza sulla motivazione non sono ammissibili salvo che si tratti di motivazione inesistente o apparente o vizi così radicali da rendere il provvedimento privo dei requisiti minimi. La difesa non ha dimostrato tali vizi estremi e si è limitata ad affermazioni assertive, insufficienti a configurare violazione di legge. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 322-bis cod. proc. pen.

    Norma di rito che consente l'appello ex art. 322-bis; citata per indicare il tipo di impugnazione svolta nei gradi precedenti

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamata per delimitare i limiti d'enunciazione dei motivi di ricorso ammessi in cassazione

  • art. 325, comma 1, cod. proc. pen.

    Applicata per affermare che il ricorso per cassazione contro ordinanze in tema di misure cautelari reali è ammesso soltanto per violazione di legge, escludendo le censure generiche sulla motivazione salvo casi di motivazione inesistente o apparente

  • art. 606, comma 1, lett. c), cod. proc. pen.

    Richiamato nella parte che disciplina i casi di motivazione inesistente o apparente come motivo di cassazione quando sussista la sanzione di nullità

  • art. 125, comma 3, cod. proc. pen.

    Collegata alle conseguenze della motivazione inesistente/apparente; la Corte ne trae la ratio di esclusione delle censure meramente motivazionali salva la nullità nei casi previsti

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che consente la condanna alle spese processuali e l'irrogazione di somme alla Cassa delle ammende quando il ricorso è manifestamente infondato o inammissibile; applicata per condannare il ricorrente a versare euro 3.000

Massime di principio

  • Avverso ordinanze su misure cautelari reali la Corte di Cassazione ammette il ricorso solo per violazione di legge: le critiche alla motivazione sono inefficaci salvo che si provi una motivazione inesistente, apparente o vizi così gravi da rendere il provvedimento incomprensibile.
  • Le censure meramente assertive o la semplice richiesta di riesame degli elementi di fatto non sono idonee a fondare la cassazione: è necessario segnalare una concreta violazione di norme processuali o la sussistenza di un vizio formale che determini nullità.
  • La qualificazione del sequestro (impeditivo vs finalizzato alla confisca) va contestata con argomentazioni e riferimenti precisi al contenuto del provvedimento impugnato; non è sufficiente affermare la diversità di qualificazione senza mostrare l'errore giuridico o la contraddizione decisoria.
  • Provvedimenti favorevoli in sede amministrativa o tributaria non eliminano automaticamente il fumus commissi delicti per reati associativi: occorre dimostrare come tali decisioni incidano direttamente sugli elementi essenziali della contestazione penale.
  • La declaratoria di nullità in parte qua del decreto che dispone il giudizio non annulla di per sé il fumus del reato; la difesa deve spiegare in che misura la nullità incide sugli elementi costitutivi dell'accusa e sui presupposti del sequestro.
  • Quando si promuove ricorso per cassazione in materia cautelare, è prudente concentrare la doglianza su violazioni di legge chiaramente individuabili e documentate, per evitare l'inammissibilità e conseguenti sanzioni economiche.

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