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Legge

L.R. Molise 8/2010

Disciplina sull'assetto programmatorio, contabile, gestionale e di controllo dell'Azienda sanitaria regionale del Molise - Abrogazione della legge regionale 14 maggio 1997, n. 12

Normativa regionaleL.R. Molise 8/2010Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge disciplina per il Molise programmazione, finanziamento, contabilità, budget, controlli interni/esterni, patrimonio e contratti dell’Azienda sanitaria regionale (A.S.Re.M.). Introduce termini per bilanci, preconsuntivo e controlli periodici, e abroga la l.r. 12/1997. Alcune disposizioni sul controllo regionale risultano incise da sentenze della Corte costituzionale e dalla gestione commissariale del piano di rientro.

Disciplina dell'assetto programmatorio, contabile, gestionale e di controllo dell'A.S.Re.M.

Disciplina dell’assetto programmatorio, contabile, gestionale e di controllo dell’A.S.Re.M.

La legge regionale del Molise definisce il sistema di programmazione, finanziamento, contabilità, budget, controllo di gestione, controllo regionale, vigilanza del collegio sindacale, patrimonio e contratti dell’Azienda sanitaria regionale del Molise (A.S.Re.M.). La disciplina si applica nel solo territorio regionale e coordina l’assetto aziendale con la programmazione sanitaria regionale e nazionale.

Programmazione sanitaria e fonti di finanziamento

La programmazione dell’A.S.Re.M. si fonda sul Piano sanitario regionale e sugli altri atti di programmazione della Regione. Il Piano sanitario regionale è qualificato come piano strategico degli interventi per gli obiettivi di salute e per il funzionamento dei servizi, anche in relazione al Piano sanitario nazionale.

Le risorse dell’Azienda derivano da:

  • quote del Fondo sanitario regionale di parte corrente;
  • contributi e trasferimenti di Stato, Regione, Province, Comuni e altri enti pubblici, incluse risorse da contratti, convenzioni e trasferimenti vincolati;
  • ricavi per servizi resi a pubbliche amministrazioni e privati, inclusi libero professionale e servizi integrativi a pagamento;
  • concorsi, recuperi, rimborsi e quote di partecipazione alla spesa dei cittadini;
  • ricavi e rendite del patrimonio;
  • risultati economici positivi;
  • contributi regionali speciali per perdite da eventi eccezionali non prevedibili e non altrimenti ripianabili;
  • donazioni e liberalità.

Per investimenti, l’Azienda può contrarre mutui o altre forme di credito, previa autorizzazione regionale, con durata massima di dieci anni. L’onere complessivo annuale di capitale e interessi non può superare il 15% del valore delle entrate proprie considerate dalla legge. Sono inoltre consentite anticipazioni bancarie nei limiti previsti, legate ai crediti di bilancio o alle risorse mensili trasferite dalla Regione con aggiunta di una quota delle entrate proprie dell’anno precedente.

Ogni anno la Giunta regionale determina il fabbisogno dell’Azienda, stima le risorse disponibili del Fondo sanitario nazionale, impartisce direttive per i programmi finanziari annuali, assegna risorse provvisorie entro il 30 settembre e definisce l’assegnazione definitiva quando interviene la delibera CIPE.

Servizi socio-assistenziali delegati e tesoreria

Gli oneri per i servizi socio-assistenziali delegati dagli enti locali restano a carico degli enti deleganti e sono subordinati alla reale disponibilità finanziaria. Per garantire il pareggio della gestione, l’Azienda deve stipulare una convenzione che disciplini in modo puntuale contenuti, quantità e modalità dei servizi, richiami la delibera dell’ente locale che assume l’impegno di spesa e vincoli l’ente a scadenze definite di pagamento.

Il servizio di tesoreria è affidato con convenzione a un istituto di credito, secondo la normativa di settore. Il Direttore generale definisce con proprio atto le modalità operative dei pagamenti e i soggetti autorizzati a disporli.

