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Legge

L.R. FVG 27/2017

Norme in materia di formazione e orientamento nell'ambito dell'apprendimento permanente.

Normativa regionaleL.R. FVG 27/2017

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge disciplina nel Friuli Venezia Giulia il sistema regionale dell’apprendimento permanente, comprendendo orientamento, formazione, riconoscimento delle competenze, accreditamento degli enti, programmazione, finanziamento e controlli. Prevede reti territoriali e servizi integrati, tutela della minoranza slovena e spese specifiche per il triennio di bilancio iniziale 2017-2019.

Formazione e orientamento permanente nel Friuli Venezia Giulia

Formazione e orientamento nell’apprendimento permanente

La legge istituisce e disciplina in Friuli Venezia Giulia il sistema regionale dell’apprendimento permanente, centrato sulla persona e finalizzato a favorire istruzione, occupabilità, cittadinanza attiva e inclusione sociale. Il provvedimento organizza reti tra soggetti pubblici e privati, definisce i servizi di orientamento e formazione, regola accreditamento, certificazione delle competenze, programmazione, finanziamento e controlli.

Principi generali e finalità

La Regione assume come riferimento la centralità della persona e riconosce la partecipazione gratuita alle attività formative, salvo una eventuale compartecipazione prevista dal programma regionale per specifiche tipologie di intervento. Le finalità comprendono l’innalzamento dei livelli di istruzione e formazione, il contrasto alla dispersione scolastica, il rafforzamento dell’offerta integrata sul territorio, la promozione della mobilità formativa e il raccordo tra domanda e offerta di competenze. La legge valorizza inoltre la tutela delle minoranze linguistiche, con specifica attenzione alla minoranza slovena.

Carta dei servizi e definizioni

La Giunta regionale adotta una Carta dei servizi di formazione e orientamento permanente che definisce standard qualitativi, servizi disponibili, modalità di accesso, diritti informativi e possibili forme di sostegno per gli utenti. Il testo fornisce anche le definizioni di apprendimento formale, non formale e informale, di formazione, orientamento permanente, IeFP, IFTS, ITS, poli tecnico-professionali, patente di mestiere, azione, intervento, EQF, cluster e parco scientifico e tecnologico.

Reti regionali dell’apprendimento permanente

La Regione promuove reti territoriali tra istruzione, formazione, lavoro e sistema economico per razionalizzare i servizi, integrare i diversi apprendimenti e i soggetti dell’offerta, favorire l’occupabilità, sostenere il rientro nei percorsi educativi e il reinserimento lavorativo. Partecipano, previo accordo e nel rispetto della normativa statale, scuole, enti accreditati, università, AFAM, Fondazioni ITS, poli tecnico-professionali, CPIA, enti pubblici di ricerca, servizi per il lavoro e servizi di orientamento. Sono inoltre coinvolti imprese, parti sociali, camere di commercio, cluster, parchi scientifici, università della terza età, scuole di musica, enti locali e altri soggetti utili.

Tavolo consultivo e raccordo nazionale

È istituito il Tavolo consultivo della formazione e dell’orientamento permanente, con la partecipazione della Regione, degli enti di formazione accreditati, delle università, delle scuole secondarie superiori statali e paritarie, delle Fondazioni ITS e dei CPIA. La Giunta approva lo schema di accordo per la costituzione e il funzionamento delle reti e per le modalità di costituzione del Tavolo. La Regione garantisce inoltre la collaborazione con lo Stato, le altre Regioni e le Province autonome per le funzioni di monitoraggio, valutazione e indirizzo nel quadro nazionale dell’apprendimento permanente.

Orientamento permanente

L’orientamento permanente è qualificato come funzione pubblica integrante dei sistemi di istruzione, formazione e lavoro. La Regione promuove un sistema integrato di servizi che accompagni lo sviluppo della persona e le scelte educative e occupazionali, assicurandone qualità e miglioramento continuo. La Giunta regionale definisce gli standard tecnici dei servizi di orientamento. La Regione coordina i servizi sul territorio ed eroga direttamente, tramite proprie strutture, servizi informativi, consulenza orientativa e assistenza tecnica alle istituzioni scolastiche, potendo avvalersi di soggetti esterni; nei sistemi scolastici in lingua slovena tali servizi sono forniti anche in sloveno. È previsto un programma triennale, aggiornabile annualmente, per gli interventi di sviluppo del sistema.

