Cassazione Civile, Sentenza n. 05070/2026 del 06/03/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la sentenza d'appello che li aveva dichiarati incandidabili ai sensi dell'art. 143 TUEL in seguito allo scioglimento del Comune di Randazzo per infiltrazioni mafiose. Contestano principalmente: 1) l'utilizzo di presunte dichiarazioni non contenute nella relazione prefettizia e quindi la violazione del contraddittorio e del principio di disponibilita della prova; 2) l'erronea costruzione indiziaria fondata su presunzioni semplici o su praesumptio de praesumpto e la mancata osservanza dei requisiti di gravita, precisione e concordanza; 3) l'omesso esame di fatti decisivi, in particolare la circostanza che la conoscenza di abusi edilizi sarebbe avvenuta solo nel novembre 2022; 4) la falsa applicazione di norme amministrative relative all'intervento sostitutivo per le demolizioni, in particolare l'art. 41 DPR 380/2001 e l'art. 11 del DL 14/2017; 5) carenza e contraddittorieta della motivazione circa la gestione e la destinazione dei beni confiscati; 6) in generale la mancata individuazione di responsabilita personali specifiche e il superamento della soglia di corretto inquadramento giuridico delle condotte contestate.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato entrambi i ricorsi. Ha ritenuto che: a) la relazione prefettizia, pubblicata insieme al decreto di scioglimento e presente nel fascicolo di parte, era materiale accessibile e idoneo a fondare le valutazioni di merito; b) la Corte d'appello ha correttamente valutato i comportamenti dei ricorrenti in maniera unitaria e di insieme, come richiesto dall'art. 143 TUEL, valorizzando la contiguita personale e comportamentale con ambienti criminali e la mala gestio amministrativa che ha reso l'ente permeabile alle ingerenze; c) il ricorso a prove presuntive e al criterio id quod plerumque accidit era legittimo alla luce di elementi gravi, precisi e concordanti; d) le censure che sollecitavano una diversa rivalutazione del materiale probatorio erano inammissibili in cassazione, trattandosi di questioni di merito; e) le doglianze sul piano della motivazione e dell'omesso esame di singoli fatti non hanno dimostrato vizi tali da incidere sulla regolarita del decisum di merito. Conseguentemente i ricorsi sono stati rigettati e ciascun ricorrente condannato al pagamento delle spese di giudizio di legittimita, liquidate in euro 3.500,00 per compensi oltre oneri e spese prenotate a debito.
Norme richiamate
art. 143 D.lgs. 18/08/2000 n. 267 (TUEL)
La misura di incandidabilita e di natura interdittiva e non richiede l'integrazione di reati di mafia: e' sufficiente la colpa nella cattiva gestione che ha reso l'amministrazione permeabile ad ingerenze criminali; la valutazione delle condotte deve essere unitaria e di insieme
art. 41 DPR 6/6/2001 n. 380
ove il dirigente o il responsabile dell'ufficio comunale ometta di provvedere, il Prefetto puo, su proposta della competente autorita, disporre l'esecuzione in via sostitutiva delle ordinanze di demolizione
La norma disciplina l'intervento sostitutivo del Prefetto; la Corte d'appello ha ritenuto legittima la valutazione sul merito dell'uso del rimedio prefettizio e non ha ravvisato rilevanza decisiva della censura sull'esistenza della copertura normativa
art. 11 D.L. 14/2017 (conv. L. 48/2017)
In caso di inadempienza dell'amministrazione comunale, il Prefetto puo adottare gli atti necessari all'esecuzione coattiva delle ordinanze di demolizione, anche mediante l'impiego della forza pubblica
Norma che consente l'intervento sostitutivo in caso di inadempienza comunale; la corte ha ritenuto che l'eccezione di illegittimita della richiesta prefettizia non avesse impatto tale da inficiare la valutazione complessiva delle responsabilita amministrative
artt. 50, 54, 107 D.lgs. 267/2000 (TUEL)
articoli che individuano funzioni di vigilanza, indirizzo e controllo del sindaco e degli organi comunali
Richiamati per definire i doveri di vigilanza e controllo dell'amministratore: il mancato assolvimento anche colposo di tali doveri puo concorrere a configurare la mala gestio idonea ad aprire la via all'intervento interdittivo ex art. 143
art. 2729 c.c.
principi sui presupposti della prova per presunzioni
Stabilisce che le presunzioni rilevanti devono essere fondate su elementi gravi, precisi e concordanti; la Corte ha ritenuto che, nel caso concreto, i requisiti fossero soddisfatti e che il giudizio sulle regole inferenziali sia rimesso al giudice di merito salvo macroscopici errori
artt. 115, 116 c.p.c.
norme sul contraddittorio e sulla formazione della prova
Richiamate dalle parti per contestare l'uso di atti non acquisiti; la Corte ha ritenuto che la relazione prefettizia fosse atto pubblico accessibile e che non vi fosse violazione del diritto di difesa o del contraddittorio
art. 2697 c.c.
Richiamato nelle contestazioni sull'onere probatorio; la Cassazione ha ribadito che la ripartizione dell'onere e la valutazione dell'esito probatorio rimangono questioni di merito non sindacabili in cassazione salvo vizi di legge
art. 111 Cost.; art. 24 Cost.; art. 97 Cost.; art. 113 Cost.
principi costituzionali invocati dalle parti
I ricorrenti invocavano profili di garanzia e ragionevolezza; la Corte ha ritenuto rispettati i principi di ragionevole motivazione e di giusto processo nel complesso del procedimento
Corte EDU e protocolli (art. 6 CEDU, art. 3 Protocollo n. 1)
principi di tutela dei diritti e del diritto di voto
Richiamati a sostegno delle doglianze sui diritti fondamentali; la Corte ha ritenuto che l'intervento interdittivo, correttamente motivato e valutato, non abbia violato i diritti convenzionali invocati
Massime di principio
- La declaratoria di incandidabilita ex art. 143 TUEL si fonda su una valutazione globale e unitaria delle condotte dell'amministratore, non su esame parcellizzato di singoli episodi
- Nelle ipotesi di infiltrazione mafiosa l'elemento causale puo consistere anche in colpa amministrativa e in comportamenti omissivi o negligenti che rendono l'ente permeabile alle ingerenze criminali, senza che sia necessario provare la partecipazione a reati mafiosi
- Le presunzioni probatorie sono ammesse quando gli elementi a supporto siano gravi, precisi e concordanti; la verifica della loro adeguatezza e della regola inferenziale spetta al giudice di merito e non e normalmente sindacabile in cassazione
- Documenti ufficiali pubblicati (es. relazione prefettizia allegata al decreto di scioglimento e pubblicata in Gazzetta Ufficiale) costituiscono materiale accessibile e utilizzabile in giudizio anche se omissati i nomi nella versione pubblicata
- L'uso di singoli fatti, apparenti neutri in astratto (es. rivolgersi a un esponente criminale per recuperare una refurtiva), puo avere forte valore probatorio nel contesto territoriale e quindi contribuire, unitamente ad altri elementi, alla valutazione di contiguita e permeabilita dell'amministrazione
- In sede di cassazione sono inammissibili le doglianze che chiedono una nuova valutazione del merito dei fatti o una diversa ricostruzione probatoria; il sindacato di legittimita soggiace a limiti stringenti e riguarda vizi di diritto e vizi processuali evidenti
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