Cassazione Penale, Ordinanza n. 34397/2026 del 24/09/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, ritenendo generico e reiterativo il motivo sulla responsabilità e inammissibile la richiesta di una diversa ricostruzione dei dati fattuali mediante la deduzione del vizio di motivazione. Ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende. Il testo non riporta la pena inflitta né ulteriori dettagli sulla fattispecie concreta.
Esito
Favorevole al resistente
La controversia
L’imputato ha impugnato la sentenza della Corte d’appello di Napoli del 26 gennaio 2026, relativa alla responsabilità per il reato previsto dall’art. 391-ter c.p. Il ricorso contestava la valutazione della responsabilità e deduceva un vizio di motivazione, mirando a ottenere una diversa ricostruzione dei dati fattuali. La Corte di cassazione ha rilevato che le doglianze erano generiche e reiteravano questioni già esaminate e disattese dalla Corte territoriale, nonché dirette a sollecitare una rivalutazione del fatto estranea al giudizio di legittimità.
Norme richiamate
Visti gli atti e la sentenza impugnata, relativa al reato di cui all'art. 391- ter cod. pen.
La disposizione è indicata come norma relativa al reato oggetto della sentenza impugnata; il testo non espone ulteriori elementi interpretativi sulla fattispecie.
Massime di principio
- È inammissibile il ricorso per cassazione che, attraverso la deduzione di un vizio di motivazione, solleciti una diversa ricostruzione dei dati fattuali, poiché tale rivalutazione esula dall’ambito cognitivo del giudizio di legittimità.
- È generico e reiterativo il motivo che ripropone doglianze sulla responsabilità già adeguatamente esaminate e disattese dalla corte territoriale con motivazione puntuale e logica.
Come è indicizzato
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