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Ordinanza

Ordinanza n. 13681/2026 - Roma, Sezione 5Q

Per l'annullamento per quanto riguarda il ricorso introduttivo: del decreto di diniego di visto di ingresso per lavoro subordinato. Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati il 25\8\2025 : L’ANNULLAMENTO - PREVIA ADOZIONE DI IDONEE MISURE CAUTELARI - - del provvedimento n. -OMISSIS- di diniego del visto di ingresso per lavoro subordinato, emesso dal Consolato Generale d’Italia a Shanghai il 29/5/2025 a seguito di riesame dell’istanza di visto; - di ogni altro atto, connesso preordinato, collegato, connesso e conseguente, se ed in quanto lesivo della posizione della ricorrente.

Giustizia amministrativa202502848

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di visto di ingresso per lavoro subordinato, confermato da un successivo diniego emesso a seguito di riesame

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La ricorrente ha impugnato il diniego del visto di ingresso per lavoro subordinato e, con motivi aggiunti, il successivo provvedimento di diniego emesso dal Consolato Generale d’Italia a Shanghai a seguito del riesame dell’istanza. Nel corso del giudizio, la sede consolare ha dichiarato di avere denunciato la ricorrente all’autorità giudiziaria, ritenendo contraffatta la documentazione prodotta durante la fase endoprocedimentale. La ricorrente ha invece documentato che non risultavano elementi a suo carico. Il Collegio ha ritenuto necessario acquisire, ai fini della decisione, la documentazione relativa agli elementi probatori posti a fondamento della denuncia e all’esito della stessa.

La decisione

Il TAR non ha definito la domanda di annullamento. Ha disposto, a carico del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale - Consolato Generale d’Italia a Shanghai, incombenti istruttori consistenti nel deposito degli elementi probatori che hanno determinato la denuncia di reato a carico della ricorrente e della documentazione concernente l’esito della denuncia. Ha fissato la successiva udienza camerale al 9 febbraio 2027. Ha inoltre disposto l’oscuramento delle generalità della parte interessata per ragioni di tutela dei diritti o della dignità personale.

Norme richiamate

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    La disposizione è richiamata quale presupposto per l’oscuramento delle generalità della parte interessata a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Le disposizioni sono richiamate, insieme all’art. 52 d.lgs. 196/2003, quale base per la tutela dei dati personali e l’oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Quando, in una controversia relativa al diniego di un visto, l’amministrazione fonda la decisione o le proprie difese sull’avvenuta denuncia dell’interessato per la presunta contraffazione della documentazione prodotta, il giudice può disporre l’acquisizione degli elementi probatori posti a fondamento della denuncia e dell’esito del procedimento penale, qualora tali dati siano necessari per decidere il ricorso.
  • L’ordinanza istruttoria deve circoscrivere gli incombenti richiesti all’amministrazione agli elementi documentali pertinenti alla decisione, fissando un termine processuale o un’udienza successiva per il deposito e la valutazione della documentazione acquisita.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoIstruttoria processuale
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiIncompetenza

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