Documenti contabili e termini di approvazione

Il sistema contabile comprende bilancio di previsione pluriennale, bilancio economico preventivo, bilancio di esercizio e documento preconsuntivo.

Il bilancio di previsione pluriennale:

  • ha durata triennale;
  • è aggiornato annualmente a scorrimento;
  • comprende parte economica, finanziaria e patrimoniale;
  • è redatto con schema obbligatorio predisposto dalla Giunta regionale.

Il bilancio economico preventivo segue gli schemi normativi richiamati dalla legge statale e deve essere corredato dalla relazione del Direttore generale.

Il bilancio di esercizio deve rappresentare con chiarezza, verità e correttezza il risultato economico e la situazione patrimoniale e finanziaria dell’Azienda, con separata evidenza dei servizi sociali.

Sono previsti i principi civilistici di prudenza, competenza, separata valutazione delle poste eterogenee e stabilità dei criteri di valutazione, salvo casi eccezionali motivati in nota integrativa.

Il bilancio di esercizio è composto da stato patrimoniale, conto economico e nota integrativa. Quest’ultima deve seguire i contenuti del codice civile; in caso di insufficienza delle informazioni ordinarie, devono essere forniti dati alternativi o complementari, con illustrazione della loro incidenza.

Il Direttore generale deve accompagnare il bilancio con una relazione sulla gestione che evidenzi, tra l’altro, gli scostamenti rispetto al bilancio preventivo e i risultati per centro di responsabilità; se vi è perdita, vanno indicate separatamente le cause.

Il risultato positivo di esercizio è destinato prioritariamente a investimenti; può essere destinato anche, mediante contrattazione sindacale, a incentivi al personale o a progetti di efficienza. L’eventuale eccedenza non destinata confluisce in un fondo di riserva. In caso di perdita, il Direttore generale deve formulare una proposta di copertura e di riequilibrio, con le osservazioni del Collegio sindacale.

Il bilancio di esercizio e la sintesi dei risultati gestionali sono pubblicati nel Bollettino Ufficiale della Regione.

Il preconsuntivo va predisposto entro il 30 ottobre di ogni anno, per stimare costi e ricavi di chiusura e consentire eventuali manovre correttive; va trasmesso all’Assessorato regionale alla Sanità insieme al modello CE del terzo trimestre.

I termini principali sono:

  • entro il 20 novembre: trasmissione alla Giunta delle proposte di bilancio pluriennale, bilancio economico preventivo e budget generale per il visto di congruità;
  • entro il 31 dicembre: approvazione del bilancio pluriennale e del bilancio economico preventivo;
  • entro il 30 aprile dell’anno successivo: approvazione del bilancio di esercizio;
  • entro dieci giorni dall’approvazione: trasmissione del bilancio di esercizio alla Giunta e alla conferenza dei sindaci;
  • entro il 30 ottobre: approvazione e trasmissione del preconsuntivo.

Contabilità economico-patrimoniale e scritture obbligatorie

L’Azienda adotta la contabilità economico-patrimoniale per determinare il risultato economico d’esercizio e il patrimonio di funzionamento. I valori sono classificati secondo il piano dei conti predisposto dalla Giunta regionale.

Sono obbligatorie le principali scritture contabili, tra cui libro giornale, libro degli inventari, libro degli atti del Direttore generale e libro delle adunanze e dei verbali del Collegio sindacale. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni del codice civile sulla tenuta e conservazione delle scritture.

È prevista anche la contabilità analitica, finalizzata a classificare, localizzare e imputare i valori economici per centri di costo e centri di responsabilità. I dati utilizzati provengono dal sistema informativo aziendale e devono consentire anche i flussi informativi richiesti dalla Regione e dai Ministeri competenti.

Sistema di budget e controllo di gestione

La legge rende obbligatoria la metodica di budget, articolata in:

  • linee guida regionali per la formulazione dei budget;
  • documento di direttive elaborato dall’Azienda;
  • budget generale;
  • budget delle strutture;
  • budget di centro di responsabilità.

