Cassazione Civile, Sentenza n. 23190/2021 del 20/08/2021
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
richiesta di oscuramento di contenuti ritenuti diffamatori o comunque illeciti; il ricorrente sosteneva la violazione della propria reputazione e domandava la rimozione o l'oscuramento, il resistente si opponeva invocando la libertà di espressione e/o la mancata sussistenza dei presupposti per l'intervento
La decisione
Il giudice ha valutato il bilanciamento tra il diritto alla reputazione e la libertà di espressione; quando i contenuti risultano manifestamente illeciti e la prova è sufficientemente documentata è stato disposto l'oscuramento/rimozione con ordine nei confronti del provider; in ipotesi incerte la domanda è stata respinta o è stato richiesto un accertamento probatorio più completo. Sono state richiamate le regole sulla tempestività dell'intervento del provider una volta adeguatamente notificato e il principio di proporzionalità nella misura cautelare
Norme richiamate
Direttiva 2000/31/CE (e-Commerce)
i prestatori di servizi di hosting non sono responsabili dei contenuti caricati dagli utenti salvo che, una volta adeguatamente informati della loro illiceità, non intervengano tempestivamente per rimuoverli o renderli inaccessibili; principio di limitazione della responsabilità combinato con obbligo di reazione
Decreto Legislativo 70/2003 (recepimento e-Commerce)
recepisce in ambito nazionale i principi della direttiva e disciplina la responsabilità degli hosting provider e le modalità di notifica e rimozione dei contenuti illeciti
Costituzione, articolo 21 (libertà di manifestazione del pensiero)
occorre bilanciare la libertà di espressione con altri diritti fondamentali (es. dignità, reputazione); le limitazioni devono essere proporzionate e motivate
Massime di principio
- L'oscuramento è proporzionato e legittimo quando il contenuto è manifestamente illegale e la misura è il minimo necessario per tutelare il diritto leso
- Il provider deve reagire prontamente quando riceve una segnalazione fondata: l'inerzia può comportare responsabilità
- Per misure preventive generalizzate o per contenuti non manifestamente illeciti è preferibile un provvedimento giudiziale che garantisca il contraddittorio
- Le richieste di oscuramento devono essere documentate e circostanziate; accuse generiche difficilmente suffragano una misura cautelare
- In caso di conflitto tra diritti fondamentali il giudice deve motivare il bilanciamento e limitare la misura al minimo indispensabile
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