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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16355/2026 del 06/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso mira ad impugnare l'assoluzione pronunciata dal Giudice di Pace di Sanremo per il reato di lesioni colpose derivanti da un sinistro stradale del 17/02/2023, in cui il motociclista (Marmolino) urtò un'autovettura che stava svoltando a sinistra per entrare in un'area di servizio. Il Procuratore censura la valutazione probatoria, sostenendo che il giudice abbia indebitamente svalutato la testimonianza della persona offesa (pur ritenendola credibile) e abbia attribuito eccessivo rilievo alle dichiarazioni del teste della difesa (ritenuto inattendibile). Contesta inoltre la mancata applicazione dell'art. 141 cod. strada (per presunta manovra di sorpasso imprudente e velocità non adeguata), nonché l'omessa considerazione di elementi oggettivi come le dichiarazioni dell'agente della Polizia Locale e la correttezza della contestazione amministrativa.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo che le censure si risolvano in una richiesta di diversa valutazione del fatto e del compendio probatorio, non consentita in sede di legittimità. La sentenza del Giudice di Pace, che aveva assolto ai sensi dell'art. 530, comma 2, c.p.p. per insufficienza della prova, è stata ritenuta sorretta da motivazione logica e coerente: il dubbio sulla dinamica del sinistro (in particolare sull'effettiva segnalazione dell'atto di svolta a sinistra) e l'accertata liceità del sorpasso nel tratto hanno giustificato l'assoluzione. Sono state respinte le doglianze riguardanti la credibilità della persona offesa (la promozione di un giudizio civile non determina di per sé inattendibilità) e l'asserita inosservanza dell'art. 141 c.d.s. (la violazione richiede accertamento concreto e non presunzioni). Non è stata disposta alcuna condanna ex art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 530, comma 2, cod. proc. pen.

    Fondamento giuridico dell'assoluzione per insufficienza della prova: la sentenza ha ritenuto che il dubbio sulla dinamica del sinistro non consentisse di attribuire con certezza la colpa al motociclista

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Richiamato dal ricorrente come presunta violazione relativa alla valutazione della prova; la Corte ha ritenuto che le censure fossero in realtà una richiesta di rivalutazione del merito e non integrassero una violazione di legge sindacabile in cassazione

  • art. 141 cod. strada

    Norma sulla adeguatezza della velocità alle condizioni della strada; la Corte ha confermato che la sua violazione non può essere affermata in via puramente presuntiva ma richiede elementi fattuali oggettivi che dimostrino l'inadeguatezza della velocità

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Richiamato in punto di possibili conseguenze per il ricorrente parte pubblica; la Corte ha escluso qualsiasi condanna ex art. 616 in relazione all'inammissibilità del ricorso

Massime di principio

  • Un'impugnazione basata sulla mera richiesta di diversa valutazione del materiale probatorio è inammissibile in Cassazione: occorre rilevare vizi di legge o di motivazione manifesto.
  • L'assoluzione ai sensi dell'art. 530, comma 2, c.p.p. presuppone che permanga un ragionevole dubbio sulla responsabilità; il giudice deve motivare in modo logico l'insufficienza della prova.
  • La promozione di un giudizio civile o l'interesse risarcitorio della persona offesa non rende automaticamente inattendibile la sua testimonianza: il giudice deve però sottoporla a un controllo rigoroso della credibilità, dando conto delle ragioni nella motivazione.
  • La scelta tra testimonianze contrapposte e l'indicazione delle fonti più convincenti è apprezzamento di merito riservato al giudice; la Cassazione interviene solo se la motivazione è manifestamente illogica o contraddittoria.
  • La contestazione della violazione dell'art. 141 c.d.s. richiede l'emersione di elementi concreti e oggettivi che dimostrino l'inadeguatezza della velocità: non è sufficiente un ragionamento meramente indiziario o presuntivo.
  • Nel conflitto tra sorpasso e svolta a sinistra, la giurisprudenza può attribuire priorità al veicolo che sta sorpassando a determinate condizioni; per accertare responsabilità occorre valutare posizione, distanza, velocità e segnalazione della manovra.

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