Sistema regionale della formazione

Il sistema regionale della formazione è qualificato come servizio pubblico di interesse generale e parte del sistema dell’apprendimento permanente. La Regione garantisce il servizio attraverso soggetti accreditati e, con regolamento regionale, disciplina modalità e termini di presentazione, approvazione, selezione, realizzazione e finanziamento delle azioni formative e non formative. L’Amministrazione regionale tiene conto delle esigenze della minoranza slovena.

Offerta formativa: IeFP, tecnica superiore, permanente e svantaggio

La disciplina copre l’istruzione e formazione professionale, la formazione tecnica superiore, la formazione permanente e gli interventi per persone in condizioni di svantaggio o a rischio di esclusione sociale. In materia di IeFP la Regione assicura l’offerta nel rispetto dei livelli essenziali statali, anche in apprendistato per qualifica e diploma professionale, e può prevedere percorsi in lingua veicolare slovena. Il diploma quadriennale di IeFP consente l’accesso alla formazione terziaria secondo la disciplina nazionale. La Giunta definisce l’ordinamento delle attività formative, gli standard formativi e professionali e quelli per gli esami finali tramite Linee guida.

Formazione tecnica superiore e formazione permanente

La Regione assicura un’offerta di ITS e IFTS, eventualmente integrata da formazione post diploma per l’acquisizione di attestati di qualificazione professionale. Promuove anche l’apprendistato di specializzazione tecnica superiore, quello di alta formazione e ricerca, nonché la valorizzazione della cultura tecnica, scientifica e professionale in coerenza con i fabbisogni produttivi locali. La formazione permanente è rivolta a tutti i cittadini in età attiva, indipendentemente dalla condizione lavorativa, e mira ad accrescere occupabilità e cittadinanza attiva; comprende anche interventi imprenditoriali e manageriali, l’apprendistato professionalizzante, il conseguimento di patenti di mestiere e la formazione di docenti, tutor e coordinatori dei percorsi IeFP.

Interventi per persone svantaggiate

La legge prevede specifici interventi per persone in condizioni di svantaggio, marginalità, discriminazione o rischio di esclusione sociale, con l’obiettivo di aumentare l’occupabilità e favorire l’inclusione. Le categorie indicate comprendono persone sottoposte a esecuzione penale, persone con disabilità, con dipendenze, in carico ai servizi sociali e socio-sanitari, migranti e altre persone vulnerabili. Gli interventi possono essere integrati con i servizi per il lavoro e per le politiche sociali.

Esami finali e azioni non formative

Tutte le azioni formative si concludono con esami finali per accertare le competenze acquisite. La composizione delle commissioni, l’ammissione, le modalità di svolgimento e le attestazioni sono demandate a regolamento regionale. Le azioni non formative si distinguono in accompagnamento e azioni di sistema: le prime supportano il diritto allo studio, il tutoraggio e la partecipazione degli utenti svantaggiati; le seconde riguardano studio, analisi, ricerca, valutazione, progettazione, coordinamento e attività seminariali. Possono essere svolte anche da soggetti non accreditati.

Attrezzature, macchinari e selezione degli interventi

La Regione può finanziare fornitura e manutenzione straordinaria di attrezzature e macchinari funzionali soprattutto alle attività di IeFP degli enti accreditati. La selezione degli interventi e dei soggetti attuatori avviene mediante avvisi pubblici o bandi di gara; per interventi complessi e di lunga durata è possibile una selezione preventiva dei soggetti con successiva definizione operativa.

Certificazione delle competenze e repertorio regionale

La Regione realizza un sistema di certificazione delle competenze acquisite in contesti non formali e informali. La Giunta approva Linee guida operative per individuazione, validazione e certificazione delle competenze e per l’individuazione dei soggetti titolati. È inoltre istituito e aggiornato il Repertorio delle qualificazioni regionali, funzionale al raccordo con il Repertorio nazionale, che costituisce riferimento per la certificazione e, ove previsto, per la programmazione didattica e la certificazione delle competenze acquisite nelle azioni formative.

Accreditamento dei soggetti formativi

Gli interventi formativi sono svolti da soggetti pubblici non territoriali e privati senza scopo di lucro che perseguano finalità formative e soddisfino requisiti stringenti di accreditamento: sedi idonee, risorse professionali adeguate, radicamento territoriale, regolarità lavoristica, fiscale e contributiva, assenza di procedure concorsuali, coperture assicurative, solidità patrimoniale ed economica, sistema qualità, livelli di efficacia ed efficienza, affidabilità morale dei rappresentanti e, per l’IeFP, rispetto dei livelli essenziali statali. Alcuni soggetti, come università, Fondazioni ITS, enti pubblici nazionali di ricerca, scuole e CPIA, non sono soggetti ad accreditamento ma possono accedere ai finanziamenti tramite bandi. Sono esclusi dall’obbligo di accreditamento anche gli enti e le imprese che formano solo il proprio personale o mettono a disposizione i locali per stage e tirocini.

