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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 35180/2022 del 30/11/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza della CTR che aveva confermato l'imputazione, nell'anno d'imposta 2006, di utili extracontabili in capo al socio per rettifica del prezzo di vendita di un immobile ceduto dalla società partecipata; il contribuente censura, tra l'altro, l'utilizzo delle quotazioni OMI come prova presuntiva sufficiente, la presunta nullità/inefficacia dell'invito ex art. 32 d.P.R. n. 600/1973 notificato alla società estinta, e la valutazione probatoria delle perizie/valutazioni di agenzia immobiliare

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso sul quarto motivo, ritenendo che la CTR abbia illegittimamente fondato la rettifica esclusivamente sulle quotazioni OMI senza elementi indiziari ulteriori, cassando la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, accogliendo il ricorso originario del contribuente. Ha compensato integralmente le spese dei gradi di merito e condannato l'Agenzia delle Entrate al rimborso delle spese del giudizio di legittimità

Norme richiamate

  • art. 39 d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600

    La modifica introdotta dall'art. 24, comma 5, legge 7 luglio 2009, n. 88 (legge comunitaria 2008) ha eliminato la presunzione legale relativa della corrispondenza del corrispettivo al valore normale; pertanto l'accertamento può fondarsi su presunzioni semplici che però devono essere "gravi, precise e concordanti"; non è più ammessa una presunzione legale assoluta basata solo su scostamento OMI

  • art. 54 d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633

    Richiamato per analogia sulle presunzioni in materia di IVA: anche qui la presunzione semplice richiede elementi indiziari concreti e non può basarsi soltanto sulle quotazioni OMI

  • valori OMI (Osservatorio del Mercato Immobiliare, Agenzia delle Entrate)

    La Cassazione ribadisce che le quotazioni OMI sono uno strumento di ausilio e di massima indicativa; come nozioni di comune esperienza possono fornire indicazioni di larga massima ma non costituiscono, da sole, prova sufficiente del valore venale in comune commercio: occorrono ulteriori indizi gravi, precisi e concordanti

  • art. 38 d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600

    Richiamato nella fase di merito dalla CTR per ritenere trasferita l'obbligazione tributaria al socio in caso di cancellazione della società; la pronuncia non altera il principio ma la Cassazione non ha rimesso in discussione tale applicazione nel suo dispositivo principale

  • art. 32 d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600

    Norma che disciplina l'invito a fornire chiarimenti e documenti, presupposto per l'accertamento induttivo: il ricorrente ha contestato la notifica dell'invito alla società estinta, ma la Cassazione ha risolto la causa sul punto della prova e delle OMI

  • art. 43 d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600

    Richiamato in relazione alla decadenza dell'Ufficio dall'accertamento: la CTP aveva ritenuto estinto l'accertamento per due cessioni del 2005 per decorso dei termini

  • art. 109 T.U.I.R.

    Richiamato dalla CTR per stabilire l'importanza della data di formazione dell'atto dell'ufficiale rogante ai fini di imputazione al periodo d'imposta

  • art. 24 comma 5 legge 7 luglio 2009, n. 88 (legge comunitaria 2008)

    Modifica normativa interpretata come avente effetto retroattivo al fine di adeguamento al diritto UE, eliminando la presunzione legale relativa sulla corrispondenza del corrispettivo al valore normale

  • art. 2727 cod. civ.

    Richiamato in tema di valutazione della prova per quanto concerne la produzione di documenti e perizie: la Corte ha richiesto che le prove alternative (es. valutazioni di agenzie) abbiano chiara genesi e attendibilità

  • art. 2729 cod. civ.

    Richiamato in relazione alle presunzioni: la sentenza censurata aveva utilizzato presunzioni in modo non conforme ai criteri di gravità, precisione e concordanza richiesti

  • art. 112 cod. proc. civ.

    Richiamato a supporto della censura sul diritto di difesa, ma la decisione ha risolto la controversia sul profilo probatorio delle OMI

  • artt. 2495 e 2193 cod. civ.

    Richiamati in relazione alla responsabilità del socio per le obbligazioni della società, fattispecie discussa nella causa ma non decisiva nel motivo accolto

Massime di principio

  • Le quotazioni OMI da sole non sono idonee a fondare un accertamento fiscale sul valore di un immobile: devono essere integrate da ulteriori indizi "gravi, precisi e concordanti" per reggere una presunzione semplice ai sensi dell'art. 39 d.P.R. 600/1973
  • Dalla modifica introdotta con la legge comunitaria 2008 (L. n. 88/2009) non può più farsi affidamento su una presunzione legale automatica della corrispondenza tra prezzo e valore normale; l'Ufficio deve fornire elementi indiziari concreti
  • Valutazioni o perizie di agenzie immobiliari possono avere rilievo probatorio se la loro genesi, metodologia e attendibilità sono documentate; altrimenti il giudice può escluderne la valenza
  • Se l'accertamento si basa su presunzioni semplici il contribuente può contrastarle con prove contrarie sul valore (contratti, pagamenti, perizie), e l'Amministrazione non può chiudere il proprio convincimento esclusivamente su stime OMI
  • Questioni sulla notifica di atti (es. inviti ex art. 32) o sulla trasferibilità dell'obbligazione dal soggetto estinto al socio possono incidere, ma non valgono a sorreggere un accertamento fondato unicamente su valutazioni OMI prive di altri indizi

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