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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23178/2025 del 20/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per inosservanza della legge penale in relazione al riconoscimento dell'aggravante di cui all'art. 625, comma 1, n. 7 c.p. (oggetto destinato a pubblico servizio) e doglianza circa l'assenza di prova del prelievo illecito di energia elettrica. Il ricorrente contestava che la fattispecie non consentisse di ritenere sussistente l'aggravante contestata e che non fosse provato il prelievo di energia.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto infondato il motivo relativo alla contestazione in fatto dell'aggravante: pur avendo natura valutativa, l'aggravante può considerarsi sufficientemente contestata quando il capo di imputazione menzioni una condotta (qui: allaccio diretto alla rete di distribuzione dell'ente gestore) che rende manifesto all'imputato che l'accusa riguarda la sottrazione di un bene destinato a servizio pubblico. Quanto alla presunta carenza probatoria sul prelievo di energia, la questione è essenzialmente di fatto e non devoluta alla Corte di legittimità; peraltro il Tribunale di primo grado ha ricostruito gli accertamenti del verificatore e della polizia giudiziaria. Conseguentemente il ricorso è respinto, il ricorrente è condannato alle spese processuali; il termine di prescrizione non è maturato, essendo il furto di energia un reato a consumazione prolungata la cui consumazione si estende fino all'ultimo prelievo (qui il 14/03/2018).

Norme richiamate

  • Codice penale, art. 110

    Richiamato quale norma sul concorso di persone nel reato: utilizzato per inquadrare la responsabilità penale dei coimputati.

  • Codice penale, art. 624

    Norma base sul furto: la condotta contestata è stata qualificata come furto di energia elettrica mediante allaccio diretto alla rete.

  • Codice penale, art. 625, n. 2

    Aggravante richiamata in relazione all'uso di mezzo fraudolento; la sentenza ha rilevato l'aggravante del mezzo fraudolento rispetto alla modalità dell'allaccio.

  • Codice penale, art. 625, comma 1, n. 7

    Aggravante per il fatto commesso su cosa destinata a pubblico servizio: la Corte ha precisato che, sebbene la circostanza abbia natura valutativa, può ritenersi sufficientemente contestata quando il capo di imputazione descriva una condotta (es. allaccio alla rete di distribuzione) che rende chiaro all'imputato che il bene sottratto è destinato a servizio pubblico.

  • Codice di procedura penale, art. 611 (testo riscritto dal d.lgs. n. 150/2022)

    Richiamato per motivare il trattamento del ricorso in camera di consiglio per i ricorsi proposti dopo il 30/06/2024.

Massime di principio

  • L'aggravante relativa alla destinazione a pubblico servizio è di natura valutativa ma può essere considerata adeguatamente contestata quando il capo di imputazione descriva fatti che rendono manifesta la natura pubblica del bene (es. allaccio diretto alla rete di distribuzione dell'ente gestore).
  • La mera natura 'valutativa' di un'aggravante non esclude la sua efficacia se l'imputato è messo in condizione chiara di difendersi dall'accusa; formule descrittive o perifrasi univoche possono essere sufficienti.
  • Le contestazioni circa l'esistenza e l'entità del prelievo illecito di energia sono questioni di fatto: la loro valutazione primaria spetta al giudice di merito; la Corte di legittimità non riesamina valutazioni probatorie se non per vizio di diritto.
  • Il furto di energia elettrica è considerato reato a consumazione prolungata (o a condotta frazionata): la consumazione si protrae fino all'ultimo prelievo, con effetti sulla decorrenza della prescrizione.
  • In procedimenti successivi al 30/06/2024, l'istruttoria e la trattazione di certi ricorsi possono svolgersi in camera di consiglio ai sensi della nuova formulazione dell'art. 611 c.p.p.

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