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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 18360/2025 del 05/07/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Gli eredi chiedevano il riconoscimento del diritto di accesso al Fondo di rotazione per la solidarietà delle vittime dei reati di tipo mafioso (legge n.512/1999) in relazione all'omicidio di Alessandro Palmieri, sulla base di una precedente sentenza di condanna dei responsabili e di istanza amministrativa presentata dalla defunta Rosaria Palmieri. L'istanza amministrativa era stata accolta per l'omicidio del padre ma respinta per l'omicidio del fratello Alessandro, perché dagli accertamenti era emerso che Alessandro era stato ucciso "per aver contravvenuto agli ordini dei clan". In primo grado il Tribunale aveva riconosciuto il diritto; la Corte d'appello di Catania ha riformato accogliendo il motivo del Ministero e rigettando la domanda, ritenendo che il requisito dell'estraneità ad ambienti delinquenziali sia un presupposto da provare dai richiedenti e che, nei fatti, l'estraneità non risultasse provata (il riferimento alle "ire dei clan" era valutato come indizio di contiguità). I ricorrenti hanno impugnato in Cassazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che il requisito dell'estraneità ad ambienti e rapporti delinquenziali è elemento costitutivo originario della fattispecie che dà diritto all'accesso al Fondo di rotazione (legge n.512/1999) e che tale requisito deve essere provato dal soggetto che chiede la provvidenza. La Corte ha ritenuto corretta l'applicazione della disciplina richiamata dalla legge n.122/2016 (art.15) alle istanze non definitivamente decise alla data di entrata in vigore della norma, intesa come istanze ancora conflitte in contenzioso giurisdizionale non passate in giudicato. Ha altresì affermato che prove indirette (es. il fatto che la vittima abbia "destato le ire dei clan") possono rilevare quale elemento sintomatico di collegamento con il contesto criminale e che l'assenza di condanne penali non è automaticamente decisiva a favore del richiedente. Condanna delle parti ricorrenti alla rifusione delle spese.

Norme richiamate

  • legge 22 dicembre 1999, n. 512 (Fondo di rotazione per le vittime dei reati di tipo mafioso)

    art. 4, comma 3 (nella formulazione modificata): inserito l'inciso "ovvero quando risultano escluse le condizioni di cui all'articolo 1, comma 2, lettera b), della legge 20 ottobre 1990 n. 302"

    La Corte interpreta tale richiamo come conferma che l'estraneità agli ambienti mafiosi è un elemento costitutivo della fattispecie che dà diritto all'accesso al Fondo, non una mera eccezione o condizione secondaria.

  • legge 20 ottobre 1990, n. 302 (Norme a favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata)

    art. 1, comma 2, lettera b): requisito dell'essere "del tutto estraneo ad ambienti e rapporti delinquenziali"

    La norma richiamata è considerata dalla Corte come il riferimento prescrittivo per definire il requisito negativo di meritevolezza; l'estraneità costituisce un prerequisito da dimostrare.

  • decreto-legge 2 ottobre 2008, n. 151, convertito nella legge 28 novembre 2008, n. 186

    art. 2-quinquies (richiamo nel testo): estensione dell'obbligo di estraneità anche ai superstiti

    Conferma che la condizione di estraneità si applica anche ai superstiti e non solo alla vittima diretta; costituisce criterio interpretativo coerente con la ratio solidaristica delle provvidenze.

  • legge 7 luglio 2016, n. 122

    art. 15, comma 3: la disposizione si applica "alle istanze non ancora definite alla data di entrata in vigore della presente legge"

    La Corte interpreta l'espressione "istanze non ancora definite" come riferita alle istanze che siano ancora oggetto di contenzioso giurisdizionale non approdato al giudicato; pertanto la modifica si applica salvo che l'istanza sia già divenuta definitiva per giudicato.

  • Sentenza Corte costituzionale n. 122 del 2024

    La Corte costituzionale ha affermato la necessità di una verifica rigorosa della radicale estraneità e che grava sul richiedente l'onere di dimostrarla in modo persuasivo; tale principio è stato richiamato come supporto alla decisione.

  • Sentenza della Corte di Cassazione n. 28820 del 2019 (richiamata)

    Giurisprudenza di legittimità precedente che aveva già ritenuto immanente il requisito di estraneità nella materia, richiamata per confermare orientamento conforme.

Massime di principio

  • Il requisito dell'"estraneità ad ambienti e rapporti delinquenziali" è da considerarsi un elemento costitutivo del diritto all'accesso ai benefici del Fondo di rotazione (legge n.512/1999) e non una mera eccezione: chi chiede il beneficio deve provarlo.
  • L'onere probatorio grava sul richiedente: la mancanza di una condanna penale della vittima non esclude la possibilità che siano ritenuti rilevanti indizi o elementi di contiguità con contesti criminali (es. fatti che "hanno suscitato le ire dei clan").
  • Le modifiche normative intervenute (in particolare art.15 della legge n.122/2016) possono applicarsi alle domande amministrative presentate prima della modifica se la domanda è ancora oggetto di contenzioso non divenuto definitivo: l'istanza si considera "non definita" fino al passaggio in giudicato della pronuncia giurisdizionale che la riguarda.
  • In assenza di giudicato favorevole, il richiedente deve documentare positivamente la propria condotta di vita antitetica al codice delle organizzazioni malavitose (es. assenza di rapporti con clan, comportamenti di dissociazione, elementi fattuali e documentali che attestino la meritevolezza).
  • In controversie su dinieghi amministrativi del Fondo, è prudente impugnare tempestivamente e presentare in giudizio tutte le prove e le allegazioni utili a dimostrare l'estraneità; non si può fare affidamento esclusivamente sulla mancanza di provvedimenti penali a carico della vittima.
  • La valutazione giudiziale può valorizzare mezzi di prova indiziari e presunzioni concordi: pertanto è importante raccogliere documentazione e testimonianze che dimostrino la condotta antitetica rispetto alla mafia (es. denunce, attività di contrasto alla mafia, isolamento dai clan).

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