Cassazione Penale, Sentenza n. 17898/2025 del 13/05/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Pistoia (20/01/2023) che aveva parzialmente accolto il riesame del decreto di sequestro probatorio adottato nel procedimento a carico del DEL CORTO per il reato previsto dall'art. 8 d.lgs. n. 74/2000 (emissione di fatture per operazioni inesistenti). Il ricorrente deduceva violazione di legge e vizio di motivazione: sosteneva che l'indagine si era basata su denunce anonime e su elementi fragili e congetturali, lamentava la mancata trasmissione degli atti di indagine nel fascicolo del riesame e contestava la valenza indiziante attribuita alla datazione delle fatture al 31/12/2021.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di specificità delle censure. Ha ritenuto che l'ordinanza impugnata avesse adeguatamente motivato l'ambito del riesame, la configurabilità del fumus del reato in base agli elementi indicati nel decreto di sequestro e la necessità di acquisire la documentazione (con esclusione però del mantenimento del danaro in sequestro, su cui il Tribunale aveva disposto la restituzione). Le osservazioni difensive sono state giudicate generiche o non pertinenti rispetto al percorso argomentativo del Tribunale; le questioni relative alla valutazione sull'epoca di emissione delle fatture sono considerate di merito, estranee al limitato ambito dei vizi motivazionali deducibili in questa sede. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
Norma che descrive il reato contestato al DEL CORTO (emissione di fatture per operazioni inesistenti), indicata per inquadrare il contenuto dell'accusa nel decreto di sequestro.
Richiamato quale parametro per valutare i vizi motivazionali e la violazione di legge dedotta in cassazione: la Corte rileva che solo censure specifiche e confrontate col percorso argomentativo del giudice di merito possono essere ammesse.
Massime di principio
- In sede di ricorso per cassazione contro provvedimenti cautelari o di riesame, le censure devono essere specifiche e confrontare punto per punto la motivazione del giudice; affermazioni generiche sono tipicamente inammissibili.
- Critiche generali sulla presunta fragilità delle indagini o sull'origine da denunce anonime, se non dettagliatamente collegate ai profili di illegittimità del provvedimento impugnato, non sono efficaci per ottenere l'accoglimento del ricorso in cassazione.
- Questioni di merito relative alla valutazione degli indizi (es. valore probatorio della data di emissione delle fatture) devono essere sviluppate nella sede propria (dibattimento o gravame), perché esulano dal ristretto ambito dei vizi motivazionali valutabili in cassazione.
- La mancata trasmissione di atti d'indagine al fascicolo del riesame può essere rilevante, ma va dedotta e comprovata in modo puntuale: richiede che il ricorrente indichi quali atti mancavano e in che modo ciò abbia influito sulla decisione impugnata.
- Il rischio di condanna alle spese e di sanzioni pecuniarie per ricorsi infondati o manifestamente generici è concreto: è opportuno valutare la fondatezza e la specificità delle doglianze prima di proporre ricorso.
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