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Sentenza

Sentenza n. 788/2026 - Lecce, Sezione 1

Giustizia amministrativa202101512

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Provvedimenti di non ammissione dello studente alla classe superiore, inclusi la pagella scolastica, gli atti del consiglio di classe, gli elenchi degli ammessi e una nota del dirigente scolastico

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione scolastica)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il genitore ha impugnato la non ammissione del figlio alla classe superiore del percorso di studi in Informatica e Telecomunicazioni, deducendo violazione dell'art. 1, comma 5, del d.lgs. n. 62/2017, violazione o erronea applicazione delle linee guida ministeriali sulla didattica digitale integrata, violazione del piano triennale dell'offerta formativa e del patto educativo di corresponsabilità dell'istituto, violazione del principio di leale collaborazione tra scuola e famiglia ed eccesso di potere. Il ricorso era assistito da domanda cautelare, respinta con precedente ordinanza.

La decisione

Il Tribunale non ha esaminato nel merito i motivi di illegittimità dedotti, poiché il ricorrente ha depositato una dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse prima che la causa fosse trattenuta in decisione. Richiamando l'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., il Collegio ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, rilevando che il ricorrente può disporre dell'azione e dichiarare la perdita dell'interesse alla decisione fino al momento della decisione. Le spese sono state integralmente compensate, anche in considerazione della modalità di definizione del giudizio e dell'assenza di ulteriori attività difensive dopo la pronuncia cautelare.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Consente di dichiarare l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 1, comma 5, d.lgs. n. 62/2017

    Richiamato dal ricorrente quale parametro asseritamente violato; il giudice non ne ha esaminato l'applicazione per la definizione in rito.

  • artt. 35, comma 1, lett. c), e 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamati nell'epigrafe ai fini della definizione del giudizio.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato quale disposizione processuale relativa alla trattazione della causa.

  • art. 52, commi 1, 2 e 5, d.lgs. 196/2003

    Posto a fondamento dell'ordine di oscuramento dei dati identificativi del minore e dei soggetti esercenti la responsabilità genitoriale.

  • art. 6, paragrafo 1, lett. f), Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, unitamente alla normativa nazionale sulla protezione dei dati, per l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi.

Massime di principio

  • Il ricorrente può disporre dell'azione amministrativa e dichiarare la sopravvenuta perdita dell'interesse alla decisione fino a quando la causa non sia trattenuta per la decisione.
  • La dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse resa prima della decisione impone al giudice di dichiarare l'improcedibilità del ricorso ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., senza esaminare i motivi di illegittimità dedotti.
  • La compensazione integrale delle spese può essere disposta in ragione della definizione del giudizio per sopravvenuta carenza di interesse e dell'assenza di attività difensiva ulteriore successiva alla pronuncia cautelare.

Come è indicizzato

MaterieScuolaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiIstruzione e universitàProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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