Accreditamento: procedura, elenco, sospensione e revoca

Le modalità di accreditamento, i documenti richiesti, le verifiche e le ipotesi di sospensione o revoca sono disciplinate da regolamento regionale. La permanenza dei requisiti è controllata anche con ispezioni in loco. È istituito l’elenco regionale dei soggetti accreditati, pubblicato sul sito istituzionale con evidenza di chi eroga formazione in sloveno. La sospensione comporta il divieto di presentare proposte progettuali per tre mesi; la revoca è prevista in caso di perdita dei requisiti, reiterate sanzioni o comportamenti gravi che compromettano l’attività o i procedimenti, e determina la cancellazione dall’elenco. In caso di revoca, la Regione può consentire la conclusione dei corsi in essere o affidare le attività a un altro soggetto accreditato.

Programmazione e analisi dei fabbisogni

La Giunta regionale approva un programma unitario degli interventi in materia di formazione e orientamento permanente, coordinato con i documenti programmatori regionali, statali ed europei e riferito al successivo triennio. La programmazione privilegia la concertazione con parti economiche e sociali e tiene conto del parere del Tavolo consultivo. La Regione rileva inoltre i fabbisogni formativi e di orientamento con il supporto degli enti accreditati e delle parti sociali, e utilizza tali informazioni per la programmazione.

Finanziamento, anticipazioni e rendicontazione

Gli interventi sono finanziati con risorse regionali, statali ed europee, secondo il programma e con modalità a costi reali o a costi semplificati. Il regolamento regionale disciplina criteri, voci di costo ammissibili, parametri e controlli. Per interventi cofinanziati da fondi strutturali UE valgono le relative regole. È possibile l’erogazione anticipata dei finanziamenti fino al 95 per cento, previa fideiussione, con una disciplina speciale per l’IeFP che consente un anticipo del 50 per cento e ulteriori anticipi fino al 45 per cento. Il rendiconto va presentato entro il 31 dicembre dell’anno di conclusione dell’intervento, salvo termini diversi fissati per specifiche tipologie, in particolare per i fondi strutturali.

Controlli, revoca dei finanziamenti e valutazione

La Regione effettua controlli didattici, amministrativi e finanziari, anche a campione e in loco, per verificare attuazione, rispetto degli obblighi, veridicità delle dichiarazioni, regolarità procedimentale e vincoli di destinazione. In presenza di gravi o reiterate irregolarità può revocare i finanziamenti concessi. Il Consiglio regionale esercita il controllo sull’attuazione della legge; la Giunta predispone ogni tre anni una relazione sullo stato di attuazione, sul coinvolgimento dei soggetti, sulle criticità e sul grado di integrazione del sistema, resa pubblica sul sito istituzionale.

Sistema informativo e monitoraggio

È previsto un sistema informativo regionale interconnesso con quello dei servizi per il lavoro, funzionale a orientamento, formazione e certificazione delle competenze. La Regione conserva i dati in elenchi dedicati, ne consente la consultazione ai destinatari e, per le finalità della legge, anche ai soggetti formativi accreditati. Sono previsti scambi informativi con sistemi regionali, nazionali ed europei, nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali. La Regione garantisce un monitoraggio continuo degli interventi e dei risultati occupazionali, avvalendosi anche di esperti esterni.

Norme transitorie, abrogazioni e finanza

Sono abrogate numerose disposizioni previgenti in materia di formazione professionale e lavoro, tra cui la storica legge regionale sulla formazione professionale del 1982 e varie norme successive. Fino all’entrata in vigore dei nuovi regolamenti restano applicabili alcuni regolamenti previgenti. Ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore continua ad applicarsi la normativa precedente. I requisiti relativi al contratto collettivo del personale e alla prevalenza dell’attività formativa devono essere posseduti entro 48 mesi dall’entrata in vigore. La legge contiene inoltre una specifica copertura finanziaria, limitata al triennio di bilancio iniziale 2017-2019, per i servizi di orientamento, IeFP, formazione permanente, azioni non formative e attrezzature.

Entrata in vigore e efficacia

La legge è entrata in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione Friuli Venezia Giulia, quindi il 27 luglio 2017. Alcune previsioni economiche e transitorie sono riferite al solo triennio di bilancio 2017-2019 o a termini successivi specifici, mentre il nucleo ordinamentale della disciplina resta applicabile nel territorio regionale salvo successive modifiche.

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