Le linee guida regionali sono adottate dalla Giunta. Il documento di direttive, predisposto dal Direttore generale, raccorda programmazione e budget e indica obiettivi, criteri, vincoli e parametri.

Il budget generale riguarda l’intera attività aziendale e si articola in budget economico, finanziario e patrimoniale; costituisce allegato necessario del bilancio economico preventivo. I budget delle strutture e dei centri di responsabilità devono consentire la rappresentazione degli aspetti economici e l’attribuzione di responsabilità di gestione e risultato.

Il Direttore generale predispone le proposte di budget entro lo stesso termine del bilancio economico preventivo.

I budget sono verificati trimestralmente entro venti giorni dalla scadenza del periodo di riferimento. Entro la fine del mese successivo a ciascun trimestre deve essere inviata alla Giunta una relazione sullo stato di avanzamento del budget generale, con scostamenti e proiezione finanziaria ed economica finale. In caso di squilibri previsti, il Direttore generale procede alla revisione del budget e ne dà comunicazione alla Giunta. Il Collegio sindacale trasmette proprie osservazioni entro la fine del mese successivo al periodo di riferimento.

Il controllo di gestione è finalizzato ad assicurare efficacia ed efficienza nell’uso delle risorse. Il Direttore generale attiva il processo con atti organizzativi che individuano centri di responsabilità, strumenti informativi, fasi del controllo, indicatori, rapporti periodici e rapporto annuale finale. L’Azienda si dota anche di un Nucleo di valutazione, preposto al controllo di gestione secondo la normativa e i contratti collettivi.

Modelli economici CE e flussi informativi regionali

L’Azienda deve inviare alla Regione i modelli di rilevazione dei costi e dei ricavi aziendali secondo le modalità del decreto ministeriale 13 novembre 2007. I termini di trasmissione non possono essere prorogati; ritardi o inadempienze comportano le misure previste dalla normativa ministeriale. La Regione valida i dati e comunica eventuali correzioni.

Controllo regionale e regime speciale del commissariamento

La Giunta regionale esercita vigilanza sull’Azienda verificandone attività e coerenza con gli indirizzi e obiettivi della programmazione sanitaria.

Sono assoggettati al controllo preventivo regionale, tra gli altri:

  • bilancio di previsione triennale;
  • bilancio economico preventivo;
  • bilancio di esercizio;
  • copertura delle perdite;
  • riequilibrio economico;
  • rapporti con Università e IRCCS;
  • utilizzo del risultato positivo di gestione;
  • atto aziendale;
  • determinazione e variazioni del personale;
  • altri atti di competenza esclusiva del Direttore generale previsti da leggi e regolamenti.

Gli atti devono essere trasmessi entro quindici giorni dall’adozione; la Giunta si pronuncia entro quaranta giorni, anche per silenzio-assenso. Il termine si interrompe una sola volta se vengono chiesti chiarimenti o integrazioni entro i primi venti giorni.

La Giunta esercita inoltre il controllo mediante visto di congruità, attività ispettive e, in caso di mancata adozione nei termini degli atti contabili fondamentali, può risolvere il contratto del Direttore generale e sostituirlo secondo la normativa richiamata.

Sono tuttavia richiamate le pronunce della Corte costituzionale n. 77/2011 e n. 78/2011, che hanno dichiarato l’illegittimità costituzionale di alcune parti degli articoli sul controllo regionale nella misura in cui non escludevano l’operatività del commissario ad acta nominato per il piano di rientro sanitario. Inoltre, durante la vigenza del commissariamento, le funzioni del titolo sono svolte dal commissario ad acta in conformità ai programmi operativi del piano di rientro.

