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Sentenza

Sentenza n. 2097/2026 - Palermo, Sezione 3

Giustizia amministrativa202500376

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza comunale che ha irrogato la sanzione pecuniaria di 20.000 euro per inottemperanza a una precedente ingiunzione di demolizione ai sensi dell’art. 31, comma 4-bis, d.P.R. 380/2001

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la sanzione irrogata per la mancata esecuzione dell’ingiunzione di demolizione relativa all’ampliamento abusivo della seconda elevazione fuori terra di un immobile sito in area gravata da vincoli di inedificabilità e paesaggistici. Ha dedotto: 1) violazione di legge e difetto di motivazione, perché il Comune avrebbe applicato l’importo massimo di 20.000 euro senza indicare la specifica disposizione delle Linee guida comunali utilizzata per la quantificazione e senza allegare tale atto; 2) ulteriore violazione dell’art. 31 d.P.R. 380/2001; 3) difetto di istruttoria ed eccesso di potere per travisamento dei presupposti, sostenendo di non avere avuto rituale conoscenza del verbale di constatazione dell’inottemperanza e che gli abusi fossero stati realizzati da un precedente proprietario; 4) illegittimità costituzionale del regime che cumula l’acquisizione gratuita dei manufatti abusivi e la sanzione pecuniaria.

La decisione

Il TAR ha rigettato integralmente il ricorso, ritenendolo manifestamente infondato. Quanto alla quantificazione, ha affermato che l’art. 31, comma 4-bis, d.P.R. 380/2001 impone la sanzione nella misura massima quando l’abuso è realizzato su aree o edifici soggetti a vincolo di inedificabilità; in tale ipotesi il potere amministrativo è vincolato sia nell’an sia nel quantum, sicché non era necessaria una specifica motivazione sulla scelta dell’importo di 20.000 euro. Ha inoltre ritenuto immediatamente precettivo il vincolo di inedificabilità previsto dall’art. 15, comma 1, lett. a), l.r. Sicilia n. 78/1976, anche senza formale recepimento negli strumenti urbanistici comunali, richiamando Corte costituzionale n. 72/2025. Ha escluso il vizio di notificazione, poiché il verbale di constatazione dell’inottemperanza era stato notificato mediante compiuta giacenza, con deposito presso la casa comunale, affissione dell’avviso e successiva raccomandata. Ha ritenuto legittima la sanzione nei confronti del ricorrente, in quanto destinatario della precedente ingiunzione di demolizione, indipendentemente dal fatto che i manufatti fossero stati realizzati da un diverso proprietario. Ha infine escluso la sproporzione costituzionale del sistema sanzionatorio, distinguendo la funzione ripristinatoria dell’acquisizione gratuita da quella punitiva e di recupero degli oneri economici della sanzione pecuniaria. Il ricorrente è stato condannato alle spese, liquidate in 2.000 euro oltre accessori, nonché al pagamento di ulteriori 1.500 euro ai sensi dell’art. 26, comma 1, c.p.a. per la manifesta infondatezza del gravame.

Norme richiamate

  • art. 31, comma 4-bis, d.P.R. 380/2001

    L’Autorità competente, constatata l’inottemperanza [...] irroga una sanzione amministrativa pecuniaria di importo compreso tra 2.000 euro e 20.000 euro [...] La sanzione [...] è sempre irrogata nella misura massima.

    In caso di inottemperanza a un’ingiunzione di demolizione relativa ad abusi realizzati su aree o edifici gravati da vincolo di inedificabilità, la sanzione è dovuta nella misura massima; il potere è vincolato sia nell’an sia nel quantum.

  • art. 1 l.r. Sicilia n. 16/2016

    Ha recepito in Sicilia la disciplina dell’art. 31, comma 4-bis, d.P.R. 380/2001.

  • art. 15, comma 1, lett. a), l.r. Sicilia n. 78/1976

    La disposizione sul vincolo di inedificabilità ha natura immediatamente precettiva anche in assenza di formale recepimento negli strumenti comunali di pianificazione urbanistica.

  • art. 26, comma 1, c.p.a.

    Consente, in caso di manifesta infondatezza, la condanna della parte soccombente al pagamento di una somma ulteriore rispetto alle spese di lite.

Massime di principio

  • Quando l’inottemperanza a un’ingiunzione di demolizione riguarda opere abusive realizzate su aree o edifici gravati da vincolo di inedificabilità, la sanzione prevista dall’art. 31, comma 4-bis, d.P.R. 380/2001 deve essere irrogata nella misura massima; l’amministrazione non dispone di discrezionalità né sull’applicazione né sulla quantificazione della sanzione.
  • La natura immediatamente precettiva di un vincolo legale di inedificabilità non dipende dal suo formale recepimento nello strumento urbanistico comunale, quando la disciplina legislativa lo renda direttamente applicabile.
  • La sanzione pecuniaria per inottemperanza all’ordine di demolizione può essere legittimamente irrogata al destinatario dell’ingiunzione, anche se le opere abusive sono state materialmente realizzate da un precedente proprietario, poiché la sanzione colpisce l’inadempimento all’ordine di demolizione.
  • L’acquisizione gratuita dei manufatti abusivi e la sanzione pecuniaria per inottemperanza all’ordine di demolizione perseguono funzioni diverse: la prima è ripristinatoria, mentre la seconda ha funzione punitiva e mira anche al recupero degli oneri sostenuti dall’amministrazione per la demolizione.
  • La notificazione mediante compiuta giacenza, realizzata attraverso il deposito dell’atto presso la casa comunale, l’affissione dell’avviso di deposito e l’invio della raccomandata informativa, è idonea a rendere rituale la conoscenza legale del verbale di constatazione dell’inottemperanza.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniInvalidità del provvedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaEccesso di potereProporzionalità e ragionevolezza

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