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Ordinanza

Ordinanza n. 2042/2026 - Napoli, Sezione 3

per l’annullamento previa sospensione dell'efficacia, “dell’ordinanza prot. n. -OMISSIS-a firma del Responsabile del VII Settore – Servizio Attività Produttive II | Ufficio SUAP I del Comune di Marano di Napoli, Geom. Giovanni Silvestri, avente ad oggetto “DIVIETO DI PROSECUZIONE PER SOSPENSIONE ATTIVITA' PERIODO MESI 6 (SEI) DELL'ATTIVITA' DI POMPE FUNEBRI ALLA DITTA IMPRESA FUNEBRE -OMISSIS- - -OMISSIS-| Chiusura procedimento prot. -OMISSIS-”, con il quale è stato disposto il divieto di prosecuzione dell'attività di pompe funebri per un periodo di mesi sei, a far data dal 10.06.2026 e fino al 10.12.2026, notificato a mezzo pec in data 08.06.2026; di ogni atto, anche endoprocedimentale, comunque non conosciuto, consequenziale, connesso, preordinato e presupposto comunque lesivo degli interessi del ricorrente. Con riserva di azione risarcitoria ex art. 30 c.p.a.”

Giustizia amministrativa202603749

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza comunale di divieto di prosecuzione e sospensione per sei mesi dell’attività di pompe funebri

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (impresa privata)

Prevale il privato

La controversia

L’impresa funebre ha impugnato l’ordinanza comunale con cui le è stata vietata la prosecuzione dell’attività di pompe funebri per sei mesi, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare e riservandosi un’azione risarcitoria ai sensi dell’art. 30 c.p.a. Nella fase cautelare ha dedotto, tra gli altri profili, la carenza di motivazione del provvedimento. Il testo dell’ordinanza non specifica ulteriori motivi di ricorso.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare, rilevando, a un primo esame sommario, profili idonei a far ritenere fondata la censura di carenza di motivazione. Ha inoltre ravvisato il pregiudizio grave e irreparabile richiesto dall’art. 55 c.p.a., considerata la natura del provvedimento impugnato, e ha ritenuto prevalente, nel bilanciamento degli interessi e in assenza di chiari elementi contrari, l’esigenza di garantire la continuità dell’attività imprenditoriale nelle more della decisione di merito. Ha quindi sospeso l’efficacia dell’ordinanza comunale, fissando l’udienza pubblica per la trattazione del merito. Le spese della fase cautelare sono state riservate alla decisione definitiva.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    pregiudizio grave e irreparabile

    La concessione della tutela cautelare richiede la presenza di un pregiudizio grave e irreparabile; il TAR lo ha ravvisato in relazione alla sospensione dell’attività imprenditoriale.

  • art. 30 c.p.a.

    La parte ricorrente ha riservato un’azione risarcitoria, senza che tale domanda sia stata decisa nell’ordinanza cautelare.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la censura di carenza di motivazione può giustificare la sospensione dell’efficacia del provvedimento quando emerga, anche a un primo esame sommario, una plausibile fondatezza del vizio.
  • Il divieto o la sospensione temporanea di un’attività imprenditoriale può integrare un pregiudizio grave e irreparabile ai fini dell’art. 55 c.p.a., in ragione dell’incidenza immediata sulla continuità aziendale.
  • Nel bilanciamento cautelare degli interessi, la continuità dell’attività imprenditoriale può prevalere sull’esecuzione del provvedimento sospensivo quando non emergano chiari elementi contrari e la legittimità dell’atto presenti profili problematici.

Come è indicizzato

MaterieIndustria, artigianato e attività produttiveMotivazione del provvedimento
RamiCommercio e attività produttiveProcedimento amministrativo
IstitutiDifetto di motivazioneTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezza

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