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Legge

L.R. Calabria 7/2014

Ratifica dell’accordo tra la Regione Calabria e la Regione Campania per la disciplina

Normativa regionaleL.R. Calabria 7/2014

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge ratifica l’accordo del 5 dicembre 2013 tra Calabria e Campania che disciplina organizzazione, funzioni, organi, controlli e finanziamento dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno. Dà esecuzione dall’entrata in vigore della legge, senza nuovi oneri, e abroga la precedente legge regionale n. 32/2012.

Ratifica dell’accordo Calabria-Campania sull’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno

Ratifica dell’accordo Calabria-Campania sull’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno

La legge regionale della Calabria ratifica l’accordo con la Regione Campania che regola organizzazione, funzionamento, governance e controlli dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno. La disciplina opera nel territorio delle due Regioni secondo i rispettivi ruoli di vigilanza e indirizzo.

Finalità e ambito dell’accordo

L’accordo, richiamando la normativa statale sugli istituti zooprofilattici e sulla riorganizzazione degli enti vigilati dal Ministero della salute, disciplina:

  • le modalità gestionali, organizzative e di funzionamento dell’Istituto;
  • l’esercizio delle funzioni regionali di sorveglianza amministrativa, indirizzo e verifica.

L’Istituto opera nel Servizio sanitario nazionale come strumento tecnico-scientifico delle Regioni Campania e Calabria, a supporto delle attività veterinarie e di sicurezza alimentare.

Natura giuridica, ruolo e compiti istituzionali

L’Istituto è qualificato come ente di diritto pubblico con autonomia organizzativa, amministrativa, patrimoniale, contabile, gestionale e tecnica. Svolge le funzioni previste dalla normativa statale e regionale e dal proprio statuto e regolamenti interni.

I compiti ordinari comprendono, in sintesi:

  • ricerca su eziologia, patogenesi e profilassi delle malattie degli animali;
  • diagnosi delle malattie animali e delle zoonosi;
  • accertamenti analitici e supporto tecnico-scientifico per polizia veterinaria, piani di profilassi, risanamento ed eradicazione;
  • ricerca e supporto su igiene degli allevamenti e produzioni zootecniche;
  • farmacovigilanza veterinaria;
  • sorveglianza epidemiologica in sanità animale e igiene alimentare;
  • analisi per controlli sugli alimenti di origine animale e sull’alimentazione animale;
  • studio di tecnologie e metodiche per il controllo della salubrità;
  • formazione specialistica e aggiornamento di veterinari e operatori;
  • ricerche di base e finalizzate, anche tramite convenzioni con università e istituti di ricerca, italiani e stranieri;
  • cooperazione tecnico-scientifica con istituti del settore, previo raccordo con il Ministero della salute;
  • elaborazione di metodi alternativi all’impiego di modelli animali;
  • consulenza e assistenza agli allevatori;
  • controlli ufficiali su alimenti di origine vegetale non trasformati per profili chimici, microbiologici e radioattivi.

L’Istituto può inoltre svolgere altri compiti, servizi o prestazioni demandati dalle Regioni, nei limiti delle risorse disponibili.

Programmazione regionale e raccordo territoriale

Il piano sanitario regionale definisce obiettivi e indirizzi dell’attività dell’Istituto. Ogni anno, entro settembre, la Regione Campania d’intesa con la Regione Calabria convoca il consiglio di amministrazione per individuare le linee guida della programmazione dell’esercizio successivo e garantire il raccordo con i dipartimenti di prevenzione delle ASL.

Le due Regioni devono inoltre assicurare, anche tramite i rispettivi piani sanitari regionali, il coordinamento dell’Istituto con le politiche agro-zootecniche, alimentari e ambientali e con le relative agenzie.

Produzione e distribuzione di medicinali e prodotti veterinari

L’Istituto può produrre, commercializzare e distribuire medicinali e prodotti necessari alla lotta contro le malattie degli animali e alla sanità pubblica veterinaria. Le Regioni Campania e Calabria possono incaricarlo anche di preparare e distribuire medicinali e altri prodotti per la profilassi e di svolgere ulteriori interventi di sanità pubblica veterinaria.