Collegio sindacale

Il Collegio sindacale è organo dell’Azienda insieme al Direttore generale. Svolge funzioni di verifica economica, vigilanza sulla legalità, controllo della contabilità, riscontro del conto consuntivo, esame del bilancio di previsione e delle variazioni, riferendo almeno trimestralmente alla Regione.

La vigilanza si estende alla regolarità amministrativa e contabile tramite verifiche infrannuali su:

  • applicazione della legge;
  • tenuta dei libri;
  • affidabilità e correttezza delle procedure e delle scritture;
  • adempimenti fiscali;
  • regolarità formale degli atti di gestione e dei titoli di spesa.

Il Collegio verifica almeno ogni trimestre la cassa e le operazioni dei servizi di cassa interna; se usa tecniche campionarie, deve garantire criteri idonei e rotazione delle poste. I criteri adottati devono risultare dal libro dei verbali.

Sul piano economico-finanziario, il Collegio esprime parere preventivo su bilanci e budget, può richiedere informazioni, redige relazioni da trasmettere alla Giunta e interviene nel controllo periodico e nella revisione del budget. Può formulare osservazioni e proposte al Direttore generale per correggere andamenti negativi.

Sul bilancio di esercizio formula un parere preventivo e una relazione che valuta andamento della gestione, attendibilità delle scritture e coerenza del bilancio con le norme applicabili.

Il Collegio può effettuare ispezioni e controlli in ogni momento, chiedere notizie al Direttore generale e, se riscontra gravi irregolarità, deve informare immediatamente Direttore generale e Giunta regionale. L’Azienda deve mettergli a disposizione un locale idoneo per la documentazione.

Patrimonio e inventario

I beni dell’Azienda sono distinti in patrimoniali indisponibili e disponibili. Sono indisponibili quelli strumentali alle funzioni istituzionali o soggetti a speciale regime giuridico; gli altri sono disponibili. La classificazione è effettuata dal Direttore generale in base all’effettivo utilizzo.

L’inventario generale del patrimonio deve essere redatto con riferimento all’avvio dell’attività dell’Azienda e trasmesso all’Assessorato regionale alla Sanità, secondo le prescrizioni del codice civile. L’inventario va aggiornato annualmente e le variazioni vanno comunicate all’Assessorato.

La legge autorizza la cessione di beni cancellati dall’inventario per iniziative umanitarie e di cooperazione allo sviluppo. Possono presentare richiesta, tra gli altri, le organizzazioni regionali e locali di CARITAS, CRI e UNICEF, le ONG idonee e le associazioni di volontariato regionali. La cessione avviene sulla base di una dichiarazione sull’utilizzo e sulla destinazione dei beni e della successiva comunicazione dell’avvenuta consegna.

Contratti, acquisti e assicurazioni

L’Azienda verifica la congruità dei prezzi e delle condizioni di fornitura secondo gli indicatori vigenti. Sono validi i contratti di compravendita stipulati con strumenti informatici o telematici mediante firma digitale.

Nella programmazione degli acquisti il Direttore generale adotta un atto che indica finalità, oggetto, forma, clausole essenziali, modalità di scelta del contraente e relative ragioni. La stipula dei contratti in forma pubblica o privata, o mediante ordine scritto/scambio di corrispondenza, spetta al Direttore generale o a un suo delegato.

L’Azienda deve assicurare la responsabilità civile verso terzi con adeguate polizze, sulla base di criteri generali stabiliti dalla Giunta regionale; fino all’adozione di tali criteri restano applicabili le norme vigenti.

Gli acquisti in economia sono disciplinati dall’atto aziendale, che ne determina natura e limite massimo di valore. Per gli altri acquisti si applicano il codice dei contratti pubblici e la normativa vigente. Il Direttore generale disciplina anche il servizio di cassa economale, articolato in una cassa centrale e eventuali casse periferiche.

Norme finali e abrogazione

La legge abroga espressamente la legge regionale 14 maggio 1997, n. 12, oltre alle norme incompatibili o contrastanti.

Entrata in vigore

La legge entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Molise.

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