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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 28357/2020 del 11/12/2020

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente impugnava la condanna per responsabilità ex art. 2407 c.c. per omesso controllo: si contestava che la corte d'appello avesse ritenuto Torrisi responsabile per l'ignota destinazione di somme riscosse dal liquidatore sulla base della mancata consegna delle scritture contabili, nonostante le somme fossero state incassate in data 31-5-1995 e 30-6-1995 e versate su conto corrente societario a ridosso della cessazione dalla carica (11-7-1995). Si denunciava altresì vizio motivazionale per mancato esame del fatto decisivo della cessazione dalla carica tre giorni dopo gli incassi e violazione di norme sul nesso causale e sull'onere probatorio

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso principale ritenendo la motivazione della corte d'appello carente sul piano del nesso causale: per la responsabilità ex art. 2407 c.c. è necessario provare l'inerzia del sindaco, l'evento dannoso e il nesso causale con il criterio controfattuale (se il controllo fosse stato esercitato il danno sarebbe stato evitato o limitato). Nel caso di specie non è stata fornita prova che, nonostante il versamento delle somme su conto corrente societario e la cessazione dalla carica pochi giorni dopo, vi fosse stata una distrazione o un impiego anomalo riconducibile alla mancata vigilanza del sindaco. Il ricorso incidentale della curatela è dichiarato inammissibile. La sentenza impugnata è cassata e rinviata alla corte d'appello di Catania in diversa composizione per nuovo esame; decisione sulle spese di cassazione demandata alla corte di rinvio

Norme richiamate

  • art. 2407 cod. civ.

    la Torrisi responsabile per aver "omesso di operare il necessario controllo per assicurare l'effettiva acquisizione da parte della società e la destinazione ai fini liquidatori delle somme oggetto della transazione"

    La norma configura una responsabilità per fatto proprio omissivo del sindaco; richiede la prova dell'inerzia, dell'evento dannoso e del nesso causale, valutato con criterio controfattuale: il sindaco è responsabile solo se la sua vigilanza avrebbe ragionevolmente impedito o limitato il danno

  • art. 2403 cod. civ.

    Richiamata nella censura per sostenere che la cessazione dalla carica escludeva la responsabilità per fatti successivi; la sentenza evidenzia che l'efficacia della cessazione va valutata rispetto al momento in cui sono avvenuti gli incassi e alla possibilità di rilevare anomalie

  • art. 1223 cod. civ.

    Norma generale sul risarcimento del danno (obbligo di ristoro integrale); utilizzata come riferimento nel quadro delle azioni risarcitorie, ma la decisione si concentra sull'onere probatorio specifico ex art. 2407

  • art. 2043 cod. civ.

    Richiamato come fondamento generale della responsabilità aquiliana; la Corte però valuta la responsabilità del sindaco alla stregua della disciplina speciale di cui all'art. 2407

  • art. 2056 cod. civ.

    Riferimento al risarcimento del danno e al principio di adeguatezza causale; la pronuncia sottolinea la necessità di provare il nesso causale adeguato tra omissione e danno

  • art. 111 Cost.

    Citato nella censura relativa al diritto a una motivazione esaustiva; la Corte osserva che la motivazione deve affrontare i fatti decisivi (es. data di cessazione) ma qui la motivazione della corte d'appello è stata ritenuta lacunosa

  • art. 112 cod. proc. civ.

    Riferito in relazione al principio dell'istruttoria e della decisione fondata sui fatti dedotti; la Corte censura la mancanza di motivazione circa elementi decisivi

  • art. 184 cod. proc. civ.

    La memoria e i documenti prodotti ai sensi dell'art. 184 sono stati considerati dalla corte d'appello, ma la documentazione (es. cartella esattoriale) è stata ritenuta insufficiente a provare il nesso di onerosità e l'autosufficienza della pretesa risarcitoria

Massime di principio

  • Per la responsabilità del sindaco ex art. 2407 c.c. non è sufficiente dimostrare una mera inadempienza formale: occorre provare l'inerzia, l'evento dannoso e, soprattutto, il nesso causale secondo un ragionamento controfattuale (se il controllo fosse stato esercitato, il danno sarebbe stato evitato o ridotto)
  • La mancanza delle scritture contabili, da sola, non prova il concorso dell'organo di controllo nell'illecito: bisogna dimostrare che l'assenza di documentazione abbia effettivamente impedito l'accertamento di distrazioni o impieghi anomali verificatisi durante il periodo in cui il sindaco era in carica
  • Il versamento delle somme su un conto corrente aziendale e la ricostruibilità dei movimenti bancari possono costituire elemento probatorio decisivo: se le somme risultano confluite su conto scoperto e subito acquisite dalla banca, la società non ha avuto la disponibilità effettiva delle stesse, riducendo o escludendo la responsabilità del sindaco per non aver impedito una perdita non concretamente imputabile alla sua omissione
  • L'onere di provare la relazione di causalità e l'autosufficienza della domanda risarcitoria grava sul soggetto che agisce; allegazioni generiche o la produzione di documenti non sufficientemente collegati all'ipotesi causale possono rendere il gravame inammissibile o insufficiente
  • Il giudice deve motivare espressamente sui fatti decisivi contestati (es. data di cessazione dalla carica, tempistica degli incassi, evidenze di distrazione): lacune motivazionali su tali punti possono determinare la cassazione con rinvio

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