Sentenza del 30/09/2019 n. 24271 - Corte di Cassazione
TRIBUTI ERARIALI INDIRETTI (RIFORMA TRIBUTARIA DEL 1972) - IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO (I.V.A.) - TERRITORIALITA' DELL'IMPOSTA - PRESTAZIONI DI SERVIZI Attività di "catering" - Attività agricole connesse - Esclusione - Conseguenze.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La contribuente ha impugnato l'accertamento relativo al 2007, contestando sia la validità formale dell'atto, per presunti vizi nella sottoscrizione, nella delega di firma, nella legittimazione dell'ufficio, nella notificazione e nella motivazione, sia la qualificazione fiscale dell'attività svolta. In particolare, sosteneva che la preparazione e somministrazione di pasti e bevande presso la sede di una terza impresa, anche se realizzata con prodotti propri o locali, costituisse attività agrituristica o agricola connessa alla coltivazione del fondo e consentisse l'applicazione del regime forfettario previsto per tali attività.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso. Ha ritenuto valida la sottoscrizione dell'avviso da parte del funzionario delegato, chiarendo che si trattava di delega di firma e non di delega di funzioni, non necessariamente soggetta all'indicazione nominativa del delegato o di un termine di durata. Ha riconosciuto la legittimazione processuale degli uffici periferici dell'Agenzia delle Entrate e ha ritenuto sanati gli eventuali vizi della notificazione dal tempestivo e circostanziato ricorso della contribuente. Nel merito, ha stabilito che la somministrazione di pasti e bevande svolta fuori dal fondo agricolo e presso locali di terzi costituisce attività di catering e prestazione di servizi, non attività agrituristica o agricola connessa. Di conseguenza, non era applicabile il regime fiscale forfettario previsto dalla legge n. 413 del 1991. La contribuente è stata condannata al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, liquidate in 4.000 euro, oltre alle spese prenotate a debito e all'ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
Art. 2135, commi 1 e 3, codice civile
Le attività dirette alla fornitura di beni o servizi mediante l'utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell'azienda normalmente impiegate nell'attività agricola esercitata, comprese le attività di ricezione ed ospitalità come definite dalla legge
Un'attività è agricola connessa solo se mantiene un rapporto oggettivo e funzionale con il fondo e con l'attività agricola principale. La somministrazione di pasti presso locali esterni e di terzi non soddisfa tale requisito.
Legge 20 febbraio 2006, n. 96, artt. 2, 3, 6 e 7
Lo svolgimento dell'attività agrituristica nel rispetto delle disposizioni previste dalle regioni ... comporta la conseguente applicazione delle disposizioni fiscali di cui alla L. 30 dicembre 1991, n. 413, art. 5
La somministrazione di pasti e bevande rientra nell'agriturismo quando è collegata all'azienda agricola e svolta nei locali o nelle strutture del fondo, salvo le attività espressamente consentite all'esterno. In mancanza di tali presupposti, non si applica il regime fiscale agrituristico.
Legge regionale Piemonte 23 marzo 1995, n. 38, art. 2
Somministrazione di pasti e bevande, costituiti prevalentemente da prodotti propri, per la consumazione sul posto
La normativa regionale conferma il collegamento necessario tra la somministrazione agrituristica e il fondo dell'azienda, richiedendo che il consumo avvenga sul posto.
Legge 30 dicembre 1991, n. 413, art. 5
Il regime forfettario per reddito e IVA è applicabile alle attività agrituristiche effettivamente riconducibili alla disciplina dell'agriturismo, non alle attività di catering svolte autonomamente presso terzi.
D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, artt. 2, 3, comma 2, n. 4, e 56
La somministrazione organizzata di cibi e bevande, accompagnata da servizi che ne consentono il consumo immediato, integra una prestazione di servizi ai fini IVA. L'art. 56 consente inoltre di applicare alla materia IVA le regole sulla delega di firma previste dall'art. 42 del D.P.R. n. 600 del 1973.
Regolamento di esecuzione UE n. 282/2011, art. 6
I servizi di ristorazione e di catering consistono nella fornitura di cibi o bevande ... accompagnata da servizi di supporto sufficienti a permetterne il consumo immediato
Il catering è una prestazione di servizi quando la fornitura di alimenti è accompagnata da servizi di supporto e viene eseguita in locali diversi da quelli del prestatore. La mera consegna di cibi senza servizi ulteriori resta invece una cessione di beni.
D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, artt. 39, 42 e 60
La delega per la sottoscrizione dell'avviso di accertamento è una delega di firma; non richiede necessariamente il nominativo del delegato o una durata determinata, purché sia verificabile il potere di firma. Eventuali irregolarità nella nomina o autorizzazione del messo notificatore determinano, di regola, nullità sanabile quando l'atto raggiunge il suo scopo.
D.P.R. 31 dicembre 1992, n. 546, artt. 8 e 62
Possono essere disapplicate le sanzioni non penali quando la violazione è giustificata da obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull'ambito di applicazione delle disposizioni
L'incertezza normativa deve essere oggettiva, inevitabile e valutata dal giudice sulla base di elementi concreti, quali norme contraddittorie, prassi divergenti o orientamenti giurisprudenziali contrastanti. Non basta una generica difficoltà interpretativa.
D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, artt. 34-bis e 56-bis
Le agevolazioni e i regimi fiscali relativi alle altre attività agricole e ai servizi connessi presuppongono che l'attività sia effettivamente riconducibile all'art. 2135 c.c.; il catering esterno qualificato come servizio autonomo ne resta escluso.
Massime di principio
- Per stabilire se un servizio di somministrazione rientri nell'agriturismo non è sufficiente che i pasti siano composti prevalentemente da prodotti propri o agricoli: occorre verificare anche il luogo e il rapporto funzionale con il fondo aziendale.
- La somministrazione di pasti presso locali di terzi, accompagnata da servizi organizzativi destinati al consumo immediato, tende a essere qualificata come catering e come prestazione di servizi, con applicazione del regime fiscale ordinario.
- La mera disponibilità personale o la comproprietà di un immobile esterno al fondo non crea, da sola, il necessario collegamento oggettivo tra l'attività di somministrazione e l'azienda agricola.
- Le agevolazioni fiscali riservate alle attività agricole o agrituristiche devono essere interpretate in modo coerente con la disciplina civilistica e settoriale: la qualificazione amministrativa o commerciale dell'attività non è sufficiente se mancano i requisiti sostanziali.
- Per contestare la validità di un avviso fiscale occorre dimostrare concretamente il vizio e il suo pregiudizio; la tempestiva impugnazione può sanare vizi di notificazione quando dimostra che l'atto ha raggiunto il proprio scopo.
- La delega di firma dell'avviso di accertamento è distinta dalla delega di funzioni: non richiede necessariamente l'indicazione nominativa del delegato o una durata prefissata, se il potere di firma resta verificabile.
- L'esenzione o riduzione delle sanzioni per incertezza normativa richiede una situazione oggettiva e inevitabile, non la semplice presenza di interpretazioni sostenute dal contribuente o la difficoltà soggettiva di comprendere la disciplina.
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