È possibile l’associazione con altri istituti zooprofilattici o con aziende ed enti pubblici o privati per attività di produzione, immissione in commercio e distribuzione. Tali attività devono essere svolte in reparti separati, con impianti, personale e contabilità propri, salvo i prodotti non destinati all’immissione sul mercato.

Prestazioni per terzi e tariffe

L’Istituto può stipulare convenzioni o contratti di consulenza con enti, associazioni e organizzazioni pubbliche e private, nel rispetto delle competenze delle ASL. Le prestazioni rese alle ASL sono gratuite.

Può anche svolgere attività di supporto tecnico-scientifico e stage per corsi di laurea in medicina veterinaria, scuole di specializzazione e dottorati.

Le attività verso terzi sono ammesse solo se subordinate ai compiti istituzionali. Le tariffe per le prestazioni a pagamento e i criteri di determinazione sono stabiliti con decreto del Ministro della salute, d’intesa con la Conferenza Stato-Regioni.

Organizzazione interna e sede

L’Istituto ha sede legale e centrale a Portici ed è articolato in sezioni periferiche territoriali. L’istituzione o soppressione di sezioni periferiche richiede approvazione formale delle Giunte regionali.

È organizzato in dipartimenti dotati di autonomia operativa e di un proprio bilancio annuale, assegnato dal direttore generale dopo l’approvazione del bilancio preventivo economico annuale.

L’organizzazione interna deve rispettare principi di economicità, collegamento con le ASL, riorganizzazione degli uffici dirigenziali con riduzione non inferiore al 15% rispetto alla dotazione al 31 dicembre 2012, gestione unitaria dei servizi comuni e limiti all’impiego di personale nelle funzioni amministrative e logistiche.

Organi dell’Istituto

Gli organi sono:

  • consiglio di amministrazione;
  • direttore generale;
  • collegio dei revisori.

È inoltre previsto un Organismo indipendente di valutazione della performance.

Consiglio di amministrazione: composizione, durata e funzioni

Il consiglio è composto da cinque membri con laurea magistrale o titolo equivalente e comprovata esperienza in sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare:

  • uno designato dal Ministro della salute;
  • due dalla Regione Campania;
  • due dalla Regione Calabria.

La nomina avviene con provvedimento del Presidente della Regione Campania, d’intesa con la Regione Calabria. I componenti durano in carica quattro anni e possono essere rinominati una sola volta. Il presidente è eletto dal consiglio nella prima seduta tra i rappresentanti designati dalle due Regioni.

Il consiglio ha compiti di indirizzo, coordinamento e verifica e, in particolare:

  • predispone lo statuto e le sue modifiche;
  • adotta il regolamento per l’ordinamento interno dei servizi e le dotazioni organiche, su proposta del direttore generale;
  • definisce gli indirizzi generali della programmazione pluriennale;
  • adotta piano triennale di attività, bilancio pluriennale di previsione, piano annuale di attività, bilancio preventivo economico annuale e bilancio di esercizio;
  • gli atti più rilevanti sono sottoposti all’approvazione delle Regioni Campania e Calabria.

Sono previste indennità pari all’8% dell’indennità lorda annua del direttore generale per i componenti e al 15% per il presidente del consiglio.

Cessazione e scioglimento del consiglio

I componenti cessano anticipatamente per:

  • scioglimento del consiglio;
  • dimissioni;
  • incompatibilità non rimossa entro 30 giorni;
  • condanna definitiva per reati che comportino decadenza;
  • assenze ingiustificate per tre sedute consecutive.

In caso di cessazione di un membro, la sostituzione è disposta dal Presidente della Regione Campania su designazione dell’amministrazione competente, per il tempo residuo del mandato.

