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Sentenza

Sentenza n. 14636/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'annullamento del provvedimento di diniego di visto di lavoro subordinato emesso dall’Ambasciata d’Italia in New Delhi in data 03.11.2025, rifiuto n. D/6801/2025.

Giustizia amministrativa202604238

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, poiché il visto oggetto della controversia è stato successivamente rilasciato. Non è stata quindi esaminata la legittimità del diniego impugnato né sono stati scrutinati specifici motivi di ricorso. Le spese di lite sono state compensate tra le parti, anche in considerazione dell'assenza di una procura alle liti legalizzata o apostillata.

TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di visto di ingresso per lavoro subordinato emesso dall'Ambasciata d'Italia a Nuova Delhi

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

La ricorrente ha impugnato il diniego di rilascio del visto di ingresso per lavoro subordinato, emesso dall'Ambasciata d'Italia a Nuova Delhi il 3 novembre 2025. Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale si è costituito resistendo al ricorso. Prima della decisione, il visto è stato rilasciato, determinando il venir meno dell'interesse alla prosecuzione della controversia. Il giudice ha inoltre rilevato l'assenza di una procura alle liti legalizzata o apostillata, elemento considerato ai fini della compensazione delle spese.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    La sentenza è stata pronunciata in forma semplificata, previa audizione delle parti in camera di consiglio.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    La disposizione è richiamata quale base per l'oscuramento delle generalità della parte interessata a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Le disposizioni sono richiamate, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a fondamento della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del giudizio instaurato contro un diniego di visto d'ingresso, l'amministrazione rilascia successivamente il visto richiesto, viene meno l'interesse alla decisione sulla legittimità del diniego e deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere.
  • La sopravvenuta definizione favorevole della posizione del ricorrente non comporta necessariamente la condanna alle spese dell'amministrazione: il giudice può compensarle in ragione delle circostanze concrete del giudizio, comprese carenze relative alla procura alle liti.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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