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Ordinanza

Ordinanza n. 828/2026 - Palermo, Sezione 4

Giustizia amministrativa202501694

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IVOrdinanza istruttoriaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: ordinanza di assegnazione del Tribunale di Agrigento del 17 marzo 2025, resa in una procedura esecutiva mobiliare

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha promosso un giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione dell'ordinanza di assegnazione emessa dal Tribunale di Agrigento. Ha dedotto di avere notificato il titolo esecutivo al Comune resistente, assumendo così decorso il termine di centoventi giorni previsto per l'azione esecutiva nei confronti delle amministrazioni pubbliche. Il TAR ha rilevato, tuttavia, che la documentazione prodotta per dimostrare la notificazione era stata depositata in un formato non idoneo a verificare la ritualità della notificazione presso il domicilio reale dell'amministrazione, poiché non risultava prodotto il messaggio PEC in formato EML con le intestazioni complete e gli estremi dell'invio, della ricezione e dell'esito della trasmissione.

La decisione

Il TAR non ha definito il giudizio di ottemperanza nel merito. Ha ritenuto non dimostrata, allo stato degli atti, la notificazione del titolo esecutivo al Comune presso il domicilio reale e, conseguentemente, non verificabile la decorrenza del termine di centoventi giorni previsto dall'art. 14, comma 1, del d.l. n. 669/1996. Ha quindi disposto un incombente istruttorio a carico del ricorrente, assegnandogli quindici giorni dalla comunicazione dell'ordinanza per depositare la prova della notificazione in formato EML. La trattazione è stata rinviata alla camera di consiglio del 29 aprile 2026.

Norme richiamate

  • art. 14, comma 1, d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla l. 28 febbraio 1997, n. 30

    azione esecutiva nei confronti delle amministrazioni dello Stato può essere intrapresa decorso il termine di centoventi giorni dalla notificazione del titolo esecutivo presso il domicilio reale dell'Amministrazione

    La decorrenza del termine di centoventi giorni, necessario per intraprendere l'azione esecutiva nei confronti dell'amministrazione, presuppone la prova della rituale notificazione del titolo esecutivo presso il domicilio reale dell'amministrazione.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza fondato su un titolo esecutivo giudiziale, la decorrenza del termine dilatorio previsto dall'art. 14, comma 1, del d.l. n. 669/1996 deve essere provata dal ricorrente mediante documentazione idonea a dimostrare la rituale notificazione del titolo esecutivo presso il domicilio reale dell'amministrazione.
  • Quando la notificazione del titolo esecutivo è effettuata tramite PEC, la produzione del messaggio in formato EML consente di verificare nella sua integrità le intestazioni relative a mittente, destinatario, data e ora di invio e ricezione ed esito della trasmissione; una produzione in formato non idoneo non dimostra la decorrenza del termine dilatorio.
  • In assenza di prova sufficiente della notificazione del titolo esecutivo e della conseguente decorrenza del termine previsto dalla legge, il giudice dell'ottemperanza può disporre un incombente istruttorio e rinviare la trattazione, senza definire il giudizio nel merito.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaIstruttoria processuale
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaOnere della prova e principio dispositivoEfficacia ed esecutorietà

Testo integrale

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