Il consiglio può essere sciolto, anche su proposta del Ministro della salute, dal Presidente della Regione Campania d’intesa con la Regione Calabria, il Ministro della salute e il Ministro dell’economia e delle finanze, in caso di:

  • gravi irregolarità o reiterate violazioni di legge o statuto;
  • perdita del conto economico superiore al 20% del patrimonio per due esercizi consecutivi;
  • impossibilità di funzionamento degli organi.

Con lo scioglimento decade il direttore generale e viene nominato un commissario straordinario fino alla ricostituzione degli organi.

Direttore generale

Il direttore generale è nominato dal Presidente della Regione Campania, di concerto con il Presidente della Regione Calabria, sentito il Ministro della salute, secondo la disciplina statale. In mancanza di accordo, la nomina spetta al Ministro della salute su richiesta della Campania.

Deve possedere laurea magistrale o equivalente e comprovata esperienza nella sanità pubblica veterinaria e nella sicurezza alimentare. Il rapporto è a tempo pieno, con contratto di diritto privato non superiore a cinque anni, rinnovabile una sola volta e comunque non oltre il 70° anno di età.

Il direttore generale:

  • rappresenta legalmente l’Istituto;
  • lo gestisce e dirige l’attività scientifica;
  • sovrintende al funzionamento;
  • nomina collegio dei revisori, direttore sanitario e direttore amministrativo;
  • predispone i documenti di programmazione e di bilancio;
  • gestisce il personale e stipula contratti e convenzioni;
  • presenta la relazione annuale;
  • partecipa al Comitato di supporto strategico.

Le sue funzioni, in caso di assenza o impedimento, sono svolte dal direttore sanitario. Il contratto può essere risolto per gravi motivi, grave disavanzo o violazioni di legge o dei principi di buon andamento e imparzialità.

Direttore sanitario e direttore amministrativo

Il direttore sanitario è un medico veterinario con competenze documentate e almeno cinque anni di attività di direzione tecnico-sanitaria in strutture sanitarie pubbliche o private medio-grandi. È nominato dal direttore generale con atto motivato, decade entro tre mesi dalla nomina del nuovo direttore generale e può essere riconfermato. Il suo contratto è a tempo pieno, di durata triennale rinnovabile, non oltre il 70° anno di età.

Il direttore amministrativo deve essere laureato in discipline giuridiche o economiche e avere almeno cinque anni di esperienza in direzione tecnica o amministrativa in strutture o enti pubblici o privati medio-grandi. È nominato dal direttore generale con provvedimento motivato, decade entro tre mesi dalla nomina del nuovo direttore generale e può essere riconfermato. Il contratto è a tempo pieno, di durata quinquennale rinnovabile, non oltre il 70° anno di età.

Entrambi sono assunti con contratto di diritto privato secondo schema approvato dalla Giunta della Regione Campania e conforme alla disciplina statale.

Collegio dei revisori e controllo contabile

Il collegio dei revisori svolge i compiti previsti dalla normativa statale sui controlli contabili. È composto da tre membri:

  • due designati dalla Regione Campania, scelti tra i revisori contabili iscritti al registro;
  • uno designato dal Ministro dell’economia e delle finanze.

È nominato dal direttore generale, che convoca la prima seduta. Dura in carica tre anni ed elegge al suo interno il presidente. L’indennità è pari al 10% degli emolumenti del direttore generale, con maggiorazione del 20% per il presidente.

Organismo indipendente di valutazione della performance

L’Istituto deve dotarsi di un OIV ai sensi della disciplina statale sulla performance. L’organismo:

  • opera in piena autonomia;
  • riferisce al consiglio di amministrazione;
  • è composto da tre esperti, uno coordinatore, nominati dal consiglio di amministrazione per tre anni, rinnovabili una sola volta.

Svolge funzioni di monitoraggio del sistema di valutazione, trasparenza e controlli interni, valida la relazione sulla performance, verifica l’uso dei premi, promuove gli obblighi di trasparenza e integrità e verifica le buone pratiche di pari opportunità. Sono richiesti requisiti di elevata professionalità ed esperienza; sono esclusi titolari di incarichi politici o sindacali attuali o recenti.

