Cassazione Penale, Sentenza n. 05053/2026 del 09/02/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 30/06/2025 con cui il Tribunale di S. Maria Capua Vetere, in funzione di giudice dell'esecuzione, ha revocato l'ordine di demolizione disposto da sentenza di condanna (27/01/2000, irrev. 10/10/2001) per opere edilizie abusive. Il Procuratore ha censurato la mancata e/o insufficiente verifica da parte del giudice dell'esecuzione della legittimità del permesso di costruire in sanatoria rilasciato il 28/07/2010, deducendo altresì che, per effetto dell'inottemperanza all'ordinanza-ingiunzione del Comune di Casaluce del 03/10/1996 (termine 90 giorni), l'immobile era acquisito al patrimonio comunale e la FRONGILLO era quindi priva di legittimazione a chiedere la sanatoria. La controversia ruota anche sull'interpretazione del contenuto del ricorso al T.A.R. del 1996 e sulla congruità delle acquisizioni probatorie (relazioni tecniche comunali).
La decisione
La Suprema Corte ha accolto il ricorso del Procuratore, ritenendolo fondato. Ha annullato l'ordinanza impugnata del 30/06/2025 e ha rinviato il fascicolo al Tribunale di S. Maria Capua Vetere (in diversa composizione) per nuovo esame. La Corte ha ritenuto che il giudice dell'esecuzione avesse correttamente ricostruito il profilo cronologico riguardante il ricorso al T.A.R. e la richiesta di sanatoria del 1996, ma ha censurato la motivazione insufficiente e meramente probabilistica con cui quel giudice aveva valutato la legittimità e la conformità sostanziale del permesso di sanatoria del 2010 (tra l'altro rilasciato a breve distanza temporale dalla domanda). Pertanto è necessario un nuovo esame, approfondito e motivato, della legittimità del titolo abilitativo e della sussistenza dell'effetto acquisitivo comunale.
Norme richiamate
Norma richiamata quale disciplina della concessione in sanatoria; la Corte richiede verifica della correttezza formale e sostanziale della domanda e del provvedimento di sanatoria ai sensi di tale disciplina
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 3, n. 55028 del 09/11/2018, Rv. 274135)
Sez. 3, n. 55028 del 09/11/2018, B., Rv. 274135
Principio consolidato secondo cui il giudice dell'esecuzione ha il dovere di un rigoroso controllo della legittimità sostanziale del titolo abilitativo (requisiti formali e sostanziali, legittimazione del richiedente, conformità alle normative regionali e nazionali, corrispondenza delle opere autorizzate con quelle da demolire)
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 3, n. 41208 del 10/12/2025)
Sez. 3, n. 41208 del 10/12/2025, Du Val
Richiama l'orientamento della Corte in materia di controllo giudiziale dei titoli edilizi e della conformità dei provvedimenti di sanatoria ai principi nazionali
Massime di principio
- Il giudice dell'esecuzione deve verificare compiutamente e motivare in modo concreto la legittimità sostanziale ed effettiva di ogni titolo abilitativo (sanatoria, permesso a costruire), non limitandosi ad affermazioni probabilistiche.
- Occorre accertare la legittimazione soggettiva del richiedente la sanatoria: se l'immobile è stato acquisito al patrimonio comunale per inottemperanza a un'ingiunzione, il privato perde la legittimazione a chiedere la sanatoria.
- Il contenuto e l'oggetto dei ricorsi amministrativi (es. ricorso al T.A.R.) devono essere esaminati con cura per stabilire a quali opere si riferiscono; errori di interpretazione dell'ufficio tecnico comunale possono incidere sul giudizio, ma tali documenti vanno valutati nel contraddittorio.
- Un permesso rilasciato in tempi molto ravvicinati alla domanda (es. pochi giorni) richiede particolare verifica sulla correttezza dell'istruttoria e sulla effettiva conformità delle opere al titolo; ritardi o perenzioni del giudizio amministrativo devono essere considerati ma non sostituiscono la verifica del merito della sanatoria.
- Documenti prodotti dal Comune dopo l'adozione del provvedimento giurisdizionale impugnato possono essere esclusi se sottratti al contraddittorio; ogni elemento decisivo richiede contraddittorio e adeguata istruttoria.
- La motivazione giudiziale che si fonda su mere apparenze o espressioni indeterminate non soddisfa il requisito di motivazione e determina la necessità di annullamento con rinvio per nuovo esame.
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