Cassazione Civile, Sentenza n. 17682/2025 del 30/06/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
L'Agenzia ha impugnato la sentenza della Commissione regionale che aveva confermato la pronuncia di primo grado favorevole a Bortolazzi, contro atti di irrogazione di sanzioni (IRES, IRAP, IVA) per l'anno 2014 emessi nei suoi confronti in qualità di amministratore di fatto di Etablissment Renaredda, società ritenuta esterovestita con sede fittizia in Liechtenstein. L'Agenzia deduceva, in sostanza, che Bortolazzi fosse responsabile personalmente delle violazioni fiscali (in quanto autore/ideatore) e quindi assoggettabile a sanzioni, invocando la giurisprudenza che ammette la responsabilità personale dell'amministratore di fatto quando la società è strumentalizzata per fini personali o fraudolenti.
La decisione
La Corte di legittimità ha rigettato il ricorso principale dell'Agenzia (confermando che, sulla base degli accertamenti di merito svolti, Bortolazzi è risultato amministratore di fatto ma abbia agito nell'interesse e a beneficio della società, senza essere socio occulto, per cui le sanzioni tributarie restano a carico dell'ente ai sensi dell'art. 7 d.l. 269/2003). Ha però accolto il ricorso incidentale di Bortolazzi in relazione alla compensazione delle spese di giudizio disposta dalla CTR: la Corte ha ritenuto che la motivazione della compensazione non fosse corretta con riferimento al grado di appello e ha cassato la parte indicata, rinviando per nuovo esame in diversa composizione e per regolare le spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
art. 7 d.l. n. 269/2003
"le sanzioni amministrative relative al rapporto fiscale proprio di società od enti con personalità giuridica sono esclusivamente a carico della persona giuridica"
La norma dispone una deroga al principio di responsabilità personale, facendo gravare le sanzioni sul soggetto giuridico quando la persona fisica ha agito nell'interesse e a beneficio dell'ente; solo se la società è fittizia o strumentalizzata per fini personali la sanzione può essere irrogata alla persona fisica.
art. 9 d.lgs. n. 472/1997
Richiamato quale parte della disciplina sulle sanzioni tributarie e sul principio generale di responsabilità personale previsto dal d.lgs. 472/1997, che resta applicabile salvo la deroga dell'art. 7 d.l. 269/2003.
art. 2 d.lgs. n. 472/1997
Principio generale della responsabilità personale dell'autore della violazione; l'art. 7 rappresenta una deroga a tale principio per i casi descritti.
art. 3, comma 1, d.lgs. n. 87/2024
"Se è accertato che la persona giuridica... sono fittiziamente costituiti o interposti, la sanzione è irrogata nei confronti del soggetto che ha agito per loro conto."
Novellazione che chiarisce e recepisce in legge la soluzione giurisprudenziale: le sanzioni restano a carico dell'ente, salvo che l'ente sia fittizio/interposto, nel qual caso la responsabilità torna alla persona fisica che ha agito per conto dell'ente.
art. 15 d.lgs. n. 546/1992
"La parte soccombente è condannata a rimborsare le spese del giudizio... Le spese di giudizio possono essere compensate... solo in caso di soccombenza reciproca o qualora sussistano gravi ed eccezionali ragioni che devono essere espressamente motivate."
Regola il criterio di condanna alle spese in materia tributaria; la compensazione è eccezionale e richiede motivazione specifica e ragioni gravi ed eccezionali.
art. 360 c.p.c. (vizi dedotti)
Norme processuali invocate dall'Agenzia per i motivi di cassazione (n.3 violazione di legge e n.5 omesso esame di fatto; n.4 per il ricorso incidentale). La Corte ha dichiarato l'inammissibilità di tali motivi in parte per ragioni di merito e di conformità delle decisioni di merito.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002
Richiamato limitatamente alla disciplina del contributo unificato per pubbliche amministrazioni difese dall'Avvocatura dello Stato; la Corte segnala che la soccombenza di una pubblica amministrazione difesa dall'Avvocatura ha effetti particolari in tema di contributo unificato.
art. 2727, 2729, 2697 c.c.
Norme del codice civile richiamate in riferimento alla prova e all'onere probatorio (atti negoziali, conti, rendicontazioni) nel contestare l'esistenza di rapporti societari occultati o di appropriazione di utilità.
Massime di principio
- L'amministratore di fatto non è automaticamente sanzionabile per le violazioni tributarie della società: le sanzioni restano, in via ordinaria, a carico della persona giuridica per effetto dell'art. 7 d.l. 269/2003, salvo che sia provato che la società è stata fittiziamente costituita o utilizzata come schermo per fini personali dell'amministratore.
- Per far scattare la responsabilità personale occorre dimostrare che l'amministratore ha agito nel proprio esclusivo interesse (o che la società è "cartiera"/fittizia), non semplicemente svolgendo le funzioni di gestione o ottenendo vantaggi non fiscali.
- Le statuizioni di merito sulla sfera fattuale (es. chi fosse il beneficiario effettivo, se vi fossero soci occulti, l'effettiva utilizzazione della società) sono difficilmente rivedibili in Cassazione se fondate su congrua e motivata valutazione probatoria; il gravame di legittimità tende a rimanere inammissibile quando vi è una doppia conforme (decisioni di primo e secondo grado sostanzialmente coincidenti).
- La compensazione delle spese in sede tributaria è ammessa solo per soccombenza reciproca o gravi ed eccezionali ragioni debitamente motivate; motivazioni estranee (es. riferirsi ad altri procedimenti o a condotte non pertinenti) non sono idonee a giustificare la compensazione.
- Se la giurisprudenza rilevante si è consolidata in una data anteriore al giudizio di appello, il giudice di merito può tenerne conto; tuttavia la valutazione sulla compensazione delle spese deve considerare la situazione specifica del grado di giudizio e non basarsi su ragioni improprie.
- In dossier simili conviene raccogliere e documentare in modo specifico prove dirette dell'utilizzo strumentale della società (flussi finanziari verso l'amministratore, assenza reale di compagine societaria attiva, elementi che dimostrino la fittizietà) perché solo tali elementi consentono di superare la tutela offerta dall'art. 7.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza civile
- Sentenza civile · 30 giu 2025Cassazione Civile, Sentenza n. 17525/2025 del 30/06/2025
- Sentenza civile · 30 giu 2025Cassazione Civile, Sentenza n. 17603/2025 del 30/06/2025
- Sentenza civile · 30 giu 2025Cassazione Civile, Sentenza n. 17635/2025 del 30/06/2025
- Sentenza civile · 30 giu 2025Cassazione Civile, Sentenza n. 17639/2025 del 30/06/2025
- Sentenza civile · 30 giu 2025Cassazione Civile, Sentenza n. 17640/2025 del 30/06/2025
- Sentenza civile · 30 giu 2025Cassazione Civile, Sentenza n. 17642/2025 del 30/06/2025
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza civile →