Finanziamento, riparto e copertura economica

Il finanziamento dell’Istituto proviene da:

  • Stato;
  • Regioni e ASL per le prestazioni poste a loro carico;
  • ASL tramite introiti da ispezione e controllo sanitario;
  • proventi disciplinati dai provvedimenti regionali;
  • finanziamenti statali e regionali per compiti aggiuntivi;
  • contributi di enti pubblici e privati;
  • redditi patrimoniali;
  • utili delle attività di produzione;
  • entrate da prestazioni a pagamento;
  • ogni altra entrata.

Se le somme spettanti ai sensi del finanziamento statale risultano insufficienti, i contributi anticipati o erogati dalle Regioni sono ripartiti secondo questi criteri:

  • 50% consistenza del patrimonio zootecnico;
  • 20% popolazione residente;
  • 15% numero dei laboratori periferici;
  • 15% estensione territoriale.

La legge regionale di ratifica non comporta nuovi oneri e utilizza risorse già iscritte nel bilancio regionale per l’esercizio in corso.

Personale, contabilità e patrimonio

Il rapporto di lavoro del personale è disciplinato dalla normativa statale sul Servizio sanitario nazionale e sul pubblico impiego. Per i concorsi si applica la disciplina del decreto legislativo n. 502 del 1992, salve le norme speciali per il personale della ricerca.

L’Istituto adotta le norme di gestione contabile e patrimoniale delle aziende sanitarie della Regione in cui ha sede.

Il patrimonio è costituito dai beni già di proprietà alla data di entrata in vigore dell’accordo e da quelli successivamente acquisiti per donazione o altro titolo. In caso di cessazione dell’Istituto, i beni sono trasferiti alla Regione nel cui territorio si trovano.

Controlli regionali sugli atti

Sono soggette ad approvazione delle Regioni le principali deliberazioni dell’Istituto, tra cui:

  • bilanci, piano triennale e piano annuale di attività;
  • regolamenti e loro modifiche;
  • programmi di spesa pluriennali, contratti e convenzioni;
  • atti di disposizione del patrimonio immobiliare;
  • determinazione della dotazione organica;
  • tariffario per prestazioni rese nell’interesse di terzi.

Gli atti relativi a bilanci e piano triennale devono essere corredati dal parere del collegio dei revisori. Gli atti non sono esecutivi fino alla conclusione del controllo; possono essere dichiarati provvisoriamente esecutivi per urgenza o particolari motivi. Il controllo si intende approvato se la Giunta della Regione Campania non si pronuncia entro 40 giorni dal ricevimento, termine interrompibile una sola volta per richieste istruttorie.

Gli atti non soggetti a controllo preventivo diventano efficaci dopo 10 giorni dalla pubblicazione all’albo dell’Istituto.

Statuto, regolamenti e disciplina transitoria

Entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge di ratifica, il consiglio di amministrazione deve rivedere lo statuto e adottare il regolamento per l’ordinamento interno dei servizi e le dotazioni organiche. Lo statuto è approvato dalla Regione Campania con parere conforme della Regione Calabria.

Se gli adempimenti non sono effettuati nei termini, la Regione Campania, d’intesa con la Regione Calabria, assegna un ulteriore termine; decorso inutilmente, nomina un commissario che provvede entro 45 giorni.

Il nuovo consiglio di amministrazione deve essere nominato entro 45 giorni dalla legge di ratifica. Gli organi in carica continuano a operare fino all’insediamento dei nuovi organi.

Disposizioni della legge regionale di ratifica

La legge dà piena e intera esecuzione all’accordo dalla sua entrata in vigore. La precedente legge regionale Calabria 26 luglio 2012, n. 32 è abrogata dalla data di entrata in vigore della nuova legge. Quest’ultima entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

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